INTERVISTE \ Intervista ai Deleria

primi classificati alla finale regionale del Veneto di Emergenza Rock Festival 2005

di Ilaria Battistella
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E' una sera d'estate, soffia un venticello leggero. Sono a Selva di Progno, un paesino arrocato su un monte dell'alta veronese. Sembra incredibile ma l'avventura dei Deleria è cominciata proprio da qui.
Mi trovo all'interno di un salotto, a casa di amici dei componenti del gruppo: la conversazione con il cantante e il chitarrista dei Deleria, Silvano e Antonio, inizia immersa nella penombra degli ultimi raggi di sole.


Deleria gruppoCosa rappresentano i Deleria per voi?
A - Il mio bisogno di vivere.
S - I Deleria sono il respiro. Respirare ossigeno.
A - Questo gruppo è nato dal bisogno di vivere al massimo la nostra vita, respirare, godere, soffrire...vivere.
S - Non abbiamo deciso nulla, è stata Deleria a scegliere noi.

Come avete iniziato a suonare insieme?
A - Ci siamo conosciuti per caso, facendo fuoco nel periodo delle superiori. E' nata una grande amicizia, prima di tutto tra noi due. Il gruppo è venuto fuori dopo un susseguirsi di coincidenze, nel 2002. Bengi, il nostro batterista, si era appena comprato una batteria e nemmeno sapeva suonarla...! Poi è arrivato Rosso con il basso. Invece Bomber si è unito a noi solo dall'inizio di quest'anno.
S - Abbiamo subito cominciato a suonare pezzi nostri, scrivere è sempre stata una mia passione indipendentemente dal gruppo. I Deleria sono nati così: una trentina di testi già pronti, tre amici e nessuna canzone.

Vi ispirate a qualche gruppo in particolare? Ci sono gruppi che ammirate?
A - Io cerco di non ispirarmi a nessuno, anche se ovviamente ci sono gruppi che ammiro. Ho iniziato ascoltando i classici, ad esempio Guns'n Roses, Led Zeppelin, Metallica, Nirvana, i primi Litfiba, il Vasco degli esordi, i The Doors...
S - Jim Morrison mi ha sempre affascinato, più per il suo modo di scrivere che per la sua musica. Io prima di tutto mi sento uno scrittore.
A - Io penso che la musica debba venire da sè, partire dalle emozioni. Non concepisco il fatto di pensare a cosa si vuole suonare. La naturalezza e la semplicità sono fondamentali.
S - Nella musica, come nella vita, bisognerebbe godersi ogni momento, divertirsi, e non dimenticarsi mai del bambino dentro di noi.

Qual è il sogno dei Deleria?
A - Quando potrò dire di aver realizzato il mio sogno sarò sul palco dell'Heineken Jammin' Festival, suonerò come headliner e prima di salire sul palco sentirò il boato del pubblico...
Sogni di gloria insomma...
S - Il vero sogno sarebbe diventare la colonna sonora di una generazione, non una hit da classifica. I Deleria vorrebbero essere una droga, qualcosa di cui le persone non possano fare a meno.
A - Sarebbe bello far star bene le persone con la nostra musica...
S - Quando sono su un palco tutta la paura che ho di esprimermi si trasforma in volontà di comunicare con le persone. E' per questo che amo la scrittura, mi piace buttare su un foglio i miei pensieri, sapendo che dopo potrò esprimerli grazie ai Deleria.

Quale pensate sia il punto di forza del vostro gruppo?
S - Sicuramente l'amicizia, ciò che ci ha unito e ha reso possibile quello che stiamo facendo. Il segreto è sentirsi Deleria anche quando non suoniamo insieme. Mi piacerebbe che arrivassimo a suonare senza bisogno di comunicare tra noi a parole, raggiungere una sintonia pura.
Credo sia molto difficile suonare le stesse canzoni per lungo tempo e riuscire ogni volta ad esprimere qualcosa di profondo, creando questa empatia. Le situazioni cambiano. Come si può rinnovare continuamente il sentimento che provate verso un testo o una canzone?
A - Si, il tempo purtroppo può rovinare le canzoni, attenuando le emozioni che si provano suonando. Ma nel nostro piccolo siamo riusciti a creare il nostro mondo, la nostra Smells like teen spirit. Siamo riusciti a portare venti persone al Rolling Stone di Milano, venti persone che erano lì per ascoltare la nostra musica: questo è stato il nostro traguardo.
S - Il nostro piccolo miracolo, come lo è stato Light my fire per i The Doors.

