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Apr 15 2005

una mattinata con Helene e Mohammed

La Città e i suoi topoi

di Alberto Amorelli

Apertura del 4°Convegno Nazionale di

Venerdì 15 Aprile.
Nella cornice del Centro Sociale “Quadrifoglio” di Pontelagoscuro si è svolta la giornata di apertura del 4° Convegno Nazionale di “Cultura e letteratura della migrazione”. Ospiti due scrittori “migranti” Helene Paraskeva e Mohammed Lamsuni.
La sala è piena di studenti delle scuole superiori, presenti rappresentanze del liceo Ariosto, dell’ Ipssar Vergani, dell’Einaudi, dell’Ipsia e del Marco Polo.
Ad aprire il convegno viene chiamato l’assessore Sergio Golinelli per la provincia, che dedica la 4° edizione del convegno al ricordo e alla memoria del professor Francesco Argento, senza il quale questa importante iniziativa non esisterebbe nemmeno. Golinelli ricorda l’impegno di Ferrara nell’apertura sociale ai cittadini stranieri a favore dell’ingrandimento della comunità cittadina, e ricorda inoltra il tanto lavoro che ancora c’è da fare perché l’integrazione raggiunga livelli veramente efficaci. Ultimo appunto dell’assessore è verso l’iniziativa dell’ Università del Bene Comune, un’istituzione culturale che ha il compito di approfondire e temi riguardanti i temi e i problemi della globalizzazione della società. Il tema del convegno di quest’anno è “La città”.
PireoIl primo intervento spetta alla scrittrice greca, romana d’adozione, Helene Paraskeva. Tre sono le città della vita della scrittrice, tre realtà diverse ognuna con i propri topoi dell’anima. Conosciamo così Atene, il quartiere di nascita di Helene, con il suo lungomare e il Pireo, quindi visitiamo la nostrana Roma con i suoi giardinetti, con la zona della Stazione Termini, luogo di incontro dei “migranti” e di interculturalità e scambi di racconti di vita. Infine abbiamo la terza città della scrittrice, cioè Manchester, con i suoi esclusivi locali dove si entra solo se si portano le scarpe di una certa griffe. Ma è su Roma che la Paraskeva si sofferma, la città che lei definisce Mediopolis, cioè la città dove tutto passa attraverso i media, e tutto acquista credibilità solo se è passato attraverso i vari media.
Dopo lo splendido intervento della scrittrice è stato il turno dei ragazzi del Vergani e dell’Ariosto; gli studenti dell’Ipssar hanno letto alcune loro poesie, che, in modo stilisticamente ingenuo ma sicuramente efficace e non privo di poeticità, toccano temi importanti come l’emigrazione, l’amore, la guerra, i dubbi sulla vita tipici degli adolescenti, le loro speranze e le loro disillusioni. I ragazzi dell’Ariosto invece hanno raccontato il modo in cui hanno analizzato e studiato i racconti della Paraskeva.
Porta PalazzSuccessivamente ha portato la sua testimonianza lo scrittore marocchino Mohammed Lamsuni. Egli ha presentato la sua esperienza da esiliato politico e il suo soggiorno a Torino, e tra la lettura di una sua poesia e un’altra, ha raccontato di Porta Palazzo, il grande mercato di Torino, dove si ritrovano tutti gli emigrati della città (nonché titolo di un suo romanzo). Lamsuni sostiene che bisognerebbe fare in modo di integrare maggiormente gli emigrati con la comunità cittadina, per evitare l’esistenza di luoghi come Porta Palazzo, una zona pericolosa, difficile ed anche di degrado sociale dove trovano casa prostitute, spacciatori, criminali ma anche alcuni onesti lavoratori. Lo scrittore marocchino nelle sue opere ci racconta questa realtà pericolosa e costituita da persone che per quello che riguarda la legge italiana quasi non esistono.
I due interventi saranno seguito dallo spettacolo teatrale “And the city spoke” realizzato dall’associazione inglese Exiled Writers Ink.
Nel pomeriggio dalle 16 in poi, si svolgerà una tavola rotonda sul tema “Città, identità e cultura” all’istituto Vergani. In serata cena multietnica al bar Diamante.
Sabato 16 altri incontri e le esperienze degli scrittori Valentina Acava Mmaka, Alessandro Ghebreigziabiher e Tahar Lamri.



Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 15-04-2005

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