La speranza un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Apr 16 2007

Luce e buio, amore e morte

di Matteo Musacci

Nero l'albero dei ricordi, azzurra l'aria, Rosetta Loy, 2004

“Sono tornata a Gravello e senza scendere dall’automobile mi sono fermata a guardare dalla strada. Gli ultimi acquirenti, dagli stilisti di scarpe, hanno aperto un ingresso molto più imponente di quello di una volta e un pesante cancello di ferro era spalancato fra due ali semicurve di ferro era spalancato fra due ali semicurve di intonaco bianco”

rosetta loyUna storia che dura trent’anni quella narrata da una scrittrice raffinata e colta come Rosetta Loy nel romanzo premio Bagutta 2004, Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria (Einaudi 2004). Una storia narrata con un filo di voce, che racconta, sullo sfondo della seconda guerra mondiale, l’epopea di una famiglia agiata: l’innominato padre famiglia, la bellezza disarmante della madre Ada e i tre figli, dal ribelle Ludovico, all’oscura Lucia e alla più piccola Giulia. E intorno il professore di Ludovico, Marcello Mussi, chiamato a combattere l’atroce guerra di Libia, l’amica di Lucia Graziella, dalle trecce d’oro, Paolo, socio di Ludovico nella vendita di un prodotto per scarpe. E poi i tedeschi, occupanti della casa della famiglia protagonista, i cui destini si intrecceranno.

Ci sono dentro il buio e la luce in questo splendido romanzo, come già preannuncia il titolo che viene da una poesia di Sylvia Plath, c’è cura per le parole, cura per gli oggetti che ritornano come feticci, e una maestria nel raccontare lucidamente una storia, senza imbattersi in polemiche e in consunte diatribe sulla paternità dello scoppio della guerra.

nero  l'alberoRomanzo iniziato grazie al ritrovamento di un diario del tenente Schisano sulla guerra di Libia, a cui è dedicata un’ampia sezione del libro, Rosetta Loy ci mostra la guerra attraverso gli occhi dei tre giovani adolescenti, a cui poco importa di innamorarsi di un soldato tedesco o di partecipare a delle scorribande per il solo piacere di farlo. Adolescenti come figure privilegiate della narrazione della scrittrice romana, cui si ricorderà certamente Ahi Paloma, grande successo di critica e pubblico.

Romanzo d’amore, di morte, purtroppo, e di sentimenti forti, come l’amicizia e la fede: un romanzo completo, una storia avvincente e uno stile che ricorda i grandi romanzi a cavallo tra l’otto e il novecento, che merita di essere letto ad alta voce, per la musicalità di alcuni brani. Mi permetto di trascriverne qui uno, senza dire nulla di più. È l’explicit del romanzo, e vi invito a leggerlo più volte: per quanto mi riguarda non ha ancora smesso di farmi venire i brividi.  

Là in cima dovevano sentirsi i padroni del mondo. Nessuno poteva vederli, sentire le loro voci e lo scricchiolio delle assi sotto la stretta dei corpi. Le parole sussurrate e le altre, quelle gridate dell’amore. Le loro risate. Perché erano molto giovani e avranno anche riso: magari così, per niente, solo per la felicità di essere insieme.


Scritto da: Matteo Musacci

Data: 16-04-2007

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