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Aristotele
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May 22 2005

La ballata delle occasioni mancate

di Debora Peca


Giulia ha suonato alla mia porta e con quell’aria baldanzosa e felice che mi mette sempre di buon umore è venuta a restituirmi due libri che devo averle prestato quando ancora andava a scuola: “Sai zia, sto cercando di fare spazio nello studio di mio marito e tra i libri ho trovato questi due, devono essere tuoi: che vergogna dopo tanti anni, ma meglio tardi che mai no?” E ridendo le ho offerto una fetta di torta appena sfornata. Il libro in questione è in realtà un insieme di racconti in due volumi dal titolo “Antologia Personale” di Isaac Asimov. Pier è sempre stato un appassionato estimatore di fantascienza e questo è uno degli autori che amava di più. Ogni tanto mi chiedeva dove fossero finiti “quei bei racconti…” ma davvero non lo ricordavo. Stranamente pur avendoli avuti in casa per anni, non li ho mai sfogliati. Così, dopo averli avuti indietro ho cominciato a leggiucchiare qualche racconto, fino a divorarli tutti!!! Bè in genere non mi capita, ma questa volta un racconto in particolare è stato in grado di farmi pensare per giorni e giorni. Il titolo è: “E se”, imperniato su uno dei grandi interrogativi della nostra vita. Quanto incide la casualità dei piccoli eventi sul corso della nostra intera esistenza? Letteratura e cinema hanno attinto a piene mani da questo tema: manipolare anche solo un piccolo particolare del destino può essere causa di enormi tragedie future. Lasciando da parte la fantasia di registi e scrittori, quante volte ci domandiamo cosa sarebbe successo se invece di prendere quell’autobus avessimo preso quello successivo? Oppure quante nostre amiche si soffermano a pensare che non avrebbero mai incontrato il loro favoloso fidanzato se quella sera, invece di andare a ballare la salsa fossero restate a casa a guardare “Elisa di Rivombrosa”? O ancora quanti lavoratori ora sarebbero ancora disoccupati se non avessero letto per caso quell’annuncio? Purtroppo non tutti gli eventi casuali portano a cose piacevoli: quanti tamponamenti si sarebbero evitati se quelle stesse persone avessero deciso di uscire mezz’ora più tardi?
Insomma pare che tra colpi di fortuna,incontri giusti nel posto giusto, ma anche occasioni perdute o mancate, treni persi o sfortune peggiori che non sto a menzionare, tutta la nostra vita sia un insieme di eventi casuali che condizionano il nostro vivere quotidiano; sta a noi forse intervenire in modo deciso su di essi per dare loro la direzione che desideriamo; Asimov con la sua grande fantasia ci offre quindi un racconto sui “Se”, sulle occasioni mancate, ma anche guadagnate. Norman e Livvy sono i protagonisti; durante un viaggio in treno incontrano uno strano personaggio in possesso di una lastra di vetro su cui appaiono proiettati passaggi cruciali del loro passato, variati in alcuni punti.
Un breve racconto che ha il pregio di mantenere un tono leggero ed allegro, senza scivolare mai nel rimpianto; un racconto che vi farà girovagare con un enorme punto interrogativo sul capo per giorni e giorni…
Per una strana coincidenza,dopo aver letto il racconto di Asimov ho sentito dire in tv che la madre di Hitler ebbe l’intenzione di abortire ma cambiò idea. “ E se…?”


Scritto da: Debora Peca

Data: 22-05-2005

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