INTERVISTE \ In the name of...punk!

Intervista alle Sorelle Kraus

di Ilaria Battistella
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Finalmente una bella chiacchierata con un gruppo senza troppi peli sulla lingua. Le Sorelle Kraus di Ferrara hanno le idee ben chiare su cosa significa comporre musica, ascoltarla e perché no, esprimere giudizi su di essa. Ecco che cosa ci hanno raccontato…

Sorelle KrausDa dove deriva il nome “Sorelle Kraus”? Cosa significa?
Ele: Il nome è ispirato ad un cortometraggio del comico Antonio Rezza. Uno dei suoi personaggi era il Fratello Kraus, la presa in giro di una sorta di oratore delirante che la folla stava ad ascoltare.

Quando avete deciso di dedicarvi alla musica?
Cri: E’ stato circa undici anni fa, nel 1993-’94. A quel tempo facevamo parte delle Dizzy Dolls e suonavamo solo cover: alla batteria c’era una ragazza inizialmente. Eugenia suonava la tastiera e la chitarra.

Potete spiegare ai nostri lettori-navigatori che cosa significa garage-punk? Perché vi siete sempre dedicate a questo genere?
Euge: Mah…non direi che siamo un gruppo garage... In realtà la base della nostra musica è il punk, abbastanza melodico. Il garage ci piace più che altro per la sua attitudine. Solo Tura Satana, una canzone del nostro primo cd, può essere definita garage, la più garage che abbiamo in assoluto.

A quali gruppi vi ispirate?
Euge: Abbiamo ascolti differenti, in linea di massima l’ispirazione musicale deriva dalla new wave degli anni Ottanta, dal punk ’77, dal garage degli anni Sessanta. A me piacciono molto gli Stogees, i Devo, ma anche i Beatles. Non è facile rispondere, molti gruppi ci hanno influenzato.

Qualche gruppo in particolare?
Janz: Direi tutti i gruppi punk dal ’77 all ’80. Alla fine possono sembrare anche molto simili tra loro, ciò non toglie che il punk è stato, e senza dubbio è ancora oggi, il movimento più fresco e innovativo degli ultimi trent’anni.
Euge: Forse con i Blondie abbiamo un rapporto più diretto. Ci piace anche il pop anni ‘80, i gruppi più stupidi e demenziali…

E’ il frutto di una scelta o un caso che il gruppo sia per ¾ al femminile? (Ho notato che avete suonato all’Ekidna Ladyfest, che prevedeva la partecipazione di gruppi esclusivamente femminili…)
Janz: L’idea iniziale, con le Dizzy Dolls, era quella di un gruppo completamente al femminile, poi sono arrivato io a rovinare tutto! No, scherzo.
Ele: Janz doveva essere il batterista provvisorio, ma poi non abbiamo trovato nessuna ragazza per sostituirlo. Durante la ricerca abbiamo finito per trovarci bene e ci siamo affezionati. Così eccoci qui.
Euge: Per quanto riguarda L’Ekidna ci hanno semplicemente chiamato a suonare e così siamo andate.
Cri: Si, anche perché a Ferrara suoniamo anche troppo!
Ele: …va là che ci pagano molto! (ridiamo)

Janz, prima di dedicarti al progetto Sorelle Kraus suonavi la chitarra negli Impact, storica band hardcore-punk dell’underground italiano degli anni Ottanta. Come mai hai deciso di passare dalla chitarra alla batteria?
Janz: Semplicemente in giro c’erano troppi chitarristi. Suonare la batteria mi ha dato senz’altro la possibilità di collaborare con più gruppi.

Chi scrive i testi delle vostre canzoni? Di che cosa parlano?
Ele: I testi li scrive Eugenia, oppure io e lei insieme. Vengono fuori abbastanza naturalmente infatti ci lasciamo ispirare da tutto ciò che leggiamo e vediamo, da quello che ci capita intorno…
Euge: Ad esempio The dancing eye parla di un occhio che si stanca di stare nella testa di una ragazza stupida e superficiale. Mrs. Kansas riguarda Bukowski che prova l’eroina. Comunque parliamo anche di cose quotidiane.