Cosa vi da più soddisfazione quando suonate su un palco?
S - La gente.
A - Sentire la nostra musica che si diffonde, riempire lo spazio con qualcosa di nostro è una sensazione unica. Essere padrone dell'aria che ti sta intorno, e sentire la risposta del pubblico.
S - Mi piacerebbe che le persone che ci ascoltano riuscissero ed essere "più fuori" dei Deleria. Tra i gruppi è ormai diffusa la moda di parlare del demonio, dell'occulto, di darsi un'immagine maledetta. Io voglio parlare di Cristo, che donava il suo corpo e il suo sangue. I Deleria fanno la stessa cosa. Ogni volta che suonano offrono pezzi di loro stessi alle persone che li ascoltano.
Deleria live at Rolling Stone Milano
A proposito di "palchi", cosa prova un gruppo ancora neonato di esperienze come voi a calcare quello del Rolling Stone, uno tra i più importanti d'Italia?
S - E' stato come un calcio in faccia, che ti da contemporaneamente stordimento e adrenalina. Io vedo il palco come un avversario, la mia paura si trasforma in volontà di esprimermi. E' il discorso che ti facevo prima.
A - Prova ad immaginare le sensazioni che può provare un quattordicenne mentre affronta la sua prima volta con un gruppo di fotomodelle bellissime... E' la stessa cosa.
S - Purtroppo a Milano il tempo è volato, 20 minuti sono troppo pochi per esibirsi. I concorsi sono una castrazione della musica dal vivo.
A - Si, anche se per farsi conoscere in realtà sono ottimali.

Ad Emergenza Rock 2005 avete superato molte bands piuttosto tecniche e "musicalmente mature"; il fatto che siate tutti autodidatti può essere stato premiato. Cosa ne pensate?
A - Spero di no. Spero che la giuria non si sia limitata a giudicare esclusivamente la tecnica. Secondo me è giusto che ognuno si crei la sua tecnica, il suo stile. Io voglio crearmi il mio.
Quindi non prenderai mai lezioni in una scuola di musica?
A - Preferirei suonare insieme ad un maestro, piuttosto che imparare da lui.
Il problema è che Anto detesta imparare qualsiasi cosa da qualcun' altro...
S - Esatto...esatto... (ride)
A - Beh, io sono fiero di questo...
S - Secondo me non avendo avuto un metro di giudizio equo, quelli di Emergenza sono rimasti molto impressionati dal nostro pubblico.
A - Siamo piaciuti. Questo è l'importante. Spero ci abbiano scelti per questo motivo.

La vostra musica è prima di tutto comunicazione. Credo che il vostro frontman sia magnetico agli occhi di chi vi guarda. Il rapporto con il pubblico è fondamentale. E anche la scelta di scrivere testi in italiano lo dimostra. Chi scrive i vostri testi?
A - Noi due, per il momento.

Come definireste la vostra musica?
S - Rock diseducativo.
O meglio educativo, perchè vuole educare alla diseducazione...
A - La musica dei Deleria è la valvola di sfogo delle nostre emozioni, non saprei come altro definirla.
Ecco che iniziano a fare gli snob!
S - No, davvero, te lo giuro, non saprei proprio come definirla. Non voglio saperlo.

Sciogli il limite, Secondo interminabile, Backside, Nuera, X... Ogni canzone rivela un'atmosfera, uno stato d'animo, una riflessione. Potete parlarmene un po'?
S - In questo momento quella che sento più mia è Backside: questa canzone parla dell'odio verso i buoni ed i cattivi. Non vuole escludere nulla. Parla di come tutti gli individui siano entrambe le cose, male e bene; parla del disprezzo che ho verso le persone che conoscono solo una parte di loro stesse, negando l'altra in modo ipocrita solo perchè non hanno mai avuto occasione di conoscerla a fondo.
Quindi più che un invito a gettare via le maschere, come hai detto al concerto di Brescia, è un invito ad accettarle entrambe?
A - In un certo senso si. Il problema è che spesso non abbiamo il coraggio di ammettere tante cose...
S - Apprezzo più una persona che mi dice in faccia come stanno le cose, qualcuno che ammette le sue debolezze. Anche Sciogli il limite nasconde lo stesso concetto di fondo: fare qualcosa di brutto/male e prenderne atto.
Io in realtà avevo interpretato "lo sciogliere il limite" in chiave positiva, come l'andare oltre, il superamento di sè...
S - Sciogliere il limite è fare entrambe le cose.
Quindi può essere letto sia in modo positivo che negativo...
S - Vedi, il mio lavoro mi permette ogni giorno di stare a contatto con le persone in modo continuativo, il mio lavoro è entrare nei desideri delle persone. Comprendere i desideri degli altri mi aiuta a capire i miei, e a capirmi un po' di più... Sciogliere il limite in questo senso, come conoscere un po' più di noi stessi.

