La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Jun 11 2005

L'ultimo reality

di Debora Peca

Sento il trillo del cellulare mentre preparo l’insalata di riso: finalmente, dopo ore interminabili di coda Giulia e suo marito sono arrivati a casa; pare che per questo ponte, mezza Italia abbia deciso di riversarsi sulle strade. Ero molto in ansia anche se per fortuna proprio il cellulare mi ha risparmiato mille pensieri negativi; più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto certi oggetti ci siano diventati necessari e ci abbiano allo stesso tempo resi volubili e dipendenti. Non sopportiamo i mah…forse…vediamo…aspetto ancora un po’.
Riflettendo proprio su questo mi è tornato in mente “Giro di vento”, l’ultimo romanzo di Andrea De Carlo, di cui mi parlavano qualche tempo fa e che poi ho deciso di leggere.
Quattro amici decidono di partire con un agente immobiliare per vedere delle case di campagna da acquistare e ristrutturare. Purtroppo una sfortuna dopo l’altra costringe il gruppo a fermarsi: un acquazzone improvviso, l’auto in panne ed i cellulari senza campo gettano tutti nello sconforto. Poi una casa poco illuminata ma visibile in aperta campagna sembra dar loro coraggio.Chiedono aiuto e si trovano di fronte una comunità i cui membri hanno deciso di vivere in modo completamente autosufficiente: niente acqua corrente o luce elettrica, coltivano i campi e producono gli oggetti di cui hanno bisogno in completa autonomia. Una sorta di comunità hippy che dà ai viaggiatori ospitalità per qualche giorno producendo quasi subito inevitabili conflitti. Ne nasce un confronto tra due modi di vivere: quello iper tecnologico, viziato, incapace di sopportare qualsiasi privazione o fatica e quello che ha tagliato i ponti col mondo moderno per una dimensione più autentica del vivere. Due mondi che all’inizio si guardano con sospetto per poi scrutarsi con curiosità: ne nasce un dialogo quasi filosofico tra ciò che ci rende davvero felici e ciò che crediamo di volere per noi stessi. A poco a poco il trillo del cellulare diventa meno vitale, gli isterismi del tutto e subito diminuiscono per lasciare il posto ad un ritmo più dolce delle cose che faccia dimenticare per un po’ l’ansia di essere sempre in prima linea.
Quello che doveva essere un fine-settimana utile a concludere un affare diventa per i protagonisti una sorta di moderno reality in cui la convivenza forzata costringe a fare i conti con se stessi. Un romanzo divertente ma a tratti incredibilmente feroce in cui potremo tutti riconoscere vizi e virtù del mondo d’oggi.

Prima di coricarmi scarico la posta e mi accorgo di non aver ancora risposto ad un’ amica che mi chiede di raggiungerla al mare il prossimo agosto. Invece di risponderle con una e-mail decido di prendere carta e penna, come facevamo da ragazze con le amiche lontane!!!



Scritto da: Debora Peca

Data: 11-06-2005

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