La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Aug 28 2005

Dietro la maschera

di Debora Peca

“La coperta è gelata e l’estate è finita…”canta De Gregori, ancora non possiamo dire che l’estate sia finita ma certo non è stata delle migliori: nuvole e pioggia non sono mancate e i capricci del tempo ci hanno rovinato i progetti più di una volta. Le vacanze sono terminate, preparare le valige è sempre un po’ triste anche per una vecchia signora in pensione che non ha ferie da concludere.
Leda scodinzola correndomi intorno, chissà come mai quando vede borse o zaini in giro e segni di un’imminente partenza,comincia ad agitarsi,come se percepisse che sta per iniziare un viaggetto in macchina. Per fortuna è sempre buona quando guido; sta seduta sul sedile dietro il mio con la sua bella rete di protezione: pur essendo un cane tranquillo ho preferito questa soluzione per evitare improvvisi slanci d’affetto!!! Partiamo verso sera e per pranzo ho invitato Ernesto. Dopo lunghe conversazioni durante questa estate, l’ho convinto ad abbandonare la vita da girovago e riannodare i fili della propria esistenza; a cinquant’anni è possibile ricominciare, anche quando sembra che tutto sia finito, gli ho detto. Mi ha dato ascolto e da qualche settimana vive da un fratello che gestisce un negozio ed Ernesto ha iniziato a dargli una mano; quale migliore occasione per ricominciare?

Porto fuori il cane per una passeggiata in riva al mare, le altalene sono vuote e gli ombrelloni sono quasi tutti chiusi,un bambino con le gambe sottili mi chiede di accarezzare Leda e lei docile come sempre accetta scodinzolando.
Poco dopo il parco giochi della spiaggia mi accorgo di aver urtato qualcosa col piede: è una vecchia polaroid che qualcuno deve aver perso: che strano esiste ancora chi scatta fotografie istantanee nonostante l’imperversare di macchine digitali. Guardandola da vicino sembra però piuttosto vecchia, è un ragazzino con un costume da Zorro nel giorno di carnevale, sicuramente è stata scattata diversi anni fa e quel bambino è ormai adulto. Mi allontano con Leda per tornare a casa visto che ho un ospite a pranzo; lascio la polaroid in balia del vento che sta aumentando e mi avvio verso casa.
Proprio l’altra sera ho terminato di leggere l’ultimo libro di Isabel Allende, “Zorro” sulla giovinezza di Diego della Vega , il leggendario spadaccino che tra duelli, donzelle da salvare e lotte per far trionfare la giustizia ci ha fatto tornare un po’ bambini; leggendo ho riso spesso ritrovando quello stile ironico che ben conosce chi ama questa autrice.
Zorro è un personaggio che affascina sempre per quella doppia identità. Chi si cela dietro la maschera del paladino della giustizia? In fondo è un sogno di tutti noi poter essere qualcun altro con un semplice cambio d’abito.
Io all’inizio dell’estate ho incontrato Zorro, di giorno girava per le strade, di notte aveva per tetto un cielo di stelle e come compagne di viaggio le pagine di un libro. Oggi aprendo la porta non vedo più quella maschera di tristezza e trovo lo sguardo sereno di un uomo che mi sorride porgendomi un fiore.



Scritto da: Debora Peca

Data: 28-08-2005

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