LIVE \ Baustelle + Giardini di Mirò

Il concerto di sabato 24 inaugura la stagione di Ferrarasottolestelle

di Eugenio Ciccone
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L''edizione 2006 della sempre più preziosa rassegna di Ferrara sotto le Stelle si apre sabato 24 giugno con il doppio concerto gratuito dei Giardini di Mirò e dei Baustelle, band promettenti della scena indie italiana degli ultimi anni. Nonostante il pubblico ferrarese sia di solito poco attento alle realtà di nicchia o a proposte poco "commerciali" quando transitano nei club o nei festival, l'affluenza sabato sera in Piazza Castello è stata notevole, sicuramente un ottimo inizio per la rassegna estense che sta diventando un punto di riferimento nel panorama dei festival estivi musicali puntando soprattutto sulla qualità degli artisti invitati. Poco dopo le 21 hanno aperto le danze i Giardini di Mirò, giovane gruppo emiliano che ha da poco cambiato la lineup con l'aggiunta di un violino e di un clarinetto. Emozionati davanti ad una piazza gremita e raccolta ad ascoltare le loro melodie i GdM hanno eseguito alcuni pezzi del loro repertorio lasciando spazio nel finale ad alcuni brani del nuovo disco di prossima uscita "Nato2", come la splendida Othello, in versione strumentale e tirata per oltre 8 minuti. Definire il loro genere è tutt'altro che facile, una sorta di "post rock" se è vero che le chitarre, lineari e melodiche, partono quasi sempre da arpeggi avvolgenti per esplodere in brandelli stile Sonic Youth e suggestioni vagamente psichedeliche.


A seguire sul palco i toscani Baustelle, gruppo rivelazione dell'anno passato, il cui singolo tratto dal loro ultimo album "La malavita" ha raggiunto le radio e persino la rotazione permanente nella programmazione musicale di Mtv.
I Baustelle devono molto del loro successo ai testi originalissimi e vagamente demodè, alle melodie pop con richiami classici e al magnetismo dei due personaggi più carismatici della band: Francesco, voce e chitarra, e Rachele, mascolina tastierista dalla voce dolcissima e il look accattivante.
L'esecuzione è stata sorprendente e il buon successo della serata va cercato in parte anche nel pubblico straordinariamente empatico nei confronti del gruppo: spesso i testi erano rimandati a memoria e mani e cori hanno scandito i passaggi più importanti dei loro successi. Da "Gomma", a "Le vacanze dell'ottantatrè", fino alle bellissime la "Canzone del parco" e "Canzone del riformatorio" sono molti i brani ripescati dai primi album della band, ancora oggi freschissimi e davvero emozionanti. Del nuovo album citiamo in particolare il singolo "La guerra è finita", storia malinconica di un suicidio giovanile nemmeno troppo velato ma dipinto con tratti originali e gustosamente retrò, "A vita bassa", dove si inveisce contro le grandi firme della moda e del trascorrere inutile del tempo in maniera ciclica dove contano solo i gol dei centravanti e le canzoni della radio e la struggente "Il Corvo Joe", suonata nel finale, bellissimo omaggio alla solitudine e alla decadenza che la figura di un corvo in un parco pieno di bambini può trasmettere e il cui testo rimane indubbiamente tra i più originali della loro produzione.
Ferrara dunque, per una sera è capitale del romanticismo, rapita dai toni dandy svogliati dei Baustelle, con i loro miti pop anni 60, il tributo a "Je t'aime" di Serge Gainsbourg, a Patty Pravo e riferimenti culturali da intellettuale tormentato: da Poe a Van Gogh passando per Piero Manzoni. L'universo tormentato della canzone d'amore, troppo spesso svenduta al pop commerciale, innalzata stasera ad emblema della passione più pura e vera. Mamma, che ne pensi di un romantico a Ferrara?


27-06-2006 - visite: 8936

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