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Jan 11 2007

Il nuovo "cellulare" della Mela

Splendido iPhone: per molti ma non per tutti

di Eugenio Ciccone

Pregi e difetti di un gioiellino che farÓ la storia dell'hi-tech

Apple iPhoneNel giro di poche ore non c'è persona che non abbia visto il nuovo gioiellino di casa Apple e ne abbia parlato in giro con stupore o sdegno: il tanto atteso e rumoreggiato iPhone è realtà, dopo la presentazione di Steve Jobs, ceo e vero e proprio guru della casa della mela, al MacWorld di San Francisco. Inutile dire che dopo il successo di iPod, e grazie all'adorazione maniacale che un intero settore di utenti, quelli Mac per l'appunto, nutre per tutto ciò che è prodotto da Apple, tale gingillo sarà visto più che positivamente da una fetta consistente dell'opinione pubblica. Tuttavia non è tutto oro ciò che luccica: l'iPhone nel suo primo prototipo è un dispositivo certo innovativo, ma che eccede in alcune sofisticate funzioni, tralasciandone altre forse fondamentali.

C'è da dire che è un prodotto piuttosto completo. Possiede un display da 3,5 pollici con una risoluzione di 480×320 punti ottimo specialmente per foto, filmati e pagine web. E' GSM quadband, GPRS e EDGE, ha le fondamentali connessioni Wi-Fi e Bluetooth. Ha un iPpod integrato il cui software abbandona in un certo senso tutta la precedente produzione rendendolo quasi un piccolo iTunes con tanto di jukebox con le copertine che ruotano, che tanto ci piace e ci affascina. Ha la fotocamera (scarsina in verità), le mappe di Google, le foto satellitari, il browser web e la posta come in MacOs, le widget che ci dicono il meteo e l'andamento borsistico, e tanti altri meravigliosi e per ora poco conosciuti gadget. Ma soprattutto ha un'interfaccia innovativa, e su questo Apple spiana la strada come solito, spiazzando il mercato e introducendo nuove modalità di fruizione, quali possono essere i polpastrelli di un dito, grazie allo schermo touchscreen reso finalmente libero dall'odioso pennino tipico dei palmari di ultima generazione. Ciò è motivo di vanto per Apple che sente di aver compiuto "un passo in avanti di 5 anni" rispetto lo stato attuale dell'arte, ma potrebbe rivelarsi anche forse il più clamoroso boomerang.
Il dispositivo è infatti del tutto privo di tastiera qwerty o compatta come ogni telefono attualmente in commercio, e affida ogni inserimento di testo ad una "tastiera virtuale" che compare sullo schermo e che va toccata facendo attenzione a non sbagliare "riquadro". La mancata corsa del tasto, l'assenza di sensazione tattile di un pulsantino fa cadere la sensazione cui siamo abituati di "digitare" qualcosa o di averlo premuto giusto a meno di verificarlo visivamente sullo schermo lettera dopo lettera. Nella composizione di un sms dunque, iPhone non è esattamente un campione di comodità, e in questo forse ci accorgiamo di quanto poco questo telefono sia rivolto ad un paese come il nostro dove il mercato della telefonia mobile si mantiene in larga misura sull'invio e la ricezione di brevi messaggi di testo.

Non solo: l'intera strategia di Apple va a differenziare per la prima volta negli ultimi anni il mercato americano da quello europeo ed asiatico. Con un annuncio in così largo anticipo ha voluto sbaragliare la concorrenza spietata di altri blasonati competitor quali Nokia o Samsung che pure muovono da tempo ampi passi verso una convergenza tra lettori mp3 e telefonini, indicando una strada, un modello di prodotto di altissima qualità e potenzialità, ma rivolgendosi in primis ad un'utenza statunitense. Se il mercato dei pc, che era il core business di Apple Inc. fino all'altroieri, si muove sostanzialmente compatto a livello mondiale, lo stesso non vale per la telefonia, che ha tempi e modi ben diversi a seconda dei continenti. In America in pochi si interessano ai messaggi di testo e tutti telefonano grazie a vantaggiosi abbonamenti flat, in Asia va di gran moda la televisione sul telefonino, che l'Italietta dei loghi e delle suonerie a fatica si fila nonostante la martellante pubblicità di società come Tre, mentre tutti quanti utilizziamo massicciamente sms ed mms. Sarà in grado l'iPhone di adattarsi alle esigenze dell'utente medio italico? Staremo a vedere.

