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Aristotele
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May 17 2005

Dentro i Libri attraverso le cose

Il naso di gomma

di Elisa Donin

Opinioni di un clown - Heinrich Böll


Quando penso a un libro parlante, penso a questo.
Quando immagino un mio alter ego letterario, penso ad Hans Schnier. L'ho conosciuto tardi, quando io avevo 24 anni e lui 27. Dopo tre anni l'ho ricontattato, eravamo coetanei: volevo vedere se potevamo ancora andare d'accordo. La risposta era sì. Ora io ho un anno più di lui, che conserverà per sempre il suo vantaggio; eppure saremo sempre in sintonia, io credo. Anche se lui vive nella Germania in ricostruzione degli anni Sessanta e noi in un paese e in un'epoca almeno apparentemente molto diversi....

Ma ecco qualche indizio - pochi e insufficienti: le persone interessanti non si raccontano, si scoprono passo passo.
Hans odia le scarpe, una costrizione sociale secondo lui, e se le leva appena entra in casa.
Di professione fa il clown, ma le cose non gli vanno molto bene. La sua carriera è in crisi, non fa più ridere da quando Maria, la sua compagna, lo ha lasciato per sposarsi ad un bigotto conformista.
E Hans non si da pace, non ne comprende il motivo, e con il cuore dolorante per questo, e il ginocchio sfasciato per una caduta dal palco torna nella sua città. Dall'appartamento color ruggine che la sua ricca famiglia gli ha comprato per allontanare lo scandalo di un figlio clown cerca di ristabilire i contatti con la società. Telefona alla madre, al fratello in seminario, agli ex amici dei circoli cattolici che Maria gli infliggeva di frequentare; incontra il padre, e nessuno capisce. Nessuno vuole ascoltare lo scandalo della verità, lo scandalo del buffone che parla del potere senza filtri, dice le cose senza infingimenti e con una ingenuità insopportabile.

Hans è un puro, che si fa del male comportandosi da puro; eppure continua, con la convinzione di chi sa di essere nel giusto, e non con la cattiveria di chi infierisce su se stesso. Il suo non è un piangersi addosso, ma una affermazione di dignità. Preferisce continuare a vivere come un clown onesto piuttosto di diventare un ipocrita. Gli altri hanno per lui mille definizioni parziali, mille giudizi di condanna: pagliaccio, bighellone, fallito, peccatore...Ma nessuna di queste accuse è vere. Non ama i compromessi e proprio per questo motivo definirlo in modo sbrigativo è sbagliato.

Quanto fastidio ci dà chi parla schietto? E siamo davvero capaci di parlar chiaro agli altri, e soprattutto a noi stessi?
Ascoltate quello che suggerisce questo degno pagliaccio, che conosce la verità sull'amore, sulla fede, sulla vita e l'onestà, e poi tirate le somme.

Opinioni di un clown, Heinrich Böll, Mondadori, euro 7,80

Scritto da: Elisa Donin

Data: 17-05-2005

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