INTERVISTE \ Intervista agli Un-kind

band metal-core

di Ilaria Battistella
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In occasione del prossimo concerto della band e degli appuntamenti per l’anno nuovo Occhiaperti.net ha deciso di fare quattro chiacchiere con i componenti degli Un-kind: Vale (voce), Cid (chitarra), Manuel (basso) e Uccio (batteria).


Un-kind intervistaCiao ragazzi! Allora, partiamo da una domanda di rito: qual’è il significato del nome Un-kind?
U: Questo nome è stato proposto dal nostro ex-bassista, Pepi, che non suona più con noi già da un anno e che salutiamo; è piaciuto a tutti quindi…Un-kind fa riferimento a tutto ciò che è l’opposto di gentile ed educato, dunque è collegato alla musica che suoniamo. Poi ovviamente ci piaceva il suono della parola.

Tu dovresti essere Manuel allora, il nuovo membro?
M: Si, anche se in realtà suoniamo insieme da un anno circa.

Come sei entrato a far parte del gruppo?
M: E’ stato per caso, ho letto un annuncio. Non ci conoscevamo nemmeno…

Definite il vostro genere metal-core: potete spiegarmi cosa significa?
V: Tanti ci hanno definito“crossover”, che non è sbagliato, “metal-core” è più specifico. E’ un genere che alterna nella canzone parti metal, più cadenzate e scure, a parti hardcore con ritmi più veloci, voci melodiche, urlate, rappate, ad esempio gli Slipknot. Le etichette ovviamente non piacciono mai a nessuno, ma d’altra parte se ti chiedono cosa suoni…

Non vi sembra un po’ inflazionato come genere? Ha avuto il suo boom qualche anno fa, ma ora sembra essere diventato la caricatura di sé stesso.
U: Noi ci ispiriamo, almeno io, a gruppi come i Machine Head, per dirne uno. Da qualche parte si deve iniziare.
C: Tutta la musica che ascoltiamo ovviamente ci condiziona, anche inconsciamente, e ci fa prendere una direzione, poi cerchiamo di lavorare sulle nostre idee, per ottenere un risultato più originale e più personale possibile. Il nuovo lavoro sarà sicuramente più ricercato.
I brani nuovi si distaccano molto dal precedente mini CD (VHRecords 2003), sono più tecnici, più pesanti, un po' più metal credo. Inoltre con l’entrata di Vale e di Manuel, che hanno ascolti diversi da me e Uccio, abbiamo maggiore possibilità di spaziare, pur continuando a proporre sempre un certo tipo di musica.
In breve per rispondere alla domanda, noi facciamo quello che ci piace fare, di gruppi che fanno questa musica ce ne sono tanti, la scena italiana è satura, tutto vero. Bisogna guardare avanti per non rimanere intrappolati in un certo periodo o nel genere. Il difficile è saper proporre qualcosa di diverso, noi ci proveremo.

Tu a quali gruppi ti ispiri? (rif. a Manuel)
M: A me piacciono molto i Rage Against The Machine. I miei ascolti sono diversi dai loro in senso che preferisco generi meno pesanti, ad esempio il punk e lo ska. Di conseguenza il mio stile quando suono si differenzia da quello degli altri componenti. In pratica c’è un adattamento di stili diversi, che mi sembra una buona cosa.

Chi scrive i testi? Di cosa parlano?
V: Io ho scritto i testi dei nuovi pezzi, in inglese. Parlo di esperienze vere, che ho vissuto soprattutto in prima persona. Riguardano la mia vita e tutto quello che mi circonda, anche se mi piace usare un linguaggio metaforico e un po’ ermetico.

Cosa ne pensate dell’accostamento metal e affini, testo in italiano?
C: Purtroppo l’italiano è una lingua che abbinata ad alcuni generi musicali non rende. Sarebbe bello fare qualcosa in italiano in modo che le persone capiscano il significato delle nostre canzoni, ma bisogna trovare il pezzo giusto.
Ci sono gruppi come Linea77, Magazzini della Comunicazione e Samsara (vorrei sottolineare che questi ultimi sono di Ferrara), per citarne alcuni, che questo abbinamento l’hanno davvero espresso nel migliore dei modi.

