RECENSIONI \ The Rolling Stones – A Bigger Bang

Oh Yes, It’s Them Again !

di Arianna Cantoni
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cover

A tutti quelli che vorrebbero vedere i Rolling Stones in qualche ospizio immerso nella verde e silenziosa campagna inglese; a tutti quelli che credono che la loro carriera avrebbe dovuto fermarsi all’inizio degli anni ’80 (magari anche un po’ prima); a tutti quelli che, insomma, ritengono gli Stones un gruppo per nostalgici: bene, li invitiamo ad ascoltare A Bigger Bang. E a ricredersi.

Ci sono 16 tracce. Non poche, e soprattutto, non troppe: nessuna caduta di stile o di ritmo, l’ascolto scorre vivo e incuriosito. Ci sono bellissimi brani rock - Rough Justice e Rain Fall Down, su tutti – c’è l’immancabile blues di Back Of My Hand e Driving Too Fast; ci sono brani più melodici e pop, come She Saw Me Coming, Biggest Mistake e il singolo Streets Of Love, da mesi ormai il nuovo tormentone degli spot Vodafone.

ronnie&keithCharlie Watts
produce ritmi interessanti, soprattutto in Look What The Cat Dragged In, e Keith Richards si cimenta nel canto in due brani: il melodico This Place Is Empty e Infamy. Oh Not You Again, invece, è registrato come se fosse dal vivo.

La voce di Mick Jagger è ancora lì, inconfondibile e graffiante come sempre.

C’è addirittura spazio per l’invettiva politico-sociale con Sweet Neo Con, che punta il dito contro l’ipocrisia dei neo-conservatori: How come you're so wrong / My sweet neo con.... Yeah / It's liberty for all / 'Cause democracy' s our style / Unless you are against us / Then it's prison without trial (Perchè hai così torto? Mio dolce neo-con…Sì, Libertà per tutti/Perchè la Democrazia è il nostro stile/ A meno che non siate contro di noi/In tal caso è la prigione senza un processo).


Dopo più di 40 anni di eccessi, scandali, donne, droga, defezioni e litigi, brani memorabili e brani da dimenticare, mastodontici tour mondiali, Jagger&Richards sono ancora in grado di produrre qualcosa di significativo, adattandosi in maniera camaleontica ai tempi e alle tendenze musicali.

Forse perché gran parte di ciò che esiste oggi, musicalmente parlando, esiste proprio grazie a loro. Potrete anche chiamarli i nonni del rock, ma loro SONO il rock, e questo album ne è l’ennesima riprova.

In attesa che confessino di aver stipulato davvero un patto col diavolo.



02-09-2011 - visite: 10270

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