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Spider man
l'abbiamo visto per voi
di Sam Raimi
testo alternativoCATEGORIA: Flatline

C’era grande attesa per questo ennesimo film tratto dai fumetti.
In primo luogo i dati del box office americano, dove aveva polverizzato ogni record precedente incassando 115 milioni di dollari nel solo primo week end di programmazione. Poi vi era la grande fama di regista di culto di Raimi, che veniva dalle ultime prove non troppo convincenti, ma autori di cult movies come la trilogia de “La casa”. Infine vi era da vedere come sarebbe stato in grado di portare sul grande schermo una storia amata e venerata da milioni di fan in tutto il mondo.
Vi anticipiamo le conclusioni: il film non lascia assolutamente delusi i fan e gli spettatori, e ve lo diciamo subito per non lasciare in sospeso un argomento così importante, è un film da vedere. Dopo gli ottimi titoli di testa comincia la vicenda del nerd più amato della storia, il giovane e quasi disadattato Peter Parker, che in seguito al morso di un ragno sviluppa particolari capacità, capacità che tutti conosciamo. Il nemico scelto da Raimi per dare alla storia la sua componente epica è Green Goblin, uno degli antagonisti più amati e più complessi dell’intera serie a fumetti. Ma la trama non è la cosa più importante del film, vista la fama della serie cartacea, invece è la grande abilità del regista nel gestire le scene di azione, combinata ad un gusto per l’ironia caustica, ad essere il vero punto di forza dell’opera.
La stupefazione del giovane Parker di fronte alle sue nuove abilità è la stessa dello spettatore di fronte all’abilità registica di Raimi: la macchina da presa vola sulle scene, si muove morbida e sinuosa ad accarezzare i movimenti dell’eroe in un costume avveniristico, rende ottimamente la plasticità dei corpi e strappa applausi e grida di soddisfazione anche agli spettatori più esigenti.
Gli effetti speciali digitali non soffocano la narrazione, anche se, in alcuni momenti, si notano forse troppo, ma allo stato attuale della tecnologia sarebbe impensabile fare di meglio. La messa in scena degli inseguimenti e degli scontri tra eroe e antagonista è figlia di una nuovissima Hollywood che è andata a scuola ad Hong Kong, quindi resa ottimamente da slow motion, dettagli, movimenti nati dalle arti marziali che combinano il combattimento con la danza. ( E non diteci che Raimi ha imparato da Matrix, non si può offendere così uno dei talenti più puri della migliore cinematografia indipendente).
Sia pure che in qualche momento la sceneggiatura latiti, soprattutto nei dialoghi tra Parker e l’amata Mary Jane, ma si respirano sezioni di assoluta bellezza, coadiuvati da una regia sagace e spettacolare. Ad esempio di questo si può portare il magnifico campo controcampo dialogato che coinvolge Dofoe, forse un po’ troppo di maniera nell’interpretazione, allo specchio, combattuto tra se stesso e la propria personalità di Goblin.
L’ironia devastante di Raimi, poi, rende il film ancora più coinvolgente, soprattutto per quegli spettatori che lo ricordano nel suo passato più fulgido,si notino soprattutto le impedibili citazioni da “L’armata delle tenebre” e da “Darkman”. Ma è un divertimento affettuoso e non cinico, che segue i suoi personaggi e fa trascorrere in maniera piacevole e affascinante tutta la durata del film.
Maguire non è un campione dell’ Actor’s Studio, ma è funzionale alla storia e la Dunst ha gli occhi sempre un po’ troppo sgranati, ma Dofoe carica la sua interpretazione di componenti barocche che non sfigurano, considerando la natura di puro intrattenimento del film.
In conclusione possiamo dire che l’amato Raimi ha fatto un ottimo lavoro, anche se non arriva alle vette che raggiunse Burton adattando Batman: lì l’autore di “Edward mani di forbice” sfruttava il super eroe fumettistico per assecondare la propria poetica visionaria dell’oscurità dell’uomo e seguire un personale percorso artistico, qui Raimi mette a disposizione la propria abilità per adattare il fumetto. E’ un’operazione diversa, non meno valida, ma che non riesce a raggiungere quei livelli di poesia, ma questo è un film più che buono, che regala un paio d’ore di divertimento di ottima qualità.
Ps.
Unica nota negativa è la pessima visione che, alla prima del film a Ferrara, abbiamo dovuto sopportare all’Apollo 1. Considerando che la pellicola era nuova, considerando che l’impianto dovrebbe essere all’avanguardia e che 7 euro e 20 contesimi sono una cifra considerevole, reputiamo assurdo dover essere costretti a sopportare in silenzio il taglio ingiustificato di una parte di pellicola e la pessima qualità del suono per una parte del secondo tempo. E’ già assurdo chiedere così tanto denaro se la qualità della visione non è all’altezza, ma almeno la visione integrale del film dovrebbe essere uno dei diritti imprescindibili dello spettatore.

Voto:***




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