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Stars Wars - Episodio II: L'attacco dei cloni
Anakin, Darth Vader, Luke, Leila, Dooku, Amidala, etc. etc.
di George Lucas


testo alternativoCATEGORIA: Flatline

E’ difficile parlare di questo film, molto difficile.
Da una parte infatti troviamo i fan della saga più famosa della storia del cinema, con attaccata al corpo e alla mente una passione che travalica il normale comportamento degli spettatori per arrivare ad una religione vera e propria.
Dall’altra i cinephiles, che odiano tutto quello che non è autoriale e, magari,non è serioso e che disprezzano il cinema americano di intrattenimento puro, cinema di cui George Lucas è uno dei massimi esponenti assieme all’amico e collaboratore Spilberg. In mezzo noi, nuova cinefilia agguerrita e famelica, pronta a vedere molto ma non a sopportare tutto, tra la messianica apparizione del primo Tarantino e il cinema popolare orientale.
Non vorrei parlare di questo film, rischio di scontentare tutti e di non far felice nessuno, ma il dovere mi impone di dire la mia opinione, e allora cominciamo.
Episodio II arriva in un tempo particolare, tempo di cui parlavamo nell’articolo Serialità e passione, ma soprattutto arriva dopo il primo episodio, che era stato una delusione sia agli occhi dei fan, sia a quelli degli spettatori più imparziali. La prevedibilità della trama, la scarsa forma interpretativa degli attori, la regia piatta anche nelle scene di azione e la non simpatia dei personaggi ne avevano fatto un campione di incassi, ma non un film imperdibile.
Lucas era chiamato a riscattarsi da quel fiasco che guadagnò moltissimo. Impresa difficile, considerando che l’americano è probabilmente un ottimo soggettista, ma un regista non eccelso. Infatti pochi sanno che prima de La minaccia fantasma Lucas aveva diretto solo 4 film, e tra questi solo il primo della saga di fantascienza più amata della storia.
Sarebbe facile raccontare la trama, le sorprese, infatti, non sono moltissime, e lo sviluppo narrativo è particolarmente semplice e anticipato dai trailers che si sono visti in sala e in Tv. Il film racconta i giorni nei quali Anakin Skywalker, aspirante jedi e futuro signore oscuro della forza, comincia a corrompere la propria anima con l’odio, l’ambizione e l’amore.
Sembra sorprendente ma anche l’amore non è concesso agli jedi, una tortura se consideriamo che l’amata Amidala, interpretata da una splendida Natalie Portman, è sexy come mai erano state le eroine dei film di Lucas. Il problema principale del film sta tutto qui: una trama fatta ad uso e consumo del piacere dei fan per il riconoscimento dei personaggi amati molto tempo fa che trascura la coerenza e la necessaria creazione della suspance. Episodio II si mantiene piuttosto noioso nei momenti in cui non è rappresentata azione sullo schermo, e i dialoghi rasentano a volte il ridicolo involontario, che il doppiaggio aumenta con traduzione e inflessioni dialettali non sempre azzeccate.
Ma il film cresce nel secondo tempo, l’azione, pur restando rappresentata attraverso scene di massa collaudate dai tempi di Griffith, risulta discretamente divertente. Gli effetti speciali fanno il loro lavoro, sono molto ben fatti, anche se a volte l’artificiosità emerge troppo violentemente. I combattimenti di spada, corpo a corpo, sono i momenti migliori del film: scordiamoci una vertiginosa messa in scena alla John Woo o alla Tsui Hark, ma sono momenti solidi, chiari e ben rappresentati, a cui si aggiunge un combattimento che i fan, e anche chi non è fan, come chi scrive, aspettavano da una vita. Il finale del film è ovviamente aperto, ma sappiamo più o meno dove ci condurrà il terzo episodio, e cominciamo a vedere le truppe che diventeranno i servitori dell’impero.
Gli attori non sono particolarmente ispirati, compreso l’esordiente Christensen, piuttosto monocorde, e McGregor ha vissuto momenti interpretativi migliori. Sarà che l’uso della forza deve portare gli jedi, o aspiranti tali, all’atarassia, e anche Liam Neeson aveva avuto questo problema ne La minaccia fantasma. Ottimo invece il contributo ti Christofer Lee, ormai assuefatto al ruolo di traditore nelle saghe cinematografiche contemporanee.
Complessivamente si tratta, non me ne vogliano i fan, di un pop corn movie, come dicono gli americani, un film tutto intrattenimento, ma che, anche in quella categoria, presenta qualche difettuccio. Comunque si lascia guardare, è piacevole alla vista e, se non si fa troppo caso a certe incongruenze, per alcuni versi affascinante. Meglio riuscito di Episodio I, siamo molto lontani da L’impero colpisce ancora. E speriamo soprattutto che Lucas faccia scrivere i suoi film da sceneggiatori migliori, e, magari, li faccia dirigere da registi - artigiani più capaci. Lo ha già fatto e ha dato ottimi risultati.
“Usa la forza George, usa la forza”

Voto:**




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