La speranza un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Nov 29 2006

Itinerari per turisti alternativi

di matteo musacci

Venezia un pesce, Tiziano Scarpa, 2000

“Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia a una sogliola colossale distesa sul fondo. Come mai questo animale prodigioso ha risalito l’Adriatico ed è venuto a rintanarsi proprio qui? Poteva scorrazzare ancora, fare scalo un po’ dappertutto, secondo l’estro; migrare, viaggiare, spassarsela come le è sempre piaciuto: questo fine settimana in Dalmazia, dopodomani ad Instanbul, l’estate prossima a Cipro. Se si è ancorata da queste parti, un motivo ci deve essere. I salmoni si sfiancano controcorrente, si arrampicano sulle cascate per andare a fare l’amore in montagna. Balene, sirene e polene vanno a morire nel mar dei Sargassi”.

scarpaDimenticate le guide con notizie storiche e artistiche, con immagini e mappe illustrative, con asettiche didascalie presto dimenticate: Venezia è un pesce non è nulla di tutto ciò. Si presenta come una guida, ma del genere “guida” non ha proprio niente. L’autore è Tiziano Scarpa, un veneziano, uno che la sua città la conosce bene, tanto da metterla dentro un piccolo libretto, edito da Feltrinelli nel 2000, da cui emerge l’amore profondo (e corrisposto) tra lui e Venezia.

“Il primo e unico itinerario che ti suggerisco ha un nome. Si intitola: a caso. Sottotitolo: senza meta”. Da qui si parte nell’esplorazione della Serenissima, senza dare occhio ai famosi cartelli gialli che ti indicano le calli giuste da percorrere se si vuole arrivare in Piazza San Marco piuttosto che sul Ponte dei Sospiri. Un itinerario per ogni parte del corpo, occhi, piedi, naso, cuore e per ogni organo una curiosità, un consiglio, una storia che affonda le sue radici nel passato remoto, leggende, detti, pronunce.

libroIl tutto visto con l’ironia che distingue la scrittura di Scarpa, autore tra l’altro di memorabili testi, quali Occhi sulla graticola e Amore©.
Ci imbattiamo così nei complessi rapporti sessuali dei ragazzi veneziani, impossibilitati ad utilizzare l’automobile ed un posto buio per nascondersi, le strane opere d’arte formate da Big Babol cripticamente appiccicati da un’ignota mano, l’acqua alta, l’interrogativo se ci si innamora più facilmente a Venezia, oggetto di dibattiti tra eruditi.
E così giù sino alla massima finale: dopo aver esplorato e spogliato la città, Scarpa si imbatte in una storiella che termina con la frase divenuta famosissima: “La vita è un gatto addormentato sul davanzale che si sveglia all’improvviso cadendo dal terzo piano”.

Perché scegliere questo libro in una rubrica che parla di letteratura? Forse perché un po’ tutti abbiamo odiato le gite scolastiche dove le professoresse ti facevano studiare a menadito l’urbanistica storica delle città che andavi a visitare, forse perché le guide turistiche dopo cinque minuti che le ascolti, viene da chiederti che ci sei andato a fare in vacanza.
O forse perché più che una guida, Venezia è un pesce, pare più un romanzo, che ha per protagonista assoluta una città, da scavare come si scavano i caratteri dei personaggi di un romanzo, da amare, come Scarpa ha dimostrato di fare scrivendo questo cammeo, la cui lettura mi pare quasi indispensabile.

Scritto da: matteo musacci

Data: 29-11-2006

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