sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > Al vertice della tensione
Al vertice della tensione
Intrighi internazionali...(Alfred perdono)
di Phil Alden Robinson
testo alternativo
CATEGORIA: Flatline

L’analista della CIA Jack Ryan ha 28 anni, è appena entrato a farne parte dopo una brillante accademia, ma soprattutto è Ben Affleck. Prima era stato Alec Baldwin(coprotagonista in “Caccia a Ottobre Rosso”), poi Harrison Ford( in “Giochi di potere”).
Chi scrive non è un lettore di Tom Clancy e non sa nulla del suo best seller “Paura senza limite”( dal quale il film è tratto). L’unico materiale sul quale possiamo basarci è appunto il film.
Allora, nella sua mutazione da Baldwin a Ford il protagonista aveva perso quella faccia tonta che fa poco analista della CIA e acquisito una buona dose di carisma. Oggi si è trasformato in quel bambolottone simpatico che disegnava fumetti e cercava Amy, e magari un giorno(se qualcuno si deciderà a distribuire “Dogma “ di Kevin Smith, bloccato dall’anno del Giubileo) potrà essere un angelo vendicatore non privo di sarcasmo. O almeno così ci piace presentare Mr. Ben Affleck: l’uomo che tempo fa in un ristorante ha ricevuto un biglietto da Britney Spears, il cui contenuto sconosciuto ancora oggi ci toglie il sonno.
Poco pertinente? Assolutamente no, perché questa è esattamente la dimensione in cui si muove il film.
Innanzi tutto Affleck è chiaramente un giovane Ryan, ma il film invece di essere ambientato prima dei precedenti si svolge(anche secondo una didascalia della quale non sappiamo se fidarci) ai giorni nostri. Inoltre, una bomba atomica della quale non mi sembra si tenga conto nei sequel distrugge parte della città di Baltimora( il luogo del disastro viene chiamato Ground Zero) e le personalità politiche più importanti sembrano quasi caratterizzate ricalcando quelle attuali. Insomma pare che ci troviamo di fronte a un universo parallelo, come se un demiurgo ubriaco avesse fatto ruotare la realtà sul perno-Ryan.
Ma come continuiamo a ripetere Ryan è Affleck. E come sempre più spesso accade, scarseggiando i buoni attori, la star si porta dietro il personaggio. Quindi ecco un improbabile analista della CIA che gigioneggia come Hugh Grant in “About a boy”, e questo anche in una importantissima riunione militare o davanti al presidente russo.
E Britney che c’entra? Come abbiamo detto ci troviamo in un mondo diverso dal nostro, un mondo in cui l’elemento predominante si chiama” Gossip”. Nonostante il film tratti complessi intrighi riguardanti politica internazionale, terrorismo, pericoli legati al nucleare, gran parte delle scene si svolge lontano dalle sale del potere, spesso in camera da letto. Pare quasi che i rapporti umani siano l’unico motore degli eventi: le decisioni del presidente sono prese tra amici, Ryan risolve un grosso problema grazie alla stima guadagnata sul piano personale, una bomba atomica esplode perché IL CELLULARE NON PRENDE.
Naturalmente nulla di grave se il film non fosse girato in maniera anonima, con i dialoghi più brutti degli ultimi anni e i “cattivi” più improbabili(e anche effettivamente meno “inquadrati”) della serie. Non pervenuto il vertice promesso dal titolo.

Voto: *


visite: 12632
gli ultimi contributi
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css