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serve impegno e costanza essere coerenti con le proprie idee
Quei 'piccoli e banali' gesti quotidiani cambiano il mondo
riflessioni ad alta voce a margine di Live8 e G8

Mai come in questi giorni si è parlato di potenti e potere, di ricchezza e povertà, di schiavitù e autodeterminazione dei popoli, di guerra e terrorismo. Le manifestazioni del Live8 e del G8 hanno sollecitato e sottolineato questi temi così come i terribili e drammatici fatti di Londra. Ciascuno di noi, con la propria coscienza e sensibilità, si chiede cosa potrebbe fare per cambiare questo stato di cose, questa follia che con andamento isterico terrorizza e nello stesso tempo provoca indifferenza e disimpegno politico che giova solo a chi comanda. Oggi più che mai sono convinto che è partendo dalle piccole cose che si misura la coerenza e la maturità di coloro, giovani, famiglie, bambini che aderiscono a movimenti o iniziative che operano in nome di giustizia e libertà, e solo così sarà possibile cambiare concretamente il corso di questa storia. Sto parlando di quelle piccole scelte quotidiane che ci vedono, poveri o ricchi, consumatori di beni e servizi, protagonisti assoluti di ingranaggi molto cari ai gestori del mercato globalizzato, multinazionali in testa, che con il benestare di alcuni governi operano, sfruttano, distruggono, abbandonano al loro destino intere popolazioni e il loro territorio. Possiamo sin da subito fare scelte etiche, solidali e sostenibili attraverso quella solida rete di piccole realtà italiane e internazionali che da anni, passo dopo passo, con enorme fatica e caparbietà, hanno diffuso questa cultura del consumo critico.
Possiamo acquistare alimenti e oggetti che sono stati prodotti nelle terre di origine da contadini e artigiani con i quali si è stabilito un prezzo equo, rispettando l’ambiente e le regole di quel paese; possiamo determinare e sostenere attraverso gruppi di acquisto formati da cittadini organizzati, le scelte di agricoltori e allevatori italiani che decidono di non utilizzare Ogm, veleni per le piante o farmaci per gli animali; possiamo decidere, semplicemente non acquistando un prodotto, di lanciare un chiaro segnale di contrarietà alla politica economica di un paese o di una azienda. Lancio una proposta: perchè nei bar, ristoranti, macchinette distributrici presenti nelle attività di partiti politici (festival, meeting, seminari), nei servizi e iniziative di Comuni, Province, Regioni (mense scolastiche, sagre, fiere, teatri), nel mondo dell’associazionismo pubblico e privato non si inizia a vendere o utilizzare, prodotti etici, solidali e biologici? Si può fare ciò anche iniziando gradualmente per poi fare una scelta totale e definitiva. Mi ha fatto sorridere (amaramente) vedere nell’ambito dei concerti del Live8 o in altre iniziative di beneficenza e di solidarietà con i popoli scorrere in diretta televisiva fiumi di bevande gasate in lattina rossa e migliaia di gelati di notissime multinazionali da tempo nelle liste nere dei prodotti da boicottare per questioni di sfruttamento umano e ambientale.
Certamente chi organizza appuntamenti di questa natura farebbe meglio a invocare coerenza su tutti i fronti e da tutti gli sponsor che sfruttano questi eventi, senza tralasciare anche quelli del più spicciolo e banale consumismo “mordi e fuggi”.
Padre Alex Zanotelli, fra le tante voci del Live8 italiano, ha detto semplicemente questo: non dobbiamo chiedere o fare la carità a chi ha bisogno, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. Contemporaneamente da Londra il plurimiliardario Bill Gates dal palco parlava di target, planning, budget, marketing... Fra le due visioni del mondo, senza esitare, scelgo la prima. (azeta)

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14-07-2005
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