La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Chiaroscuro > E' arrivata la zia > Albachiara

Aug 19 2006

Albachiara

di Debora Peca

Ormai è quasi l’alba. Non mi sono proprio accorta del tempo che è passato ma evidentemente Eleonora, questo è il suo nome, aveva bisogno di parlare di lui a qualcuno, dopo aver tenuto dentro un segreto che la stava logorando. E’ proprio vero che con gli estranei a volte è più facile aprire il proprio cuore; forse perché gli sconosciuti non sanno niente di noi e non sono legati a sentimenti d’affetto nei nostri confronti; non ci giudicano, non hanno l’espressione dura di quelli che sono convinti di avere la risposta esatta solo perché ci vogliono bene. Dev’essere stata questa consapevolezza insieme al bisogno di liberarsi di un peso, ad aver spinto Eleonora a parlarmi di sé durante una lunga serata iniziata con la richiesta di un accendino.
In realtà conoscevo di vista questa giovane donna, alta, mora, carina che da anni incontravo al mio stabilimento balneare con marito e bambini ormai grandicelli al seguito. Ieri sera mentre ascoltavo la musica ad una festa sulla spiaggia, si è avvicinata e mi ha chiesto di accendere. Si è seduta nelle mie vicinanze e senza sapere come mi sono ritrovata catapultata come Alice nel Paese delle Meraviglie nel mondo di questa storia d’amore, iniziata la scorsa primavera.
Non saprei dire quando, in che punto abbia iniziato a parlarmi di lui.
Mi ha raccontato di averlo incontrato camminando per il centro, vicino ad uno stand di raccolta fondi per Emergency. La via, mi dice, era affollatissima anche per la presenza del mercato a poca distanza e si era costretti a sfiorarsi, fino a che lui l’aveva erroneamente urtata con l’orologio sganciandole il braccialetto dal polso. Si erano entrambi curvati a raccoglierlo; scusandosi reciprocamente si erano guardati solo per un attimo.
Entrambi non avrebbero certo immaginato che quel leggero tintinnio avrebbe cambiato così tanto il corso della loro esistenza, ponendo lei di fronte ad un bivio.
Pochi giorni dopo l’episodio dell’orologio, le era parso di vederlo alla stazione; ma l’incontro determinante ci fu qualche settimana dopo quando si erano trovati ad una cena presso amici comuni, in cui lei gli aveva presentato suo marito…
Dopo cena come tutti gli altri ospiti, si erano tutti spostati su un terrazzo. Trovandosi l’uno di fronte all’altra avevano chiacchierato piacevolmente, fino ad una battuta divertente di lui: dopo quella risata di cuore (la prima) si erano guardati in un modo diverso; quasi nello stesso momento si erano sentiti felici e nello stesso tempo perduti. Quando Eleonora mi ha parlato della prima risata insieme non ho potuto che pensare a quella bellissima frase di Fruttero e Lucentini ne “L’amante senza fissa dimora” che dice: “Il primo abbraccio, il primo bacio, la prima notte d’amore non sono niente in confronto con la prima risata che si fa insieme.” E’ quello il contatto decisivo, il vero punto di svolta.
I giorni e i mesi dopo con lui erano fatti di risate e lacrime, fughe improvvise e telefonate da batticuore. Ora è qui in vacanza decisa a raccontare tutto al marito per seguire un amore sempre più grande e forte.

Scritto da: Debora Peca

Data: 19-08-2006

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 5979 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli