occhiaperti.net - dedicato ai giovaniQui si parla la tua stessa lingua.
Anzi, ci parli tu.

Comune di Ferrara

Occhiaperti.net è un sito realizzato da uno staff giovane
coordinamento e gestione a cura di U.O. AGIO AdolescentiGIOvani
collabora con lo staff, entra a farne parte

LA PACE E' PER SEMPRE
diario rubrica
PER LA PACE
CONTRO LA GUERRA
down - vai alla fine della pagina
OcchiAperti.Net > ARKIVIO > SPOTNOTIZIE/CRONISTA PER SCELTA > L'ultimo sballo alla trielina
direfarechattare
Area Giovani •
Stile Libero •
Musica •
Terza Pagina •
Newsletter •
Cinema •
Vento in faccia •
Map & Tag •
Basta che non esageri •
Senza Polemica •
Un Fiume di Musica •


conoscere per prevenire l'idiozia di massa
L'ultimo sballo alla trielina
come per i ninos delle favelas sudamericane sbarca nella nostra ricca società lo sballochimico

Da "Il Giornale di Vicenza" del 4 giugno 2002

Il gestore del locale, quasi un papà «Ho chiamato qui le loro famiglie»
di Elisa Morici
I ragazzi lo considerano un fratello maggiore. Lui fa il barista, ed è titolare di un locale in centro città, ma il suo primo vero "lavoro" sono proprio i giovani. Quelli che passano dal suo locale e che lui conosce ad uno ad uno per nome; quelli che quando entrano o escono non si dimenticano mai di salutarlo, aggiungendo un "grazie" che vale doppio perché detto da adolescenti poco abituati ad usare questa parola.
Quando al suo orecchio giungono voci poco gradevoli sui ragazzi che conosce non ci pensa due volte e va a cercarli: li ha sorpresi a farsi le canne, a ubriacarsi fino alla nausea e, ultimissima moda, a sniffare trielina. Ma invece di far finta di niente, li prende singolarmente, li rimprovera da amico, mai da padre, tentando di farli ragionare con la loro testa e non con quella del branco. E quando non basta, "convoca" i genitori e organizza tavole rotonde tra loro e i figli.
- Il suo locale oltre ad un semplice luogo di ritrovo, somiglia un po' ad un centro di ascolto.
«Ho scelto di impostarlo sui ragazzi per una mia personale esigenza e per dare loro la possibilità di tirar fuori almeno una parte delle qualità che hanno. Già in passato, sia pur nell'ambito dell'assistenza sociale, ho lavorato con i giovani ricevendo in cambio una ricchezza inestimabile fatta di emozioni e sentimenti. Ci provo anche adesso: sono il gestore di un locale sì, ma ho un rapporto singolo con ciascun ragazzo e una buona intesa con le loro famiglie. I giovani passano più tempo qui che a casa, spesso saltando purtroppo anche la scuola, e quindi è bene che i genitori mi conoscano almeno un po'».
- Che ragazzi vede, cosa pensano, come si comportano?
«Quando sono soli esprimono tutta la loro fragilità ma anche le loro qualità. Spesso i problemi, e non è una novità, nascono quando sono in gruppo: bevono o si fanno le canne per imitare gli amici, e lo stesso dicasi per l'ultima "droga", la trielina. In città ci sono almeno due o tre posti dove i ragazzi si spartiscono queste "soddisfazioni" senza rendersi conto del pericolo che corrono».
- La trielina è infatti l'ultimo sballo che ha conquistato gli adolescenti. Come si è comportato in questo caso con i ragazzi?
«Come ho sempre fatto. Li ho presi ad uno ad uno, parlando loro con fermezza ma senza esagerare nei toni: con qualcuno è servito ma non con tutti».
- E quindi?
«Dopo tre tentativi mi sono deciso a coinvolgere i genitori, ma non prima di aver avvertito i ragazzi di quanto intendevo fare. Una domenica pomeriggio ho chiuso il bar e invitato nel locale le intere famiglie. Mi ero informato dal mio medico sui reali pericoli della trielina e li ho a mia volta spiegati a ragazzi, padri e madri. In una tavola rotonda, ma senza accusare nessuno, c'è stato un confronto sereno che si è concluso con la presa di coscienza di tutti i giovani presenti. Credo che a loro sia servito, anche se nelle settimane successive ho saputo di altri casi di uso di trielina in altri gruppi di adolescenti».
- E ha ricominciato daccapo.
«Sì, con quelli che conoscevo perché frequentano il bar, ma ora ho intenzione di coinvolgere qualcun altro. Le scuole per esempio; mi piacerebbe parlare con i presidi perché invitino gli insegnanti a dedicare anche pochi minuti a spiegare gli effetti della trielina. E lo stesso vale per i commercianti: la trielina si compra ovunque ma credo sarebbe utile anche solo sistemarla in un luogo fisico, magari vicino alla cassa, che costituisca un deterrente psicologico per chi l'acquista».

testo (nauseabondo) raccolto da a.zangara



ultima modifica
up - vai a inizio pagina
21-02-2003
Comune di Ferrara Comune di Ferrara - Ass.to alle Politiche per i Giovani U.O. A.GIO AdolescentiGIOvani Portale del Comune di Ferrara
Copyright 2002 Comune di Ferrara - tutti i diritti riservati.
La duplicazione parziale o totale dei contenuti di questo sito è possibile
ma vincolata a determinate specifiche di licenza definite dalla redazione