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L'era glaciale
tre amici veramente particolari
Regia Chris Wedge

testo alternativoCATEGORIA: Flatline

Siamo nell’era glaciale, tutti stanno migrando verso sud, tranne tre disperati.
I tre sono un mammuth, un bradipo e una tigre dai denti a sciabola, che per motivi diversi si troveranno a dover convivere per portare a termine una bizzarra missione.
Questo cartoon digitale arriva nelle nostre sale dopo i successi di “Shrek” e del recentissimo “Monsters & Co.”.
Che tutti e tre i film siano stati dei blockbusters è un segnale chiaro di quanto piaccia oggi al pubblico il film d’animazione “fatto al computer”. Ognuno dei tre film è stato prodotto da una casa differente, il che segna la fine del predominio della Disney su questo mercato(suo è “Monsters & Co.” ma anche il semi-flop Atlantis). Nonostante ciò, o proprio per questo, i tre film hanno una trama sostanzialmente identica: meglio, giocano con gli stessi elementi.
Così ecco tornare anche in “L’era glaciale” una coppia formata da un personaggio scontroso ma in fondo buono e un altro decisamente poco cerebrale e pasticcione, ecco il valore della convivenza fra razze diverse(ma ai bambini va proprio raccontata una favola a lieto fine?), ecco il personaggio del bambino che si viene a trovare dove non dovrebbe essere.
Nel confronto con i predecessori questo cartoon della 20th Century Fox sembrerebbe perdere ampiamente. Non ha infatti la consapevolezza che aveva “Shrek” di rivolgersi ad un pubblico ormai molto smaliziato(e spesso adulto), e di conseguenza gli manca il coraggio che aveva il film Dreamworks nell’andare a sovvertire i meccanismi classici della fiaba.
Di “Monsters & Co.” gli manca la perfezione dell’animazione digitale (veramente la migliore vista fin ora) e la capacità di giocare coi rimandi alla vita reale.
E allora perché il film a fronte di una campagna pubblicitaria inferiore a quelle degli altri film ha ottenuto un successo paragonabile? La risposta potrebbe essere sintetizzata così: è stato fatto un buon lavoro sullo spettatore modello.
Lo spettatore modello non è meramente il target del film (anche se contribuisce a crearlo), si tratta piuttosto dello spettatore che ha i mezzi per comprendere il film. E a questo proposito va detto che il film è sconsigliato a chi è cresciuto in una generazione che non ha giocato ai videogames. Non importa se vostro figlio ogni tanto vi sfida alla Playstation, non importa se qualche volta riuscite anche a batterlo, questo film rimane comunque troppo veloce per voi.
I bambini infatti si divertono come matti di fronte a questo frullatore che spara una situazione comica (spessissimo slapstick) in media ogni dieci secondi, e nel quale le scene d’azione frenetica non si contano.
Il pregio è che spesso i colpi vanno a segno (l’episodio dello “stile di vita dei Dodo” poi, è veramente memorabile), il difetto è che non essendoci una trama che vada oltre uno sterile confronto fra tre personaggi diversissimi (come nei videogames ognuno tipizzato da una dote personale: forza, velocità, demenzialità) il film si dimentica veramente in fretta.


Voto: ** e 12




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