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Ghost Rider
Ennesimo eroe Marvel sugli schermi…sarà vera gloria?
L’eroe dal teschio in fiamme spegne gli entusiasmi
Regia: Mark Steven Johnson
Anno: 2007
Cast: Nicolas Cage, Eva Mendes, Wes Bentley, Peter Fonda, Donal Logue, Brett Cullen

Locandina Ghost RiderJohnny Blaze, giovane stuntman infallibile con la motocicletta, per salvare il padre da morte certa stringe un faustiano patto con il maligno. Mefistofele lo lascia in pace per molti anni, durante i quali Blaze miete sconfinati successi con i suoi spettacoli pericolosissimi da cui esce puntualmente illeso. Improvvisamente, però, nella vita del nostro eroe ricompaiono sia Roxanne (ragazza amata in gioventù e abbandonata a causa dell’accordo satanico) che il suo luciferino antagonista, e quest’ultimo lo costringe a rispettare il contratto stipulato anni prima: da quel momento, Johnny di notte si trasformerà in Ghost Rider, cacciatore di taglie di demoni malvagi. Costretto a eseguire gli ordini del diavolo, decide di affrontare il proprio destino e di usare la maledizione e i poteri di cui dispone per difendere gli innocenti.
Chiunque sperasse di ritrovarsi dalle parti di “Spiderman” o degli “X-men”, resterà terribilmente deluso. Siamo molto più vicini al meridiano “Daredevil” (non a caso il regista, Mark Steven Johnson, è lo stesso), e conseguentemente molto più vicini al fiasco che alla celebrazione.
Un vero peccato, un’occasione malamente sprecata questa, poiché “Ghost Rider” è un fumetto ormai storico di casa Marvel, un supereroe nato negli anni ’70, imbattibile ma segnato da tormenti interiori, in cui il destino si contrappone al libero arbitrio, sullo sfondo di un’ambientazione cupa e legatissima (visivamente e concettualmente) al western classico.
Il cavaliere maledetto di Nicholas Cage risulta invece (involontariamente) ridicolo, e il resto del cast decisamente non aiuta: Peter Fonda nei panni di Satana sembra davvero rimpiangere i tempi in cui era un “Easy Rider”, mentre Eva Mendes (bellissima ma assolutamente fuori parte) e la sempiterna promessa Wes Bentley non reggono affatto la scena. Si potrebbe pensare al riciclo come popcorn movie, ma la pochezza di effetti speciali, i dialoghi bidimensionali e le scene d’azione decisamente sbrigative rendono impossibile anche questa ultima esile speranza.
L’unica menzione d’onore va a Sam Elliott (il guardiano del cimitero), indimenticato caratterista di ruoli western e meraviglioso narratore ne “Il Grande Lebowski”.
Gli amanti dei fumetti e del buon cinema dovranno aspettare l’estate e “Spiderman 3”, tenendo le dita ben incrociate…

VOTO: 5

Beatrice Nagliati
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