RECENSIONI \ Beatles - Love

Il quartetto di Liverpool come non l'avete mai sentito

di Eugenio Ciccone
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beatles loveRiuscire a recensire un disco del genere senza essere banali non è facile. Inoltre con una collega della redazione Musica come Arianna, beatlesiana dalla culla, rischio davvero il linciaggio.
Il primo impulso è quello di dire "ascoltatevelo", senza aggiungere nient'altro a questo piccolo gioiellino della tecnica e del suono. Love non è una semplice compilation di brani dei Beatles, ma una vera e propria opera musicale che abbraccia 26 brani dei Fab Four e molti altri nei passaggi tra una canzone e l'altra. Il tappeto sonoro di circa 80 minuti sfuma infatti tra una melodia e l'altra in maniera mai sentita prima, con registrazioni originali e restaurate, cori aggiunti, nuovi suoni tratti da prove in studio e via dicendo.
Diciamolo subito: per godervi appieno un disco del genere bisogna quantomeno essere fan dei Beatles con una buona conoscenza della loro sterminata discografia. Vi capiterà così di cogliere la magia di Blackbird che sfuma in Yesterday, o Strawberry fields forever che riecheggia Penny Lane, In my life e Hello Goodbye, o gli archi protagonisti di Eleanor Rigby che nasce da Glass Onion.

george martin con i beatlesL'autore di questo esperimento altro non poteva essere che Sir George Martin, il leggendario produttore del gruppo, che con il figlio Gilles ha rilavorato tutto il materiale dei Beatles: il risultato è un approccio senza precedenti alla musica, usando i master originali conservati agli Abbey Road Studios della Emi. L'iniziativa è partita dopo la richiesta da parte di Ringo e Paul, insieme con Yoko Ono di sperimentare nuovi mix a partire dalle registrazioni originali per una collaborazione con il "Cirque du soleil" per una rappresentazione teatrale dell'omonimo spettacolo "LOVE". George Martin è da considerarsi agli effetti in tutto e per tutto un "quinto beatle" avendo avuto per le mani tutti i pezzi di nastro che i Beatles abbiano mai registrato, e di anni in studio di registrazione ne hanno trascorsi davvero tanti. Un lavoro il suo che strizza l'occhio e forse insegna il mestiere ai tanti mashup che si trovano in giro sulla rete opera di dj più o meno noti o ragazzotti abili con il computer e qualche software di mix ed editing audio. Tracce rallentate e velocizzate, linee di basso sovrapposte alla ritmica di un altro brano, inserti sparsi dappertutto con una maestria ed una naturalezza a volte commovente rendendo la sintesi musicale plausibile e corretta quasi fosse un'opera unica scaturita da un LP degli anni '60.

La musica dei Beatles è dunque ancora viva, e questo disco si candida a tutti gli effetti ad essere una delle più gradite sorprese dell'anno da poco trascorso. A distanza di quasi 40 anni il suono dei FabFour è più che mai attuale e magico e tanto ha da insegnare ai molti artisti che al quartetto di Liverpool si sono ispirati negli anni.

P.S. Per farvi soltanto un'idea del mare di citazioni e rimandi, dei mixaggi e delle perle nascoste del disco, vi rimando a questo completissimo link:
26 momenti magici di Love che forse vi sono sfuggiti


23-02-2011 - visite: 9631

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