Un’ opinione sulla scena ferrarese…
U: Ci sono diversi gruppi che ci piacciono, ad esempio gli OTX-2, che con la nuova formazione spaccano! Anche Let’s Get Lost, Koinè, Samsara; tutti gruppi che da tempo hanno saputo darsi da fare, gli H-Strychnine hanno partecipato ad eventi di livello nazionale e non solo.
C: Il problema a Ferrara riguarda il pubblico credo, troppo spesso i concerti di gruppi locali vengono snobbati o poco pubblicizzati; i musicisti dovrebbero essere il primo pubblico di sé stessi, dovrebbero dare l’esempio. Se nemmeno chi suona segue i concerti della sua zona, poi non ci si può certo lamentare se anche le altre persone se ne fregano…
C’è competitività fra band, quando la collaborazione soprattutto in fase emergente è fondamentale. Ci è capitato più volte di suonare con gruppi di fuori piuttosto che di Fe, ad esempio i Figure of Six di Cesena che ci hanno fatto arrivare al RockPlanet. Abbiamo in programma alcune date con i Media Solution di Torino e comunque, anche tutto il tour della Akom Production è fondato sullo scambio di date.

So che avete suonato con alcuni gruppi molto conosciuti del panorama italiano come Linea77 ed Extrema. Che esperienza è stata? Come vi siete procurati queste date?
U: Quello con i Linea77 è stato un vero colpo di fortuna: abbiamo rimpiazzato un gruppo spalla, che all’ultimo momento ha comunicato di non poter suonare. Allo ZOO ci conoscevano e così è saltata fuori la data.

Qualche gossip?
C: Niente di particolare, di sicuro ho scoperto che cosa vuol dire essere professionisti, sia alle prove che in concerto!

Per quanto riguarda gli Extrema che cosa mi raccontate?
C: Vale lo stesso discorso dei Linea…in più si aggiungono una serie di partite a calcino con il loro batterista…un grande batterista, ma a calcino ha perso ugualmente (ah ah ah!). Non so se leggerà mai questa intervista, comunque lo saluto.

Quando avete iniziato a suonare insieme?
U: Per me e Cid il primo concerto risale al lontano 1989. Era il 17 Luglio.
…ma io avevo 5 anni!!
U: Si, era la Festa dell’Unità di Argenta (Fe). Tanta gente, amici e non. Ricordo che c’erano persino i punk di Ravenna, nostri amici ovviamente, venuti apposta per il concerto.
C: Deve essere stato in quel giorno che ci siamo innamorati della dimensione live. A quel tempo il nostro riferimento era l’hardcore-punk italiano anni ’80, gruppi come Kina, Raw Power, Negazione…e gli Impact. Ho iniziato a suonare cantando e per imparare imitavo il loro frontman! Attraverso l’involucro, un vinile stupendo, c’era tutta la rabbia di quei giorni.

Ok ragazzi. L’ultima domanda. Programmi per il nuovo anno? Concerti?
C: Oltre al nuovo album, parteciperemo a due delle date dell’Hate-TV Tour. Il prossimo concerto sarà sabato 15 Gennaio allo ZOO AnimalSound di Fe. Speriamo di avere altre importanti novità nei prossimi mesi.

Volete lasciare un commento, un saluto ai nostri lettori-navigatori?
V: Si, vorremmo sottolineare che se va avanti così, un futuro da piano bar non è escluso…(ridiamo)
C: Grazie a te Ilaria e a Occhiaperti.net per averci dato questo spazio e per la chiacchierata! Un saluto a tutti!!


Ilaria Battistella


gli Un-kind sono:
Valerio Grandi - Vale (voce)
Gianluca Nicoletti - Cid (chitarra e voce)
Manuel Brancalion (basso)
Andrea Ferruzzi - Uccio (batteria)

www.unkind.it
www.un-kind.com

01-02-2006 - visite: 14520

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