LIVE \ La magica notte degli Afterhours

di Eugenio Ciccone
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Genio e sregolatezza uniti nel sacro vincolo di Bacco sull'altare della Musica. Vanno di scena gli Afterhours questa sera in Piazza Castello, sempre magica cornice nell'ambito di Ferrara sotto le stelle, che chiude i battenti domani dopo un edizione record per offerta e gamma di artisti.

"Lasciatemi guardare questa piazza per 5 secondi" dice un Manuel Agnelli decisamente in serata riempiendosi gli occhi di una piazza colma che lo acclama e gli fa da spalla nel canto in ogni momento. E' una festa il concerto degli Afterhours, durato oltre un'ora e mezza toccando un po' tutta la carriera del gruppo milanese. E' una serata anomala, non una semplice data del tour di "Ballads for little hyenas", ma un vero e proprio piccolo evento dove complice l'atmosfera raccolta e partecipe del pubblico ferrarese si trova spazio per i classici che li hanno resi celebri oltre che per i pezzi più recenti, ugualmente di pregevole fattura, che però spesso hanno attirato critiche per la loro presenza massiccia nelle scalette a discapito dei vecchi successi.

Agnelli si muove sul palco da veterano, complice una chitarra che padroneggia con arguzia e un bicchiere di vino che alza in un ipotetico cin cin a tutto il pubblico tra un pezzo e l'altro. La sua voce calda e suadente, roca e sporca nei tratti più intimisti di alcuni brani particolarmente sofferti, fa da contraltare ai suoni puramente rock degli Afterhours, accompagnati in alcuni arrangiamenti da fiati e pianoforte. Rapisce l'interpretazione così tremendamente cattiva, rigidamente alternativa, fuori dai clichè dei gruppi mainstream: oggi più che mai gli Afterhours rappresentano la scena indipendente italiana come nessun altro gruppo in circolazione e tengono viva la musica italiana al di fuori degli schemi commerciali delle major.

Si comincia intorno alle 22 con alcuni successi dell'ultimo album, tra cui Ballata per la mia piccola iena e La sottile linea bianca, per poi spaziare sul repertorio più popolare dei vecchi bellissimi album quali Quello che non c'è e Hai paura del buio?. Agnelli e co. attingono a piene mani dai loro successi eseguiti con arrangiamenti tradizionali e per nulla mutati nel tempo; la forza di Non sono immaginario, 1.9.9.6, Sui giovani d'oggi ci scatarro su, le liriche dolci e struggenti di Oceano di gomma e Male di miele, concessa come bis e, parole sue, "mai eseguita in tour ma questa sera si può fare eccezione".
Vogliono esagerare gli Afterhours in questo megaevento gratuito e allora si giocano ogni cartuccia possibile permettendosi il lusso di rientrare acclamati dal pubblico per due volte, interrompendo la musica già partita dall'organizzazione come se il concerto fosse realmente terminato e concedendo un finale magico con Voglio una pelle splendida, una delle più amate di sempre, e Bye bye Bombay intonate a squarciagola a mo' di inno. Tanto di cappello, una serata così davvero chi se la sarebbe aspettata pochi giorni fa?

Manuel si fa prestare una macchina fotografica, immortala il pubblico. "Le cose magiche devono finire per rimanere eterne" dice suppergiù alla folla acclamante. E sparisce definitivamente a chiudere una piacevolissima serata, tra le ragazzine urlanti che ancora cantano quel vecchio pezzo che non hanno suonato...


22-07-2006 - visite: 10210

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