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Aug 02 2005

il ricordo dell'aoristo di baìno

Il Compagno di Scuola, Diego Marani

di Alberto Amorelli

autobiografia di un Liceo

Il compagno di scuola Dei sistemi che ci divisero, delle ideologie che ci esaltarono, delle paure che ci angosciarono, delle false verità che ci propinarono, delle donne che ci appassionarono, oggi tutto quel che resta è il silenzio del ricordo, il canto eterno dell’aoristo di bàino, che senza più sapere cosa voglia dire instancabilmente ripeto come una vana preghiera


Sarà il caldo soffocante, sarà l’umido impertinente, saranno le convenzioni dei weekend al mare, il rivedere le solite facce un po’ ovunque ai lidi, sarà che Ferrara in questi giorni è così deserta da sembrare un paese di provincia, fatto è che trovo difficile anche solo sedermi al pc.
Ma di questo libro vi devo proprio parlare. L’ho finito, in realtà, qualche settimana fa ma l’ho lasciato decantare come un buon vino fino ad oggi.

E’un libro che parla di noi, dei ferraresi, del Liceo Statale Ariosto, della fine degli anni settanta e di tutto quello che quell’epoca poteva portare.
Il Compagno di Scuola di Diego Marani (classe ‘59, funzionario internazionale ideatore dell'europanto) è un romanzo autobiografico amaro e ricco di desiderio di rivincita, rivincita verso un’ epoca che non ha permesso alla generazione dell’autore di vivere serenamente gli anni migliori del liceo.
Il libro racconta degli anni del liceo dell’autore, di tutto quello che essi hanno portato con sé, e di tutto quello che non è stato detto e fatto. I pensieri, le speranze e le disillusioni di un adolescente nei difficili anni 70.
Il romanzo è strutturato come una lettera a Sandro, compagno di scuola dell’autore ed è l’occasione per ripercorrere quegli anni incerti. I due non sono mai stati veramente amici, e non si sono mai veramente conosciuti, una situazione normale che tutti hanno vissuto, si condividono gli stessi banchi e gli stessi spazi per cinque anni ma non ci si conosce mai, non si raggiunge mai lo status di amici, si rimane compagni di scuola. E’ capitato anche a me anche se per fortuna io ho poi “riscoperto” diversi miei compagni e compagne di scuola, che ora considero ottimi amici.
Ma perché l’autore, Sandro e gli altri compagni di scuola non sono mai diventati amici ? Il problema è che in quegli anni tutti, giovani compresi, erano obbligati a schierarsi, o bianchi o rossi, o cattolici o comunisti, non c’erano vie di mezzo, chi aveva rapporti con persone dello schieramento socio-politico opposto era mal visto, considerato quasi alla stregua di un traditore. Poco importava se ai giovani poco interessava.
Non c’era libertà, quella generazione ha vissuto oppressa da ideologie troppo grandi per loro e forse mai capite e comprese. Gli anni che dovevano essere i migliori sono risultati insopportabili. Unico momento di pace per l’autore era il ritorno al paese di origine e all’orto del nonno, un luogo semplice dove era possibile seguire lo scorrere del tempo stagione dopo stagione, seguendo la rotazione degli ortaggi.
Nella narrazione vediamo scorrere sotto i nostri occhi i mesi e gli anni dell’autore, i lavori estivi , come cameriere da Gino al Bagno Stella Marina del Lido di Spina, gli amori per le due fatine bionde della sezione accanto Loro ci hanno messo il viso acqueo, i jeans che allora andavano stretti, le sciarpe scozzesi profumate di Chanel, le passioni per la nuova venuta in paese, chiamata volgarmente la Slupandrà Ci stordiva la sua pelle abbronzata, la bocca molle e nervosa, lo sguardo appuntito, il sorriso sicuro e un poco insolente. Quel modo compatto che aveva di incedere, con tutti i muscoli aperti, col seno carico e pulsante, ce la faceva apparire nuda., il rapporto con la famiglia, le ore di lezione di greco sul odiato libro delle versioni Pantodapòi Karpoi, tutto il mondo concentrato in cinque anni di liceo.

Diego MaraniTutto il libro è una specie di risarcimento danni causati da un’ epoca in cui nulla contava se non la politica, ogni scelta era venata e guidata da questo, Diego Marani vuole che gli sia restituita la sua giovinezza invece Facciamoci restituire la nostra insipida adolescenza, acerba e amara come doveva essere, la nostra aula grigia, la cattedra ce sapeva di muffa, i vocabolari ingialliti….
E’ rimorso e malinconia quello che l’autore ci presenta anche alla fine del romanzo, la concreta sensazione di essere stati derubati dagli anni migliori e di portarne ancora le ferite nell’animo.
E'per ricevere, finalmente, le scuse della sua adolescenza mancata che Marani è andato a cercare il suo antico compagno di classe, ora che le ideologie non contano più, ora che tanto politicamente da una parte o dall’altra tutti sono uguali, ora è il momento per parlare e confrontarsi su quello che accadde su quei banchi di vent'anni fa, quando il voto che scrivevi alle elezioni era più importante dell’aoristo di baìno.
Il mondo non l’abbiamo costruito noi e allora la cosa più saggia che possiamo fare è cercare di passarci dentro con il minor danno, senza farci notare, senza pretendere di capire. Ché la mente dell’uomo non è fatta per capire e deve essere ingannata

Un libro controverso, come controversi sono stati quegli anni. Credo che sia impossibile capire a fondo i sentimenti di Diego e Sandro per chi non ha vissuto nei Settanta. Io di certo, nato nel ’79, non credo di essere in grado di capire i turbamenti socio-politici che investirono l’Italia in quel periodo, ma posso capire e condividere le ansietà dell’adolescente, le dinamiche del liceo classico ( che ho frequentato), i ritmi di Ferrara che Marani racconta, la sensazione che si prova alla fine di ogni anno scolastico a migrare ai Lidi, da anni trascorro Agosto al Lido di Spina. Posso capire molte cose di questo romanzo, comprendo e ricordo le sensazioni di impotenza davanti ad una qualche versione di greco, lo smarrimento delle prime assemblee di istituto, diciamo che provo sympatheia per quello che ha vissuto lo studente Marani, ma mi considero tuttavia più fortunato di lui, i miei anni di liceo non sono stati tragici, sono stati tra i migliori fino ad ora, e ogni tanto quando penso a quanto fosse facile la vita in quei giorni, provo ancora una forte malinconia.
Ho degli ottimi ricordi, che sempre mi accompagneranno per questo voglio dedicare questa mia recensione ai miei compagni di classe del liceo, alla sezione T del quinquennio 1993-1998, tutti compresi quelli che sono stati insieme per tutti e cinque gli anni e quelli persi per strada.

Ricordo con felicità ciò che il nostro professore di greco e latino ci disse il primo giorno di liceo.
Il Professor Cariani ci disse: “Ragazzi godetevi questi anni di liceo perché saranno i migliori della vostra vita. Divertitevi e non studiate troppo”. Io ho seguito appieno il suo consiglio e colgo l’occasione per ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me e per tutti noi durante gli anni del liceo. Migliore guida non potevamo avere in quegli anni.

Scusate la riflessione, ma quando si parla di scuole superiori ognuno di noi diventa protagonista della narrazione.




Consigli per gli Acquisti: Diego Marani, Il Compagno di Scuola, Bompiani.

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 02-08-2005

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