sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > Miami Vice
Miami Vice
Smoking guns in diretta dagli anni '80
Torna l'acclamato regista di "Collateral"
Regia: Michael Mann
Anno: 2006
Cast: Colin Farrell, Jamie Foxx, Gong Li, Naomie Harris

Locandina Miami ViceMiami, Los Angeles. Una lotta alla criminalità senza esclusione di colpi, in una metropoli americana ricca ma perversa. Due poliziotti che lavorano sotto copertura per combattere un cartello della droga, e rispondono al nome di Sonny Crockett e Rico Tubbs. Un regista, Michael Mann.
Chiunque non si trovi improvvisamente circondato dal ricordo di rombanti Ferrari, donne da capogiro e completi firmati Armani, dev’essere evidentemente nato negli anni ’90.
Perché qui si parla di "Miami Vice", ladies and gentlemen, il telefilm culto degli ultraglam anni ’80 e da oggi anche l’ennesimo capolavoro di un regista talmente ardito da rifare se stesso, sfidando un’icona da lui stesso creata. Forse Colin Farrell non avrà lo charme strafottente del Sonny di Don Johnson, e a dire il vero, l’ottimo Jamie Foxx (premio Oscar per “Ray”) è un po’ troppo marziale rispetto a Philip Michael Thomas/Tubbs.
Ma sono solo piccole ombre di questo splendido action movie dal ritmo serrato, in cui veniamo catapultati dalla violenta alta intensità dei decibel della magistrale sequenza di apertura, girata in una discoteca in cui divertimento e violenza si sfiorano, mentre partono le prime immagini di un’insolita Miami: nessuna spiaggia, nessun tramonto fra le palme, niente oceano, ma una città cupa e desolata, una specie di terra di confine fra legalità e crimine organizzato.
Qui si muovono i nostri detective, nella densa cupezza metropolitana di una Los Angeles dai grattacieli bianco latte, in un’incalzante ballata in 35 millimetri per la quale Mann, con la sua regia martellante, ha riportato in vita i suoi figli d’un tempo. Ma nell’epoca dei traffici sporchi globalizzati, il gioco s’è fatto ancora più duro: c’è da inseguire una malavita che traffica in tutto il mondo, dalla California fino alle splendide baie di Cuba, e così Crockett e Tubbs (agenti della DEA, la squadra narcotici americana) devono infiltrarsi sotto falsa identità in una organizzazione di narcos della Florida meridionale, al fine di distruggerla dall’interno. Ma la sottile linea tra il bene e il male si insinua nella vicenda, Sonny cade tra le spire della donna di un boss malavitoso (la sempre meravigliosa e seducente Gong Li, musa di Zhang Yimou), businesswoman apparentemente spietata che allacciata al ritmo di salsa a Colin Farrell metterà in pericolo le vite dei due agenti e il buon esito della missione.
Oltre 130 minuti di puro cinema, fra telefoni cellulari, controspionaggio e scene di guerriglia in cui i colpi delle pistole esplodono come cannonate. Mann sempre più grande, dopo l’eccelso "Collateral" ci riporta nei toni virati al rosso della notte di una città ripresa a tratti impeccabilmente, a tratti con la meravigliosa calda vibrante frenesia delle scene più intense, con il talento proprio di un regista che ha rischiato molto pur di marcare profondamente con le proprie iniziali la sua ennesima opera.
Poteva rifare il serial da lui stesso scritto e diretto, e invece ha rifatto il proprio cinema.
Questo spiacerà alla massa, probabilmente, ma chi ama davvero la settima arte non potrà astenersi da una standing ovation.

VOTO: 8
Beatrice Nagliati
visite: 12731

Condividi questa pagina:



>> torna alla home di OA
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css