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mass media colpiti da influenza aviaria
ma chi sono i veri polli?
cittadini allarmati da stampa e tv, medici in trincea, aziende farmaceutiche felici, gli allevatori di polli piangono

Da "Altroconsumo" - 26 settembre 2005

Influenza aviaria: una epidemia di disinformazione

Si è parlato molto sui giornali dei possibili rischi connessi a una eventuale diffusione della cosiddetta "influenza aviaria", una malattia che solitamente interessa gli uccelli, sia selvatici, sia di allevamento (tra cui i polli).
Si sono citate anche previsioni allarmistiche, secondo le quali è da ritenere addirittura sicuro che l’influenza aviaria si trasformerà in una devastante epidemia, che colpirà tutto il mondo occidentale, provocando milioni di casi di malati e migliaia di morti.
Di fronte a questo, da fonti anche autorevoli come il ministero della Salute è arrivata la raccomandazione, rivolta a tutta la popolazione, di sottoporsi come precauzione al normale vaccino antinfluenzale, quello che è fatto per proteggere dalla comune influenza stagionale.
Riteniamo che questa precauzione non sia necessaria né utile contro l’influenza aviaria.

- L’influenza aviaria attualmente si è trasmessa da uccello a uccello e - solo per quanto riguarda i lavoratori a stretto contatto con gli animali malati vivi - da uccello a uomo. Fino a oggi non sono stati documentati casi di trasmissione da uomo a uomo.

- Perché l’influenza aviaria si possa trasformare in una epidemia di grandi dimensioni è necessario che il virus acquisisca la capacità di trasmettersi direttamente da uomo a uomo: questo può avvenire per esempio se si ricombina con il virus dell’influenza stagionale, dando vita a un nuovo virus. Non è chiaro su quali base scientifiche si possa prevedere se ciò avverrà o meno e quali ne siano le probabilità, e perché dovrebbe succedere proprio ora. Ricordiamo per inciso che l’influenza aviaria è stata descritta in Italia già nel 1878.

- Molte informazioni allarmistiche riportate sui giornali su una probabile epidemia di influenza aviaria sono emerse da un convegno sull’influenza tenuto a Malta a metà settembre. Abbiamo verificato che il convegno era sponsorizzato dalle aziende produttrici di vaccini antinfluenzali e di farmaci antivirali. Tra queste, la Roche, che ha pronto un farmaco antivirale, l’oseltamivir (nome commerciale Tamiflu, non ancora in commercio in Italia). Altre volte abbiamo segnalato sulle nostre pagine come da convegni sponsorizzati da aziende farmaceutiche emergano notizie magari non false, ma comunque orientate: e lo scopo di fondo è sempre promuovere l’uso dei farmaci.

- Oggi il vaccino contro l’influenza stagionale è consigliato solo ad alcune categorie a rischio: le persone sopra i 65 anni, bambini o adulti con problemi di salute, persone con le difese immunitarie compromesse e via dicendo. E’ consigliato anche a chi è a contatto per motivi professionali con categorie a rischio o con volatili. Alle categorie a rischio è pagato dallo Stato, per gli altri è a carico del cittadino (costo da 11 a 15 euro circa). Ad oggi, non si vedono i motivi in base ai quali consigliare il vaccino antinfluenzale a tutta la popolazione. E, se davvero il vaccino fosse necessario, dovrebbe essere pagato a tutti dal Servizio sanitario nazionale.

- Al momento ci si interroga su come deve essere il vaccino contro il nuovo virus, che si potrà iniziare a preparare solo se e quando il virus sarà in circolazione e sarà stato isolato. Solo a quel punto si avrà il vaccino e, come per tutti i farmaci, sarà possibile avviare una sperimentazione sull’uomo che stabilirà la sua sicurezza ed efficacia. Dopo di che si partirà con la produzione su vasta scala. Questo processo richiede molti mesi e quindi ci sembra che questo vaccino sia un’arma ipotetica, quindi insoddisfacente per garantire di circoscrivere l’epidemia. Bisognerebbe invece agire con misure appropriate nelle zone di diffusione del virus, cioè il sud-est asiatico, per arginare l’influenza aviaria ai suoi inizi.