Secondo interminabile è una delle mie preferite. Chi me ne vuole parlare?
A - Questa canzone parla un po' più di me, è venuta fuori da una situazione limite, una di quelle situazioni in cui ti senti letteralmente bombardato dalle emozioni, che si trascinano dietro la voglia di esprimere cose a volte troppo personali. Le condizioni limite sono il mezzo per trovare le parole che riescano a spiegare quello che si sta provando, pensieri che in altre situazioni se ne rimarrebbero rinchiusi nella tua testa.
E Silvano riesce a cantare i tuoi testi esprimendo esattamente quello che provavi quando li hai scritti?
S - Io riesco a vivere le sue canzoni, credo sia uno dei nostri punti di forza. A volte quando scrivo un testo è come se mi trovassi tra due walky talky che comunicano tra loro, e io sono in mezzo e mi limito ad annotare la conversazione. Solo successivamente mi rendo davvero conto di ciò che ho scritto. Un giorno Oscar Wilde scrisse: "Sono talmente intelligente che non capisco ciò che dico.". (ridiamo)

Non ti chiederò nulla sul significato di Tina, che è fin troppo chiaro... però X?
S - X parla di una strana storia, di amore e rabbia. Amore perchè ci sono due persone che si scoprono molto simili e fanno gli stessi errori. Rabbia perchè queste due persone non riescono ad incontrarsi spiritualmente, non riescono ad immergersi l'una nell'altra, e occupano il loro tempo facendo quello che non vorrebbero fare. E' una situazione che si ripropone continuamente nella vita, anche se alla fine un barlume di speranza rimane sempre... Il problema è che anche se questa situazione si ripete, non si riesce mai a penetrarla completamente. Si avverte qualcosa che va oltre la carne, la materia, ma ci si ferma a questo punto. E la tristezza arriva quando si scopre che questo andare oltre è sempre diverso, e non tornerà mai più come l'abbiamo conosciuto.
A - La vita è corta, ma ampia a livello emotivo. Per un attimo di felicità ce n'è sempre uno di tristezza, per una persona triste ce n'è sempre una felice. La tua tristezza di oggi, è la mia di domani.
S - Proprio. Ma proprio, proprio! (ridiamo)

Infine Ora di gridare...
S - Questa canzone è un'amazzone selvaggia. Punto.
A - Chi la ascolta non può rimanere immobile. Chi vive con i Deleria, finirà per innamorarsi di loro...
Delirio di onnipotenza?
S - Si. E' per questo che io lo prendo per il c**o, così, per riequilibrare le cose!

Com'è il rapporto tra di voi?
A - I Deleria sono la mia grande famiglia di psicopatici...
S -...e psicofarmaci! Si, Anto è la salvezza dei venditori di prodotti omeopatici...(?!!)

Come mai la scelta di ampliare la formazione, da una a due chitarre?
A - Avevamo iniziato in quattro, poi quest'anno abbiamo provato un paio di volte con Bomber, così, per divertimento. Mentre suonavamo ci siamo resi conto che due chitarre permettono di fare molte più cose che una sola, si può giocare con i suoni, e così Manuel è entrato a far parte dei Deleria, anche perchè ci siamo subito trovati bene, anche a livello emotivo.

Progetti per l'estate 2005?
S - Suonare, suonare e suonare...
A - ...e registrare un cd con i nostri pezzi.

S - Posso aggiungere una cosa importante?
Prego!
S - Siamo stati fortunati a trovare una persona che sia riuscita a disegnare il nostro essere Deleria (n.d.r. si riferisce ad Alice, un'amica che ha disegnato il simbolo del gruppo).

Salutiamo i nostri lettori-navigatori con un messaggio speciale da parte dei Deleria, che hanno preferito lasciarci con il verso di una loro canzone:
"...Fermati, ascoltaci e brucia la tua ragione. Togli il vestito alla tua sporca illusione. Calda illusione...".


Ilaria Battistella


Deleria live
I Deleria sono:
Silvano Aldegheri - Ciccio - vox
Antonio Panarotto - Anto - lead guitar, vox
Manuel Stoppele - Bomber - guitar
Claudio Gaiga - Rosso - bass
Fabio Zocca - Zocca - drums


info@deleria.it


sito ufficiale
www.deleria.it
www.myspace.com/deleriasound


photos by Ilaria Battistella

30-11-2006 - visite: 15244

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