LIVE \ The death of Anna Karina + The Vanishing LIVE

All'Acquaragia di Mirandola (MO)

di Clas
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La mia prima volta all’Acquaragia di Mirandola:the death of anna karina piccolo, somigliante ad un centro sociale, atmosfera molto underground (yeah!) e questo mi piace un sacco. Nella stanza principale, un po’ più ampia delle altre ma comunque non molto grande, era allestito un palco basso, su cui sorgevano imponenti casse minacciosamente enormi, considerando l’ampiezza del luogo. Mentre aspettiamo, ci fanno ascoltare i Bloc Party e questo aggiunge punti alla serata.
Due chitarre, basso, batteria, tastiere e voce per The death of Anna Karina. L’acustica non era delle migliori e il volume spropositato rendevano il suono un po’ troppo simile ad una cacofonia (un tocco di caotico noise ci sta, ma senza esagerare) e questo ha sicuramente compromesso il live.
Era la prima volta che sentivo i TDOAK e le idee mi sono sembrate decisamente buone: batteria frenetica hardcore (il batterista era davvero bravo, velocissimo e prepotente), voce isterica ed urlata, giri di basso accattivanti e chitarre aggressive. Il tutto condito con una buona dose di tensione da sfogare, sull’onda di un punk-funk violento, attitudini dark e una strizzatina d’occhio all’improvvisazione free-jazz. Ma, lo ripeto, mi è sembrato tutto troppo forte e amalgamato, tanto che i suoni faticosamente andavano definendosi ma si disperdevano nell’entropia. Piccolo punto di demerito al fatto che il cantante ci ha mostrato le spalle o, al massimo, ci ha concesso un profilo, per la maggior parte del concerto, nonostante mi sembrasse grintosissimo e perfettamente in grado di gestire il palco ed intrattenere il pubblico.
Poi si passa ai The Vanishing, band di San Francisco da poco trasferitasi a Berlino. In due sul palco questa volta, mentre l’anno scorso erano in tre (mancavano le tastiere, sostituite da basi registrate). Quest’anno la voce e il sax (quello strumento sembra averne viste di tutti i colori, è meravigliosamente vissuto!) della stramba Jessie Eva sono accompagnati solo dal giovane batterista, Brian Hock.the vanishing San Francisco, la California e le sue spiagge, il sole, Santa Monica...niente di tutto questo. Provate ad immaginare una soubrette degli anni ’30 vestita alla marinara che esegue una performance da punker strafatta in pieni anni ’70 che fa musica definita sci-fi horror disco vicina alla dark-wave anni ’80. Sì, forse ho un po’ le idee confuse, ma vedere un live dei The Vanishing non è come ascoltare il loro ultimo album, Still lifes are failing. E’ un’esperienza traumatica, shockante ma divertentissima Francamente li ho preferiti nell'altra occasione in cui li ho sentiti perché mi è sembrato che ieri sera l’improvvisazione/sperimentazione abbia "contaminato un po' troppo"; anche i problemi con l’impianto hanno fatto la loro parte ma in certi episodi mi sembrava non andassero proprio a tempo! Comunque nulla da dire sull’impatto e il coinvolgimento dello show di Jessie Eva,provocante, sensuale e bizzarra musicista, sempre in movimento e alle prese con sax, maracas, due microfoni o una bottiglietta d'acqua con cui bagnava il pubblico mentre si dimenava.

01-02-2006 - visite: 9947

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