Abbiamo scritto una lettera al ministero della Salute, chiedendo:

1) su quali basi scientifiche sia stata estesa la raccomandazione del vaccino antinfluenzale a tutta la popolazione;
2) su quali basi scientifiche siano state prenotate dosi di farmaci antivirali, di cui non si conosce l’efficacia nei confronti del nuovo virus;
3) quali sono gli accordi economici presi fra Ministero e aziende: chi paga in caso di rientrato allarme?
4) se alcuni farmaci sono ritenuti efficaci (per esempio il vaccino antinfluenzale per le persone non a rischio), perché il cittadino deve pagarseli di tasca sua?

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Influenza aviaria: domande e risposte
Che cos’è l’influenza aviaria?

E’ una malattia infettiva che colpisce uccelli domestici (come polli o tacchini) e selvatici (come oche o anatre). E’ causata da un virus appartenente alla famiglia Orthomyxoviridae, che comprende i diversi virus responsabili dell’influenza dei mammiferi, tra cui l’uomo, e degli uccelli.
Per essere più precisi, il virus in questione appartiene al tipo A, che si suddivide in 15 sottotipi H e nove sottotipi N; il ceppo che sta colpendo gli uccelli dell’Asia è il "A H5 N1".
Questa malattia è stata descritta per la prima volta in Italia nel 1878.

Come si diffonde il virus?

Gli uccelli acquatici migratori, in particolare le anatre selvatiche, possono essere portatori del virus dell’influenza aviaria, ma sono generalmente più resistenti alla malattia. Il contatto diretto o indiretto tra questi animali e i volatili domestici (pollo e tacchino sono i più recettivi) è alla base del contagio e del successivo verificarsi di epidemie. Il pollame è molto sensibile all’infezione: questo, unito al fatto che gli allevamenti industriali tengono gli animali in condizioni di enorme concentrazione, favorisce il contaglio tra animali e l’insorgenza di vaste epidemie, con conseguenze socio-economiche anche gravi.

Il virus può trasmettersi all’uomo?

Sì, ma è un evento raro. In genere si verifica quando c'è uno stretto contatto tra gli uomini e i volatili vivi infetti.

Quando questa situazione si trasforma in pandemia, cioè in epidema estesa?

Quando si origina un virus che ha sia la caratteristica di essere molto aggressivo (come il ceppo H5N1 dell'influenza aviaria), sia quella di essere molto contagioso, cioè facilmente trasmissibile da uomo a uomo (come il virus dell'influenza).

A oggi, ha senso per la popolazione italiana fare il vaccino contro l'influenza come misura precauzionale?

A oggi, non ci sono dati sufficienti per consigliare il vaccino antinfluenzale a tutta la popolazione. Come per gli scorsi anni, resta consigliabile per i bambini con problemi di salute, gli anziani sopra i 65 anni e i malati cronici, e a chi è esposto a un elevato rischio professionale.


In questo contesto, possono servire i farmaci antivirali?

Anche per i farmaci antivirali (Relenza della Glaxo SmithKline e Tamiflu della Roche) non ci sono evidenze sufficienti per consigliarne l'acquisto come misura precauzionale.

Ci sono dei rischi a mangiare carne di uccelli malati?

I virus dell'influenza aviaria si trasmettono per via respiratoria. Non sono mai stati registrati contagi per via alimentare. Il virus, comunque, è inattivato dal calore per cui non ci sono rischi a consumare carne di pollo cotta.

Quali sono i Paesi colpiti da questa epidemia?

Sono alcuni Paesi dell'estremo oriente. Il primo a dare l'annuncio ufficiale alle autorità internazionali è stata la Corea del Sud, a fine dicembre. Successivamente la presenza del virus influenzale aviare è stata riportata in Vietnam, Indonesia Thailandia,Giappone, Cambogia, Hong Kong, Laos, Indonesia, Cina e Pakistan.
Il virus ha colpito anche Stati Uniti (Texas) e Canada. I sottotipi erano, tuttavia, diversi e meno rischiosi di quello che ha colpito l'Asia (attualmente l'epidemia risulta sradicata da entrambi i Paesi).
Per essere aggiornati su questi dati, invitiamo a consultare il sito dell’Unione Europea.

L’OMS si è raccomandata di limitare i viaggi nei Paesi colpiti dall’influenza aviaria?

Non c’è nessuna restrizione, ma solo qualche indicazione precauzionale: evitare di visitare zone rurali e ossevare banali norme igieniche, quali lavarsi spesso le mani, possono evitare qualunque tipo di contagio

(per info: www.altroconsumo.it)

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