La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Jun 21 2006

Carlotti, nuovo Zeno Cosini?

Klito

di Matteo Musacci

Le femmine secondo Carlotti

“Il libro si intitola Klito ed è liberamente tratto dai colloqui giornalieri che intrattengo con un mio amico alieno. Ho scelto questo titolo proprio con riferimento al clitoride unico e solo organo femminile concretamente degno di menzione”.


Giuseppe Carlotti, classe 1974, dopo un post scritto su Nazione Indiana dove si rivolgeva direttamente a Bush, è stato definito, nei trecentoventi commenti che seguirono, un “misogino virulento”, un “maschilista fallocratico”, uno “psicopatico-maniaco-paranoico”, una “merda”, una “Fallaci capovolta”.
Ma Klito, il suo primo romanzo uscito per Fazi, nelle librerie già da diversi mesi, continua imperterrito a vendere copie, tant’è che ad oggi è già arrivato alla terza ristampa con una vendita superiore alle 10.000 copie.
E tutto questo perché?
Probabilmente perché Klito è un romanzo che si legge tutt’ad un fiato, e che fa piegare in due dalle risate, senza chiamare in campo nessuna metafora.
Avete presente La coscienza di Zeno di Italo Svevo?
Quel Zeno Cosini sotto terapia a cui veniva consigliato dal suo psicanalista di mettere per iscritto la sua vita?
Se sì, potreste avere una vaghissima idea di cos’è Klito.
Zeno Cosini qui si chiama Daniele, ma, nell’incipit del libro si presenta come Benzaldeide, dal nome del composto chimico. Scopatore professionista, misogino, vittima del consumismo e delle multinazionali, è sotto terapia da uno psicoanalista di nome Giovanni.
Ama discorrere con un alieno di nome Accasetteventicinque e tutti i suoi colloqui sono riportati nella seconda parte del libro.
Nell’Antefatto abbiamo invece vari scorci di vita del nostro protagonista: dalle sedute dallo psicoanalista alle avventure con la dottoressa Bocchinoli della Finplastica S.p.A., dalle lettere scritte alle case produttrici di prodotti di bellezza ai sogni allo stracchino.
Klito è un susseguirsi di gag, di paradossi, il tutto narrato con un abilissimo stile di cui Carlotti è consapevole, tanto da permettersi le offese più disparate alle donne, indegne di essere catalogate come facenti parte dell’umanità, considerate l’animale più intelligente dopo il delfino e lo scimpanzé africano, parole dell’autore.
E come dice l’autore nella copertina del libro, “Il libro è nelle vostre mani. Siete liberissimi di rimetterlo sul ripiano dove l’avete preso, o comprarlo e leggerlo. A vostro rischio e pericolo”.
Io, ve lo consiglio.
Caldamente.

Scritto da: Matteo Musacci

Data: 21-06-2006

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