La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Mar 16 2005

Un comico da paura

di debora

Di ritorno dal corso di creta mi sono fermata al supermarket a comperare qualcosa per me, una ciotola nuova per Leda, il riso soffiato e la pasta di pane per la pizza: stasera la preparo per i miei nipoti come quando erano piccoli; mi piace ancora invitarli a casa mia semplicemente per chiacchierare e gli argomenti non mancano mai: chi mi racconta di aver cambiato lavoro, chi ha in progetto un viaggio per la prossima estate e chi tra i più giovani mi chiede consigli per l’esame di maturità…quale occasione migliore di una pizza per aggiornarci sulle nostra vite?

Rientrare a casa e sentire il ticchettio delle unghie del mio cane sul pavimento mentre si avvicina gioioso alla porta è una delle sensazioni più soavi del mio ritorno. Scodinzola festante e ovviamente ha già intravisto la sua preziosa cena spuntare dal sacchetto della spesa: il suo entusiasmo mi suggerisce di prepararle subito da mangiare.
In tv c’è un’intervista a Giorgio Faletti, che da qualche anno ha smesso i panni del comico per diventare uno scrittore di notevole successo. Giusto l’altro giorno ho terminato di leggere il suo secondo thriller, “Niente di vero tranne gli occhi”,l’ho scelto curiosa, non senza una punta di malignità, di scoprire se il successo di “Io uccido” potesse ripetersi o se quel prorompente esordio letterario non fosse altro che il frutto di una felice ispirazione destinata a rimanere isolata. Ho letto entrambi i libri e devo dire che questo secondo romanzo è riuscito a catturarmi ancor più del precedente, facendomi tornare quel formicolio fastidioso alle mani delle ore passate a leggere senza potersi fermare.
Un misterioso uomo incappucciato uccide senza pietà e riproduce con i cadaveri le scene dei Peanuts, i popolari personaggi dei fumetti. Lo scenario si alterna tra Roma e New York. La polizia deve barcamenarsi tra il profilo psicologico dell’assassino e il messaggio nascosto in quella scenografia tanto macabra. Accanto alla polizia c’è poi una misteriosa donna che dice di avere avuto delle visioni….insomma un thriller in piena regola che conferma il talento di Faletti. Ho trovato uno stile maggiormente accurato anche se ancora troppo legato al linguaggio parlato. Mi sono sempre chiesta inoltre, pensando a Faletti, ma non solo a lui, da dove nascesse la capacità di scrivere di molti artisti che si sono dedicati per anni ad un altro mestiere. Pensiamo a Ligabue, a Guccini fino ad arrivare appunto a Giorgio Faletti. La risposta probabilmente sta nel fatto che in fondo non è il mestiere che è cambiato ma semplicemente la sua forma. I comici, i cantanti, gli scrittori posseggono tutti la capacità di creare storie e personaggi, la differenza sta nel poterla esprimere in un pezzo di cabaret, in una canzone o in un libro.

Scritto da: debora

Data: 16-03-2005

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

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