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Blade 2
Il ritorno del Diurno
con Wesley Snipes
testo alternativo Categoria: "Flatline"

Eccoci a parlare di un sequel annunciato di un brutto film, la cui uscita estiva lasciava certamente presagire che nemmeno la casa distributrice fosse convinta della validità commerciale del prodotto che andava a proporre. La trama non è il caso di raccontarla spendendo molte parole. Wesley Snipes interpreta ancora una volta il vampiro diurno Blade, nemico dei succhia sangue, nobili vampiri dalle istituzioni obsolete e dai vestiti ancora peggiori. Ma questa volta c’è un avversario ancora più potente da sconfiggere, e per questo si trova costretto da allearsi ai vampiri cacciatori degli uomini. (Ricordiamo a quelli che per loro fortuna hanno perso il primo Blade, che il nostro protagonista, in quanto mezzosangue è amico degli umani). Tra colpi di scena che il regista invia via SMS al proprio pubblico, scene d’azione coreografate da una Raffaella Carrà in preda ad un attacco di scogliosi, un montaggio tanto serrato da aver bisogno di un interprete per capire cosa avviene sullo schermo, si arriva all’inevitabile ma auspicata fine del gioco. Del film salviamo solo un paio di battute, forse una sola… Della sceneggiatura possiamo dire che è un colabrodo, che riesce a restare in piedi solo se guardata con gli occhi degli infanti, pronti ad essere stupefatti per ogni minimo sussulto involontario.
Ma dallo scenario desolante di questa recensioni almeno possiamo dire che ci si diverte, non grazie al regista e allo sceneggiatore, ma alle loro spalle, perché certe incoerenze della trama provocano una ilarità molto pronunciata negli spettatori più smaliziati. Non che ad un film tratto da un fumetto si richiedano particolari doti di sceneggiatura (anche se Batman 1 & 2 erano due capolavori), ma almeno una certa coerenza delle storie e delle situazioni.
Questo è quanto per un film noioso e inutile, che nulla aggiunge alla storia del cinema, ma nemmeno a quella del divertimento più disimpegnato.
Cogliamo però l’occasione per parlare di un tema che ci sta molto a cuore. Da quando, grazie a Tarantino e Matrix, il cinema americano ha subito una vivificante contaminazione con il cinema tutta azione di Hong Kong il modello orientale è stato spesso copiato. Ma il più delle volte male. Molti artigiani del cinema americano non hanno capito la vera natura del cinema d’azione asiatico, hanno semplicemente reso le scene più rapide e frenetiche, rendendo ancora più confuse le azioni che già il decoupage tipico del cinema occidentale mostrava malamente. Ci si veda la purezza delle coreografie del cinema di Woo, o le frenetiche espolosioni di Tsui Hark: quello che capita sullo schermo è sempre chiaro, pulito, estetico ed estetizzante a volte… forse è la trama a risultare più ostica e meno comprensibile, sacrificando tutto per una messa in scena caleidoscopica e frizzante.
Blade 2 vive proprio di questo difetto: il fraintendimento del cinema di Hong Kong da parte del pubblico occidentale, lo scambiare la poesia per il “casino”. Il risultato: la velocità della messa in scena del film produce noia, e le scene si susseguono con una incredibile sensazione di già visto.
Molti giornali, italiani e stranieri, hanno recensito positivamente questo film, francamente non capiamo il perché. Incoerente e di maniera, vive tutto su un presunto carisma di Snipes, che purtroppo è molto tempo che non da il meglio di se come ai tempi di “White man can’t jump” (Chi non salta bianco è) magnifico film sul mondo del basket da strada… di cui consigliamo la visione in lingua originale. Ebbene in queste recensioni si lodava l’uso artigianale degli effetti speciali, lo scarso ricorso a grandi strutture di produzione. Ma oggi, visto l’abbassarsi incredibile dei costi per il digitale anche piccoli studi possono produrre ottimi effetti speciali di Computer Graphics, con un impegno professionale sufficientemente elevato. Vista dunque la situazione, per quanto riguarda gli effetti speciali, se ancora una volta si notano troppo all’interno del film, è dovuto alla scarsa perizia e alla eccessiva velocità di produzione che non ha consentito di curare tutti gli aspetti del lungometraggio.
Blade 2 vive di tutti questi difetti, e forse anche di più.
Voto: 1/2



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