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May 11 2006

Web 2.0 - Nuove frontiere della comunicazione sulla rete

di Eugenio Ciccone

Nuove tecnologie, un mare di servizi e di creatori di contenuti

Nonostante sia quasi più semplice mostrare esempi che non dilungarsi in barbose spiegazioni, cercherò di spiegare in breve (si fa per dire) cosa si intenda con il Web 2.0, termine che sempre di più emerge quando si parla di comunicazione sulla rete. Visto l'argomento, mi rivolgo soprattutto a chi si intende almeno un po' di comunicazione e di tecnologie in generale, anche se spero di risultare chiaro anche ai profani.

Tranquilli, non si tratta di una nuova Internet. La rete delle reti resterà tale e quale per molti anni esattamente come la conosciamo. Con il termine Web 2.0 si intende altresì una nuova visione di Internet che sta cominciando ad influenzare il modo di lavorare ed interagire con le informazioni in rete.
Si è passati in pochi anni, grazie soprattutto all'avvento della banda larga, dalle numerose pagine web statiche, con semplici testi ed immagini, ad una miriade di siti "dinamici" ed interattivi che grazie ad interfacce molto intuitive e semplificate offrono una miriade di servizi direttamente online. Il Web 2.0 non è un software particolare, nè un marchio registrato nè un sito preciso, ma un un insieme di approcci per usare la rete in modo nuovo e innovativo.
L'informazione che un tempo restava fine a se stessa su una pagina web, ora può essere liberamente distribuita, riaggregata secondo forme completamente diverse e spesso in modi che il produttore non aveva nemmeno previsto.
Le possibilità del Web 2.0 permettono agli utenti di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirle sui propri siti per nuovi scopi.
Inutile dire che il Web 2.0 sposa ovviamente la filosofia open-source.

La grande maggioranza delle applicazioni e dei siti Web 2.0 sono costruiti con tecnologie come Ajax, un nuovo approccio di programmazione web basato sull'ormai datato JavaScript, capace di conferire la giusta dinamicità ed interattività ad un sito, e sul linguaggio di programmazione XML, vero standard universale nello sconfinato mare di formati sulla rete. Questa mescolanza di tecnologie permette alle pagine web di funzionare quasi come veri e propri "programmi per computer". Tramite i siti Web 2.0, potenziati con Ajax, gli utenti possono infatti interagire con le informazioni nelle singole pagine proprio come se stessero usando un'applicazione.

Si ma in soldoni cosa sono queste applicazioni 2.0? Ecco che ci arriviamo.
Dicevamo dell'avvento dei mezzi giusti, come Ajax. Ecco allora fiorire una valanga di siti del genere che offrono i servizi più disparati: molti di essi li usiamo spesso senza nemmeno porci il problema di quale tecnologia sia alla base del loro funzionamento. Grazie alla fusione di giganteschi database contenenti informazioni e ad interfacce sempre più semplici anche per chi mastica poco o niente l'uso del computer, troviamo per esempio servizi di pagine bianche, di mappe stradali online, di piattaforme per blog e forum. L'informazione è ampiamente personalizzata, filtrata dall'utente attraverso pochi comandi, la resa grafica è di sicuro impatto. Si pensi ad esempio ad un servizio straordinario come Google Earth o Google Maps. Con pochi clic siamo in grado di esplorare l'intero pianeta esaminando le vie e i tetti di una qualunque città grazie a foto satellitari e aeree. Con altri pochi colpi di mouse siamo in grado di localizzare sulla mappa sovrapposta alla foto satellitare la pizzeria da asporto più vicina a noi. Recuperarne il numero di telefono, o l'indirizzo web per mettersi immediatamente in contatto ed ordinare una margherita, magari proprio attraverso qualche servizio di Voip come Skype.

Altro esempio chiarificatore: l'aggregazione collettiva di foto, divise in set per vacanza o singolo evento è oggi resa possibile con semplicità grazie a servizi come Flickr, dove chiunque può banalmente caricare online i propri scatti, condividerli con il mondo intero e dare la possibilità ad amici e conoscenti di commentarli e riaggregarli a propria volta. L'uso dei tags per caratterizzare un file è infatti un altro, importantissimo cambiamento introdotto dal Web 2.0.
La catalogazione dei contenuti è oggi infatti di tipo semantico. Ad ogni cosa sono associate delle parole chiave, degli argomenti, che vanno a caratterizzare il contenuto stesso del documento. Ad esempio tutte le foto della mia vacanza in Grecia potrebbero avere come tags: grecia, isole, mare, estate, eugenio, relax, e così via... Dove sta la novità in tutto ciò? E' chiaro: riorganizzare in un secondo tempo tutti i contenuti della rete secondo logiche differenti da quelle di partenza. Le mie foto della Grecia sono certamente consultabili da chi visita la mia pagina e le vuole vedere tutte quante perchè magari è un mio conoscente, ma grazie all'uso di parole chiave saranno trovate anche da chi, con una ricerca globale sulle foto di tutti gli utenti di Flickr andrà alla ricerca di qualsiasi documento taggato "Grecia", oppure "mare".
L'informazione, così filtrata, può essere la base di partenza per ulteriori applicazioni che sono limitate solamente dalla fantasia del programmatore. Restando sullo stesso esempio, banalizzando, nessuno mi impedisce domani di aprire un sito di turismo sulla Grecia sfruttando proprio queste informazioni opportunamente manipolate: nella sezione "foto" del mio sito, sarò in grado di far convergere tutti gli scatti con tag "Grecia" che si aggiorneranno dinamicamente, giorno dopo giorno, man mano che nuove persone, in ogni angolo del mondo, hanno scattato foto nella terra ellenica e le hanno rese disponibili su internet.
In ugual modo, tramite l'uso dei feed RSS (di cui ho già parlato su Occhiaperti qualche tempo fa), i contenuti testuali vengono filtrati e fatti passare da un sito di informazione all'altro. Ad esempio potrei prendere l'elenco degli ultimi articoli di Occhiaperti e riportarlo sulla colonna laterale del mio blog, così che i miei visitatori siano sempre aggiornati anche su questi contenuti. Informazioni disaggregate dal loro punto di partenza dunque, che vengono liberamente fruite in ogni dove, riaggregate in mille altri modi.

Quali saranno le future frontiere del Web 2.0? Sicuramente la tentazione più forte sarà quella di spostare il baricentro dal computer a internet, facendo si che le principali applicazioni che oggi siamo abituati ad utilizzare sul nostro pc siano disponibili in ogni dove, su un sito web. Da un paio di mesi è online un primo progetto che porta Office, in una versione appositamente studiata e ridotta, sul web, usufruibile dal nostro browser come se fosse regolarmente installato. Si scrive in Word ad esempio, si impagina, si salva e si stampa, ma nemmeno un KB del nostro disco fisso è intaccato per l'installazione del programma, che rimane completamente gratuito e a portata di tutti sulla rete. Grande attenzione c'è poi per il mondo del multimedia. Servizi di sharing di contenuti video sono ormai più che avviati, si pensi a Google Video, oppure You Tube, che permettono a chiunque di condividere un video su internet e di aggregarlo sempre secondo il suddetto meccanismo dei tags. Idem per la musica, che ci permette ad esempio di mostrare le nostre preferenze musicali, ordinarle per generi, aggregarle con altre persone che condividono gli stessi gusti, votarle e commentarle. Gli store musicali online, iTunes di Apple lo fa da tempo, permettono di scegliere un mix di canzoni che ci piacciono, farne una compilation (legale) e renderla disponibile a tutti per il download a pagamento.

Una piccola rivoluzione insomma, dove tutti sono produttori di contenuti con facilità: la più piccola creazione digitale, dai due versi in poesia al video di una festa, dalla canzone con la chitarra alla foto di classe delle elementari, diventano punto di partenza di qualcos'altro, che creativamente può diventare qualcosa di nuovo ed originale grazie ai numerosi servizi offerti dal Web 2.0.

Scritto da: Eugenio Ciccone

Data: 11-05-2006

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