Quale pensate sia il punto di forza del vostro gruppo?
Janz: Janz ovviamente. (ridiamo)
Ele: La sincerità della nostra musica e il fatto che sia divertente e coinvolgente. Non ce la tiriamo come fanno molti gruppi…
Euge: Il nostro genere non è lagnoso.
Janz: Infatti non suoniamo emo! Come ci vedi sul palco siamo nella vita di tutti i giorni, in questo senso parliamo di sincerità.

Cosa vi da soddisfazione quando siete su un palco? Cosa spinge ad andare avanti in un ambiente spesso ostile?
Janz: L’interesse delle persone.
Euge: A me personalmente piace molto sentire il nostro sound dal palco, anche se chiaramente è molto diverso da come lo percepisce il pubblico. Inoltre vedere più ragazze che ragazzi interessati alla nostra musica è molto bello.
Ele: Si, spesso sono le ragazze che ci fermano, fanno complimenti e chiedono il cd. Inoltre piacciamo molto ai bambini!
Janz: Le Sorelle attirano molte più ragazze degli Impact…

Qual è il sogno delle Sorelle Kraus?
Cri: Sono due anni che suoniamo come Sorelle Kraus. Sarebbe carino trovare un’etichetta che ci produca e che ci aiuti a trovare date.
Euge: Il mio sogno sarebbe quello di fare da spalla agli International Noise Conspiracy, sarei disposta a quasi tutto per suonare con loro!

Un commento sulla scena musicale di Ferrara e provincia…
Ele: Ci piacciono i Let’s get lost e l’estate passata ci siamo divertite molto a truccarci da zombie per aiutarli a girare il loro video. Inoltre i Dübby Düb, i Bankshot (anche se ora non suonano più insieme), Giorgio Canali… Non amiamo molto il genere emo.
Janz: Si, non ci fa battere il piedino! (ridiamo) Attualmente suono anche in una cover band dei Misfits, i Graverobbers from Outer Space, tutta composta da ex Impact ed ex Bankshot.

A me la musica “deprimente”, se vogliamo chiamarla così, piace molto, adoro il dark ad esempio.
Euge: C’è differenza tra il depresso e il lagnoso. A noi non piace il lagnoso. Da qualche anno stiamo assistendo ad una grande ondata emo.

Diversi gruppi hanno fatto riferimento ad altre realtà come il modenese, il padovano, zone più in fermento rispetto a Ferrara dal punto di vista musicale…
Euge: Non sono d’accordo: anche a Ferrara esistono tanti gruppi che suonano, magari è a livello di idee che sono meno produttivi. Da non dimenticare poi che a Ferrara ci sono pochi locali per suonare e, volente o nolente, un gruppo si ritrova sempre negli stessi posti.
Non è così facile neanche trovare concerti fuori da Ferrara: noi finora siamo riuscite a suonare solo in provincia di Modena. Già a Bologna trovare agganci è difficile perchè è una realtà abbastanza chiusa, almeno verso i gruppi minori come il nostro.
Ele: In un certo senso i gruppi di Bologna si autoalimentano tra loro, è per questo che è più difficile entrare in questo circuito che altrove.

Parliamo delle copertina del vostro primo cd: impossibile non notare la foto…
Ele: Molto semplicemente: è stata fatta dentro il bagno di un centro sociale da un nostro amico. Nulla di studiato. Esattamente come la copertina di Holy Bastards dei Bankshot, uno scatto durante una pausa in sala prove.
Cri: Il retro di copertina è una foto di Tura Satana (che è anche il titolo di uno dei brani), un’attrice che negli anni Sessanta interpretò il film Faster Pussycat Kill Kill Kill.

