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L'Esorcista - La Genesi
Dopo una produzione a dir poco travagliata, arriva nelle sale il prequel di una delle più famose serie Horror.
Ma proprio Renny
EsorcistaCATEGORIA: Flatline

Per iniziare potrei raccontarvi la trama di questo film, ma penso possiate immaginarvela da soli (ok, in breve, racconta il primo incontro fra Padre Merrin e Satana). E poi sinceramente trovo che sia molto più interessante farvi conoscere la storia della sua produzione.
John Frankenheimer, il primo regista scelto per girare questo film, è purtroppo morto durante la pre-produzione. Chissà cosa sarebbe successo se il progetto avesse beneficiato dell’esperienza del regista di Ronin.
A quel punto, la produzione decide comunque di puntare su un altro buon regista: Paul Schrader (American Gigolo, Lo Spacciatore). Il film viene realizzato, portato ai produttori, i quali decidono di licenziare Schrader e buttare via praticamente tutto. Sulle motivazioni non ci sono certezze, ma pare che il risultato fosse troppo carente sotto l’aspetto Splatter.
A ri-dirigere la pellicola, ri-scritta dal terzo sceneggiatore (si, 3 registi, 3 sceneggiatori), arriva a questo punto un nome inatteso: Renny Harlin.
Il regista di Cliffhanger sarà riuscito a soddisfare i produttori? E il pubblico?
Esorcista
Cominciamo col dire che, nonostante l’impegno profuso in questa direzione, non è facile disperdere completamente il fascino del rapporto con la serie. Quindi inevitabilmente, soprattutto per i fan, si prova un certo brivido a pensare che i due antagonisti si ri-incontreranno in futuro. Ma si, il responso negativissimo della critica americana ha una sua ragion d’essere.
Non credo sia giusto definirlo un film pessimo sotto ogni punto di vista.
Ingenuo? Si. Soprattutto sotto l’aspetto storico. Nel suo dipingere il nazismo come una forma di satanismo quasi consapevole dimentica una costante della storia dell’uomo: in guerra quasi nessuno ha rinunciato a tirare Dio dalla propria parte.
Girato male? Beh, con questi problemi produttivi (e un intero film precedente a pesare sul budget), ci si poteva francamente aspettare di peggio.
Il vero problema di questo L’Esorcista – La Genesi è che si basa, pur tentando di snaturarla, su una costruzione horror vecchia, passata.
Il primo film (e, con minor forza, i suoi seguiti) spaventava anche perchè per la prima volta si faceva riferimento ad un male incorporeo, in potenza proveniente dall’interno di ognuno di noi. Ma soprattutto si trattava di un concetto di orrore non completamente definibile come fiction dalla religione occidentale. Una paura alla quale la gente era stata preparata a credere, uno sforzo minimo per la sospensione dell’incredulità. Spaventoso perchè culturalmente accettato.
Nel 2004 L’Esorcista – La Genesi, per svariati motivi (interni ed esterni alla Chiesa), non trova lo stesso terreno fertile.
Esorcista
La prima parte del film è davvero noiosissima. Ben presto però la sensazione viene superata dalla percezione di dialoghi realmente ridicoli nella loro banalità. Tra tutti i moralismi espressi (credo più per necessita di genere che per altro), quello che più ha fatto ridere gli spettatori è stato naturalmente quello di natura sessuofobica.
La tanto denigrata deriva splatter, fulcro di tutte le stroncature americane, è quasi totalmente ingiustificata, ma quando arriva viene accolta come una benedizione. Nulla di sconvolgente, ma l’appassionato almeno si risveglia un po’. Quando funziona, fa pensare che comunque questo L’Esorcista – La Genesi sia un film coraggioso nel panorama horror degli ultimi anni (con il genere ormai diventato prodotto per famiglie).
Per il resto il film procede alternando buone idee (il modo in cui si manifesta il demoniaco nella scena di battaglia), discreti spaventi e continue cadute di tono, spesso legate ad effetti speciali prevedibilmente scadenti (ma la colpa è quella di averli voluti usare come riempitivo shock).
Lo scontro finale a un certo punto vede il ritorno della sessuofobia che aveva tanto divertito il pubblico nella prima parte. Una risata e tutti a casa.
Poteva andare peggio.
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