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I Tenenbaum
Con Gene Hackman, Ben Stiller, Gwyneth Paltrow
di Wes Anderson

testo alternativoCATEGORIA: Film d'autore con concessioni al grande pubblico

Il film è una sorta di cronaca familiare che racconta alcuni giorni della vita di una famiglia in cui i figli del capostipite sono stati geni nell’infanzia o nella adolescenza: nello specifico il patriarca Gene Hackman, ricco faccendiere e abile truffatore, per impedire un matrimonio della ormai ex moglie, che lo renderebbe assolutamente indigente, cerca di riavvicinarsi ai figli dopo una lunga assenza. I figli, che, come si diceva prima, hanno avuto molti successi, chi artistici, chi sportivi e chi economici, oggi attraversano un periodo molto diffide che li rende vulnerabili.
Lo svolgersi del film avviene attraverso una ritmo serrato da commedia classica hollywoodiana, in cui equivoci sentimentali e giochi di parole riempiono il divertimento dello spettatore.
Degna di nota è una colonna sonora costruita da grandi canzoni degli anni 60, che hanno segnato il cammino della grande pop/rock music: dai Beatles di Hey Jude, ai Rolling Stones di Ruby Tuesday, dai misconosciuti ma immensi Velvet Underground alla loro per troppo poco cantante Nico, magnifica alemanna, icona del glamour warholiano, senza dimenticare Bob Dylan e Simon and Garfunkel.
Film di un gusto estetico desueto mette in gioco elementi della vecchia Hollywood, come dicevamo sopra, quasi a voler dimostrare che per far ridere non c’è bisogno del pulp di maniera del signor Ciccone, alias Guy Ritchy. Non si vede sangue, colpi di pistola, e sparatorie inopportune, ma la sagacia della costruzione di scene e ambienti è perfetta. Le situazioni descritte, dalle incongruenze sentimentali dei personaggi (figura anche un amore quasi incestuoso) ad una cattiveria sempre esibita e mai nascosta trasformano il film da una banale agiografia in un divertimento acido e corrivo.
I personaggi, caratterizzati sempre da una capo di abbigliamento specifico, dalle tute Adidas per Ben Stiller e figli, (divertentissime le tute da lutto) alla giacchetta scamosciata di una splendida e mai così bella Paltrow, sono assolutamente azzeccati, fuori dal tempo e dalla storia. Fuori dal tempo perché, seppur il film sia chiaramente ambientato in questo inizio secolo, hanno il coraggio di essere straordinariamente inattuali, come sono i grandi esteti sanno essere; con quella colonna sonora, con scelte stilistiche imperfette e oblique anche il regista partecipa al gioco di collocare la sua opera in un non tempo, il non tempo degli anni 60, il momento nel quale un’epoca storica diventa immaginario collettivo, elemento fondante di quel pop che oggi, nel suo senso più positivo pervade la nostra società dell’immagine.
Estremamente positivo giudichiamo poi lo sguardo cinico e assieme partecipe dell’autore, che ironizza e condivide le peripezie dei suo personaggi, li segue e li abbandona nelle loro manie e nei loro vezzi. L’assenza di pregiudizi morali aiuta poi in quella che risulta essere una velata critica nei confronti della nostra società perbenista e bacchettona, velata per la presenza di una happy end assolutamente inevitabile in un impianto collaudato quale quello della commedia classica, ma presente per il cinismo di fondo che pervade l’opera.
Nonostante un po’ di stanchezza appaia dopo la prima metà del film, le trovate comiche sono numerose e la valutazione da parte nostra è pienamente positiva, vista anche la carenza di film di questo tipo, così freschi, spigliati e intelligentemente divertenti.

Voto: ***




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