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300
Inizia la battaglia...
La mano di Frank Miller schizza di sangue la celluloide
Regia: Zack Snyder
Anno: 2006
Cast: Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham, Dominic West, Rodrigo Santoro

Locandina 300C’era una volta, tanto tempo fa, un coraggioso re greco, che con soli 300 valorosi uomini tenne testa per giorni all’esercito più grande del mondo conosciuto.
C’era una volta il cinema, quello del talento registico e del sapiente uso delle luci, quello che faceva sognare con le sue piccole grandi magie.
Se a qualcuno, giunto fin qui, sembra di percepire un tepore familiare, e si sente cullato dal rassicurante pensiero che il mondo è un posto piacevole, e tutto scorre come sempre…allora questo “qualcuno” si sta sbagliando.
Da oggi il cinema è diverso, signore e signori, e gli eroi sono machi sanguinari che mozzano teste in slow motion.
Dopo l’avventura esaltante per successo e incassi rappresentata da “Sin City”, Frank Miller dona di nuovo il suo talento visivo (visionario?) alla settima arte, ed eccoci qui accalcati a fomentare il chiacchiericcio su questo strepitoso “300”, graphic novel che narra dell'antica battaglia delle Termopili, nella quale il re Leonida e 300 Spartani affrontarono la morte pur di ritardare l'avanzata di Serse e del suo enorme esercito persiano. Il loro valore e il loro sacrificio spinsero tutte le città greche a unirsi contro l'invasore, per riconquistare l'indipendenza e la democrazia della civiltà di cui erano espressione. Ma questa avventura epica a difesa delle fondamenta dell’umana libertà vede come protagonisti uomini che non devono chiedere mai contrapposti a creature mostruose, giganti efebici coperti d’oro e legioni di demoniaci esseri con maschere da samurai. Aggiungendo a questo il fatto che qui non si parla di vero cinema, ma di tavole grafiche usate come storyboard e trasposte letteralmente sullo schermo, con un uso saturante della computer graphic, si giunge all’incontrovertibile conclusione che il lungometraggio di Snyder non è certo un pasto per palati fini. Non si tratta necessariamente di uno svantaggio, però. L’atmosfera più simile a quella di un videogame che a quella di “Ben Hur”, la recitazione talmente enfatica da risultare piatta, le coreografatissime scene di battaglia a base di sangue e mutilazioni delineano questo spettacolo come assolutamente privo di compromessi, ma decisamente accattivante.
Questa è una creazione che si può solo amare o odiare, capace di stimolare sentimenti contrastanti quanto Serse e Leonida nella gola dell’epico scontro.

VOTO: 7
Beatrice Nagliati
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