Ho letto che potrebbe esserci una collaborazione tra le Sorelle e un gruppo dell’Oregon: potete anticiparmi qualcosa?
Euge: Certo. Tempo fa a Ferrara abbiamo incontrato Sonja, una pittrice che ci ha fatto conoscere diversi gruppi, tra cui dei suoi amici dell’Oregon. Si chiamano Tourist e la loro musica è un mix di punk, Pixies, Pere Ubu e qualcos’altro che non saprei dire. Ci siamo piaciuti a vicenda e l’idea sarebbe quella di realizzare un 7’ insieme. Una volta il loro chitarrista mi ha chiamato alle sei del mattino…forse si era dimenticato del fuso orario, anche perchè era ubriaco!
Sonja inoltre ha realizzato i due quadri riprodotti sulla copertina del nostro secondo cd, che speriamo possa uscire per l’estate. Registreremo i pezzi presso il Natural Head Quarter di Ferrara.

Cosa mi dite riguardo alla scelta del supporto per questo progetto, il vinile…
Janz: Io sono molto legato al vinile perché lo colleziono da sempre. E’ più prezioso di un semplice cd ed è molto più bello da possedere e maneggiare.
Euge: Su una recensione hanno definito le Sorelle Kraus “fuori moda”. Mai ci era stato fatto un complimento più azzeccato. Forse amiamo il vinile perché è proprio come noi, fuori moda, un po’ di nicchia, insomma per pochi amanti.
Janz: Il vinile è difficile da vendere, per questo i nuovi brani usciranno anche in cd...
Euge: Di solito chi si fa produrre anche su vinile è il classico “snobbone”, oppure un gruppo famoso, oppure fa parte di piccole etichette indipendenti.

Da alcune cose che ho letto mi sembra che non amiate essere accostate al movimento delle cosiddette "riot grrrls" dei primi anni ’90: perchè?
Euge: Il fatto che suoniamo una cover come The Empty de Le Tigre non vuol dire che ci sentiamo parte di un movimento come quello delle riot. E’ una realtà americana che non ci riguarda da vicino, Le Tigre ci piacciono musicalmente, come tanti altri gruppi. Ci possono essere alcuni argomenti in comune, ad esempio nel testo di Tura Satana, più “riot” perché fa riferimento ad un’ attrice degli anni ’60 come abbiamo già detto.

Prossimi concerti?
Ele: Per il momento possiamo confermare la nostra partecipazione al concorso Musicattiva 2005 il 15 Aprile. Abbiamo in programma una data a Villa Serena (Bo) il 23 Aprile con un gruppo olandese.

Un messaggio per chi leggerà questa intervista?
Ele: Se non ci avete mai visto venite a sentire i nostri concerti!
Janz: Chi ci verrà a vedere riceverà automaticamente 5 Euro da Arianna…(l’amica immaginaria di Janz a quanto pare…)
Euge: L’interesse per la musica e i gruppi è un fattore molto importante e spesso a Ferrara nemmeno tra le persone che suonano esiste questo interesse. Noi andiamo ad ogni concerto perché ci piace farlo, anche a quelli emo…
Ele: Non abbiamo pregiudizi di fondo, nemmeno per quanto riguarda le bands emergenti. Anche in questo ci sentiamo onesti come gruppo.

Un’ultimissima domanda prima di salutarci: cosa ne pensate di gruppi come The Libertines, The Strokes, White Stripes, che stanno sfruttando (mi pare in modo assai proficuo) il revival rock’n roll/garage degli ultimi anni?
Euge: Gli anni della mia adolescenza (parliamo degli anni Ottanta) influenzano tutt’ora le mie scelte in ambito musicale. I miei parametri di giudizio sui nuovi gruppi saranno quindi diversi da quelli di chi è nato dopo di me. Per giudicare i gruppi di adesso mi baso sulle esperienze passate, su quello che ho vissuto in prima persona.
Janz: Non penso che questo revival sia una cosa negativa: darà la possibilità ai più giovani di accostarsi al rock’n’roll, e magari chissà che qualcuno non inizi ad indagare a ritroso negli anni…


Ilaria Battistella


le Sorelle Kraus sono
Elena Grazzi - Ele (voce)
Eugenia Serravalli - Euge (basso)
Cristiana Sandri - Cri (chitarra)
Stefano Ragazzi - Janz (batteria)


www.sorellekraus.com


01-02-2006 - visite: 15771

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