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The Illusionist
Inconsistente come un incantesimo fallito
Edward Norton, un grande attore nelle mani sbagliate
Regia: Neil Burger
Anno: 2006
Cast: Edward Norton, Paul Giamatti, Jessica Biel, Rufus Sewell, Eddie Marsan, Jake Wood

Locandina The IllusionistVienna fin de siecle, il 1900 alle porte, un prestigiatore che miete successi sconfinati grazie ai suoi trucchi stupefacenti e inspiegabili. Eisenheim, questo il suo nome, nasconde però un segreto: l’amore per la contessa Sophie, bella promessa sposa del principe Leopold, erede al trono asburgico. Teneri innamorati in gioventù, costretti a separarsi per 15 lunghi anni a causa del lignaggio della fanciulla, i due si ritrovano per caso durante uno spettacolo dell’illusionista, e la passione rinasce come un fiore dopo l’inverno. L’iracondo e violento principe naturalmente si oppone alla relazione, incaricando il capo della polizia Uhl di smascherare il mago, rivelandone i trucchi. Nulla può però opporsi alla forza dell’amore, e l’astuto Eisenheim metterà a dura prova la giustizia, la corona e le (apparenti) leggi della natura.
Qualche mese fa, i fratelli Nolan hanno ammaliato il grande pubblico con le sfide impareggiabili degli incantatori Bale e Jackman, nel potente e sottile “The prestige”. Oggi, questo Burger annoia e disillude con un film piatto, lento e inconcludente, sprecando il talento dello strabiliante Norton. Un attore che ha dato l’anima ad un personaggio come il re Baldovino de “Le crociate” di Ridley Scott, riuscendo a rendere appassionato e commovente un ruolo recitato tutto dietro una maschera; un attore che ha segnato il successo del “Fight Club” di Fincher; un attore che è stato il cuore del bellissimo “American history X”; un attore che però non può certo reggere da solo un intero lungometraggio, come invece avrebbe richiesto l’opera di Burger.
Ottime atmosfere, bella fotografia, un Paul Giamatti in gran spolvero: e poi? Non c’è nient’alto in questa pellicola, se non un finale prevedibile, una regia disarmante nella sua linearità, un finale perfettamente omologabile ad una qualsiasi puntata de “La casa nella prateria”. Un vero peccato, perché la trama è in realtà ricca di spunti di riflessione, come il confronto senza fine tra raziocinio e mistero, lo spiritualismo crescente in quel periodo storico, l’imminente avvento della democrazia a discapito dell’impero. Invece al centro di questa creazione vengono posti una scialba storia d’amore, una Jessica Biel senza fascino, un imperatore Leopold che del vero villain non ha proprio nulla e il già citato Norton preso nel turbine di questa produzione senza valore. L’unica vera illusione, ladies and gentlemen, è credere di poter uscire soddisfatti dalla sala di proiezione dopo la visione di questo spettacolo.
Niente più che un 6 politico, il caro Edward non si meriterebbe mai una totale bocciatura.

VOTO: 6

Beatrice Nagliati
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