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Jeepers Creepers
Un nuovo teen horror
di Victor Salva
testo alternativo
CATEGORIA: Flatline

Un ragazzo e una ragazza viaggiano in macchina fra campi di grano e fattorie, su una strada che attraversa tutto lo stato non incontrando quasi mai centri abitati. La tipica ambientazione delle storie dell’orrore che si raccontano gli adolescenti intorno a un fuoco. Tipici anche i personaggi principali: lui è un ragazzino delle scuole superiori, goffo e curioso al punto da cacciarsi nei guai, sua sorella è una universitaria inevitabilmente bella e insipida. E tipico pare essere anche il pubblico che potete trovare nelle sale in cui viene proiettato questo film. Pubblico che con il coro di ululati levato alla vista della prima mezza mutanda della protagonista sembra rispondere prontamente a un simbolico appello.Qualunque età avessero le persone presenti in sala “Jeepers creepers” poteva quindi contare su un pubblico decisamente rumoroso e pienamente convinto di avere molte opinioni interessanti da far conoscere perlomeno a tutti i presenti. In tre parole: un pubblico adolescenziale. Se come me appartenete alla casta intellettualoide che al cinema va per vedere i film smettetela subito di indignarvi e fidatevi: QUESTE sono le condizioni ideali per la visione di QUESTO film, o almeno le più “appropriate”.
E allora cosa non ha funzionato? Perché il pubblico di ragazzini ricercato e coccolato da questa pellicola alla fine della proiezione, quando lo schermo diventa buio dopo il finale ad effetto e compare il nome del regista, ha cominciato a urlare insulti più pesanti di quelli che i tifosi interisti rivolgono a Ronaldo? Non credevo che un film potesse ancora risvegliare nell’italiano medio passioni quasi paragonabili a quelle calcistiche, oltre al fatto innegabile che è molto difficile che il pubblico italiano sia in grado di riconoscere che regista significa autore del film, e quindi responsabile dei suoi pregi e dei suoi difetti.
Nella prima parte, la più bella, non ha funzionato il ritmo del film. Intendiamoci: è una sequenza molto ben girata, originale perché sceglie di catapultare sin da subito i protagonisti nell’orrore dal quale forse non usciranno mai. Una sequenza lunghissima(quasi metà film), in cui la tensione cresce lentamente su modelli quali “Duel” e “Mad max”, e in cui l’atmosfera lievemente incoerente ha il sapore talvolta dell’incubo, talvolta della favola cupa. Voglio solo dire che il ritmo del film non era assolutamente adatto agli adolescenti che popolavano la sala: questi se non fai un inquadratura ogni tre secondi, un particolare splatter ogni sei e una scena urlata ogni nove, semplicemente, ti sbranano.
Nella seconda parte non ha funzionato il tono. Questo piccolo horror è uno di quei film che reggono bene la suspance dei momenti in cui il mistero ancora avvolge tutta la vicenda, e che nel momento delle rivelazioni si sgonfiano miseramente nel ridicolo. Un ridicolo che spesso, come in questo caso, non può nemmeno essere definito involontario. Si tratta di una semplice ammissione di incapacità nel gestire il budget ridotto e un “cattivo” privo di carisma.
Gli insulti di cui si parlava prima sono dovuti principalmente ad una differenza culturale. Perché se ai teenager italiani questi scarti nella comicità trash non vanno proprio giù, agli americani devono piacere veramente molto.
Non si può infatti dire che negli Stati Uniti “Jeepers creepers” sia stato qualcosa di diverso da un grosso successo di passaparola, visto il budget esiguo e la scarsa promozione(da loro).

voto: * e 1/2



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