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Nov 07 2006

Un inno alla libertÓ di stampa

di Matteo Musacci

Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi, 1994

“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il Lisboa aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte”

tabucchiAgosto 1938, un torrida estate portoghese durante la dittatura di Salazar, forte sostenitore del fascismo italo-spagnolo e del nazionalismo hitleriano: è questo il contesto che fa da sfondo alla storia del giornalista Pereira, direttore della pagina culturale di un piccolo giornale serale dichiaratamente cattolico, il “Lisboa”, scaturita dalla penna di Antonio Tabucchi che, con questo romanzo ha raggiunto la vetta più alta della sua intera produzione, tanto che Lalla Romano parla di “disagio” nei confronti delle sue pagine, di aver provato un “amore senza riserve”.

“Una testimonianza” è il sottotitolo del romanzo, poiché, come afferma lo stesso Tabucchi nella postfazione al testo (e come dichiara l’explicit del film di Roberto Faenza, ispirato al romanzo, con un vecchio Mastroianni nel ruolo del giornalista) , è lo stesso Pereira che ha voluto raccontare la sua storia allo scrittore pisano, come un personaggio pirandelliano in cerca d’autore, sostenendo di continuo la veridicità della sua storia, tanto che la parola “sostiene” ricorre almeno una volta in ogni pagina.

Pereira, all’inizio del romanzo, è un giornalista tranquillo, vecchio, stanco e malato, lontano dal clima che si andava respirando in quegl’anni, interessato solamente alla letteratura, francese per lo più. Ma saranno i suoi pensieri sulla morte e la lettura di un articolo di un certo Monteiro Rossi che lo porteranno a mutare, giorno dopo giorno, i suoi pensieri, fino ad un sconvolgente finale, ad una rinascita intellettuale, auspicabile anche dai giornalisti di oggi.

sostiene pereiraUn inno alla libertà di stampa e di parola quello di Tabucchi, partorito grazie all’incontro tra due generazioni, quella di Pereira e quella di Rossi e della fidanzata Marta, giovani ribelli contro la dittatura, con uno stile che travolge chiunque si imbatta nella storia, nella testimonianza del vecchio giornalista portoghese, in perenne dialogo con il ritratto fotografico della moglie morta, che gli darà la forza per la sua lotta personale, aiutato anche dal dottor Cardoso, giovane medico in partenza per l’amata Francia. Uno splendido romanzo che dovrebbe essere letto da tutti, che dovrebbe far parte del bagaglio culturale di ognuno di noi, non tanto perché ha innovato o inventato qualcosa di nuovo, ma per capire quanto sia importante e fondamentale la libertà di parola e la libertà di stampa.

Non sappiamo che fine abbia fatto Pereira dopo le ultime parole del romanzo, dopo l’ennesimo “Sostiene Pereira”, ma sappiamo che il suo atto contro la censura, in favore della libertà di parola, specchio degli sforzi dei tanti suoi colleghi d’allora, non è stato vano.


Scritto da: Matteo Musacci

Data: 07-11-2006

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