RECENSIONI \ Coldplay – X & Y

From England, With Style and Romance

di Arianna Cantoni
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album

I Coldplay ce l’hanno (quasi) fatta. Sono a un passo dall’essere riconosciuti una delle british pop-rock band più significative degli ultimi anni. Qualcuno già li considera tali. Sono riusciti ad emergere dal multiforme e sempre fertile terreno musicale britannico, dove spesso è facile raggiungere l’apice, assestare un buon colpo, ma dove è decisamente più arduo affermarsi in maniera costante e duratura.

Sarà per l’impegno e il coinvolgimento della band in operazioni umanitarie in favore dei Paesi più poveri della terra, sarà perché Chris Martin ha sposato la bella Gwyneth Paltrow, o sarà forse, una volta tanto, per un notevole merito artistico?

Alcuni detrattori sostengono che la band sia quantomai malinconica e addirittura deprimente, ma siamo dell’avviso che X&Y confermi tutta la classe, la naturalezza e al tempo stesso la profondità che caratterizzano la produzione dei Coldplay. C’è molto più ottimismo nelle canzoni di questa band che in quelle di tanti altri gruppi magari più ritmati o più “rumorosi” ma decisamente più negativi e cinici.

bandAssai evidente è la vena romantica di molti testi, come Swallowed In The Sea- sul perdersi e trovarsi - A Message e Till Kingdom Come, hidden track che suona quasi come un demo tape, con acustica e pianoforte. Quando insegui ciò che vuoi, ma non ciò di cui hai bisogno, quando perdi qualcosa che non potrai rimpiazzare, quando insomma nella vita ci saranno motivi di insoddisfazione, “io cercherò di sistemarti/aggiustarti”, la luce in qualche modo tornerà. È Fix You, brano delicato sul supporto che dà l’amore. E poi What If , una ballata in cui ci si interroga sui “se” della vita e si propone di provare, perché “how could you know if you don’t even try”.

Non solo attenzione ai testi, ma cura dell’aspetto musicale: inSquare One e Talk, dove si parla – appunto – di quando ci si sente come un “puzzle a cui manca un pezzo”, esclusi da “un linguaggio che non si comprende”, il tutto punteggiato da orecchiabili intrecci di chitarra, così come in White Shadows, che presenta inoltre un bel cambiamento nel middle-eight.

Tra le canzoni migliori, la già citata What If , Twisted Logic - la chitarra più distorta dell’album – e X&Y, uno di quei che sembrano librarsi nell’aria, non solo per le parole – “you and me are floating on a tidal wave, together” – ma anche per gli arpeggi aperti e la voce di Martin, pastosa ma delicata.


band2Meno memorabili ma perfettamente integrate nell’atmosfera dell’album sono Speed Of Sound - che a tratti ricorda Clocks di Rush Of Blood To The Head -
Low e The Hardest Part .

X&Y dimostra come Martin, Buckland, Champion e Berryman siano in grado di mantenere la propria identità di gruppo e il proprio sound riuscendo comunque a produrre molte canzoni piacevoli e alcune che probabilmente rimarranno nella memoria, come è già accaduto con brani del calibro di Trouble, Yellow, The Scientist e In My Place.



02-09-2011 - visite: 13049

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