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Aristotele
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Jul 24 2006

Alice e Ester, gemelle

Lei, che nella foto non sorrideva, Cinzia Bomoll

di Matteo Musacci

il romanzo di esordio della scrittrice bolognese

BomollDitemi che mi sto sbagliando, per favore. Ingannatemi. Raccontatemi cazzate. Ditemi che non può esserci anche lui tra quelle foto. Con che diritto? Lui non fa parte del passato di Ester. Lui non si deve permettere di stare tra queste foto. Non proprio nella stessa foto insieme a lei. Non ho il coraggio di prenderla in mano per guardarla meglio. Lasciatemi credere che questa foto non esiste..



Lei, che nelle foto non sorrideva è il felice esordio letterario di Cinzia Bomoll, scrittrice bolognese già autrice di due racconti apparsi in antologie per Meridiano Zero e per Einaudi Stile Libero e del film Il segreto di Rahil.

Il romanzo narra la storia di due sorelle gemelle, Alice ed Ester, della loro perfetta somiglianza fisica e della loro totale diversità di caratteri, così come è sempre nei personaggi “doppi” della grande letteratura: Alice è sessuofobia e si provoca da sola il piacere mentre Ester “si scoperebbe anche i muri”, l’una è bionda mentre l’altra si veste e si tinge i capelli di nero, da vera dark lady.

La storia prosegue per continui flashback grazie alla voce di Alice, cui si incarna la Bomoll, attraverso i quali veniamo a scoprire la travagliata storia delle due sorelle gemelle: dalle svariate messe in scena di tentativi di suicidi di Ester (come fa la protagonista del suo film preferito, Harold e Maude), alle prime mestruazioni, al difficile rapporto con la madre sempre ubriaca, che le ha concepite a quindic’anni, e con il padre, che spesso rincasa la sera tardi, alla scuola, il diploma e il lavoro.
Alice ricorda la sua vita insieme ad Ester grazie a dei feticci: abiti, ciondoli, zainetti, calzature che lei ritrova nella stanza della sorella dopo il suo suicidio, di cui solo Alice conserverà il duro segreto.

La Bomoll utilizza uno stile a tratti duro e ispido come è Ester e a tratti intimo e malinconico come è Alice, che, indagando tra le cose che appartenevano alla sorella ormai morta, scopre difficili verità che lei stessa non avrebbe voluto (dovuto) sapere, in un crescendo di emozioni e suggestioni, che terminano come solo un romanzo che gira intorno ad una fotografia poteva terminare.

Scritto da: Matteo Musacci

Data: 24-07-2006

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