La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Apr 19 2005

La storia siamo noi

di Debora Peca

Un mese fa per festeggiare il mio compleanno ho organizzato una cena con amiche ed amici di vecchia data; quelli dei primi anni ’70, di quando con Pier ed altri ci si trovava a discutere di politica in quelle stanzette minuscole e fumose. Erano gli anni del femminismo, delle grandi battaglie sul divorzio e sull’aborto, dei fiori tra i capelli e dei pantaloni a zampa, di Alighiero Noschese che imitava i politici e della tv dei ragazzi.
Fortunatamente non ho mai perso del tutto gli amici di allora, anzi ci si sentiva di tanto in tanto anche con quei pochi che negli anni si sono trasferiti fuori città per motivi di lavoro o per scelte familiari. Poi oltre al telefono, l’uso dell’ e-mail ci ha aiutato ulteriormente a mantenere i contatti. Quando ho iniziato ad usare il computer su grande insistenza di una nipote appassionata di informatica e successivamente in biblioteca per lavoro, ero certa che non mi sarei mai abituata alle nuove tecnologie. Invece ora pur non potendomi definire un maghetto della navigazione in internet, mi rendo conto di quanto ad esempio la posta elettronica mi sia utile per un saluto veloce, o in questo caso per un invito speciale.
La serata è stata proprio divertente e dopo aver parlato per un po’ di "quegli anni", siamo tornati al presente: è proprio vero che chiacchierare troppo di come eravamo, è da vecchi.
Così ho scoperto che Monica, la più "piccola" tra noi ha rincontrato una vecchia fiamma e sta pensando di partire per un lungo viaggio in sua compagnia, Giorgio quello che negli anni ’70 voleva vivere alla giornata a bordo di un camioncino vendendo pomodori e patate coltivati da lui, ora fa il nonno a tempo pieno "e mantiene la passione per l’orto e il giardinaggio. Insomma mangiando,bevendo e ridendo siamo giunti al dolce e ai regali: tra questi c’era un romanzo favoloso, uno di quelli che riempiono il cuore, Il dolore perfetto premio Strega 2004, di Ugo Riccarelli. Una vera saga familiare che si svolge in un Paese toscano e consente al lettore un lungo viaggio dalla fine dell’Ottocento fino alla Seconda Guerra mondiale. Il Maestro, un anarchico trasferitosi al nord si innamora perdutamente e sposa una donna che gli dà quattro figli. Uno di questi da adulto si innamora di Annina appartenente ad una famiglia di ricchi commercianti. Questa e mille altre vicende ci permettono di scoprire un intreccio avvincente e di compiere un vero tuffo nella storia del nostro Paese,in un periodo di grandi trasformazioni storiche e sociali che ci hanno portato a quello che siamo oggi.Uno spaccato di vita italiana descritto con un linguaggio pieno di quella poesia e musicalità quasi sussurrata che ero abituata a trovare prevalentemente nelle scrittrici e che invece con sorpresa ho trovato in questo romanzo di Ugo Riccarelli.

Scritto da: Debora Peca

Data: 19-04-2005

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