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Black Dahlia
De Palma impeccabile, forse troppo.
Ed è di nuovo noir.
Regia: Brian de Palma
Anno: 2006
Cast: Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Hilary Swank, Aaron Eckhart, Mia Kirshner

Locandina Black DahliaNoir, noir e ancora noir.

Il nuovo film di Brian De Palma, tratto dall’omonimo romanzo di James Ellroy, ci porta nella Hollywoodland del 1947. Due poliziotti, ex pugili in categorie differenti si incontrano e si scontrano sul ring e nella vita, dove condividono una donna e un'ossessione. La prima è la bionda e raffinata Kay Lake (la sfolgorante Scarlett Johansson, sugli schermi in questi giorni anche con “Scoop” di Woody Allen), compagna di Blanchard e prostituta riabilitata, la seconda è Betty Ann Short, la “Dalia Nera”, prostituta perduta perché assassinata e orribilmente mutilata. Lee Blanchard e Bucky Bleichert (rispettivamente Aaron Eckhart e Josh Hartnett) sono incaricati di indagare sull’omicidio dell'ambiziosa Betty ma la ricerca dell'assassino della Dalia, braccato e scovato sotto la polvere di stelle della città degli angeli, condurrà i due investigatori lontano da qualsiasi forma di moderazione emotiva e professionale, mentre Bleichert si sente sempre più attratto dalla enigmatica Madeleine Linscott, figlia di uno degli uomini più importanti della città, che si rivela stranamente legata alla vittima. Ombre dal passato e amori illeciti dal sapore necrofilo finiranno per consumarli e per determinarne la sorte, opposta come il ghiaccio e il fuoco.

Una lezione di regia con notevoli punti di forza, dalla Los Angeles fine anni Quaranta ricostruita in Bulgaria da Dante Ferretti alla toccante e fragile Dalia di Mia Kirshner, dall'interpretazione di Aaron Eckhart a quella del sempre più pregevole Josh Hartnett. Gioia per gli occhi di qualsiasi cinefilo sono pure l'inserzione de “L'uomo che ride” di Paul Leni, film muto del 1928 chiave decisiva per lo scioglimento della trama, e il lungo piano sequenza che tanto ricorda l'Orson Welles di "L'infernale Quinlain”, in cui De Palma ci svela per la prima volta il tragico destino della Dalia. Purtroppo Scarlett Johansson e Hilary Swank sono lontane dell’emanare quel divismo proprio del cinema d'oro di quando Hollywood perse la coscienza, e la Land.

Il vero problema dei romanzi di Ellroy è che risulta molto difficile trasportare le sue intricatissime trame su schermo e condensarle in un paio d'ore. Il grande De Palma ci prova e in questa sontuosa trasposizione cinematografica riesce bene a riversare lo squilibrio e l'irrequietezza degli antieroi creati dalla penna del grande scrittore noir. Eppure, raffinato esteta della messa in scena, il regista americano fallisce il bersaglio. La sua rilettura per lo schermo diviene succube di una trama complessa, elaborata, a volte confusa, sempre fine a se stessa: troppe omissioni o troppe informazioni, troppe piste intraprese e poi smarrite, sprecate in un finale spiegato in due battute.
Siamo nei dintorni di “L.A. Confidential”, ma troppo lontani per gridare al capolavoro.

VOTO: 7 ½

Beatrice Nagliati
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