Apple iPhoneAltro punto debole dell'iPhone è senz'altro l'impossibilità di installare applicazioni di terze parti. Come al solito Apple ragiona in ottica completamente proprietaria e chiusa al mondo intero che scambia, migliora, strizza l'occhio alle comunità open-source e al codice libero. Ma se da un lato siamo abituati a tali comportamenti fin dal sistema operativo che questo dispositivo monta (una versione ridotta dell'ottimo MacOs X), lo stesso non si può dire riguardo la libertà di poterci aggiungere software a piacimento, come attualmente in ogni telefono di quella fascia di prezzo e prestazioni è possibile fare, sia esso un programma utile quale Skype (un sogno!) oppure uno stupido giochino Java. Una scelta comprensibile solamente in un'ottica commerciale: presto iTunes Store venderà applicazioni ad hoc che comunque rappresenteranno la morte della fantasia e limiteranno molto le reali potenzialità di un oggetto incredibile come questo. Ci venderanno quelle applicazioni e nessun'altra in più. Il punto di forza dei telefoni Nokia che montano un sistema come Symbian è invece proprio la facilità con cui migliaia di programmatori possono scrivere software per dispositivi mobili in grado di fare le cose più disparate, siano esse un navigatore, un programma di fotoritocco, o un pacchetto office in grado di leggere i documenti del pc.

Ulteriore noia può darla l'impossibilità di espandere la memoria (soli 8 giga nella versione migliore in vendita da giugno quando gli iPod ne hanno 80!) con memorie SD o MMC, presenti da tempo su tutti gli smartphone, e soprattutto l'impossibilità di sostituire autonomamente la batteria (iPod insegna), forse la peggiore delle sorprese che Steve Jobs non ci ha detto durante il suo brillante e affascinante keynote. Piccoli accorgimenti che certo non ci potevamo aspettare dalla lussuosa Apple che lesina storicamente nell'aggiungere dotazioni e compatibilità con il resto del mondo nei suoi prodotti (vedi la scarsa dotazione di ram nei portatili di base, le poche prese usb presenti e le schede grafiche poco potenti).

L'uscita sul mercato europeo è comunque ancora lontana: prevista per il prossimo Natale nella migliore delle ipotesi, ad un prezzo forse più alto che in America dovuto alle politiche dei prezzi che Apple mantiene da tempo in modo non del tutto corretto. Nel mentre ci sarà tutto il tempo perchè escano versioni riviste e migliorate del software o una dotazione hardware più robusta ed aggiornata per far fronte al mercato dei palmari e dei telefonini che da oggi si vedono costretti ad inseguire e reinventarsi un prodotto che procedeva con piccole migliorie secondo un sentiero tracciato da tempo.
Tutto da rifare insomma, ancora una volta Apple ci ha stupito insegnando il mestiere anche in un campo che non era il suo. In un modo o nell'altro si apre un altro capitolo e non possiamo che sfregarci le mani soddisfatti. La seconda o la terza versione di questo giocattolino meraviglioso e pieno di potenzialità non potranno che essere migliori e se magari i prezzi si abbasseranno nel mentre grazie ad un mercato competitivo sarà davvero il regalino di natale geek che troveremo sotto l'albero negli anni a venire.
Benvenuto iPhone.


Scritto da: Eugenio Ciccone

Data: 11-01-2007

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