La speranza un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Apr 22 2007

Nei sotterranei dell'uomo

di Matteo Musacci

Nazi Paradise, Angelo Petrella, 2007

“Certo che sono italiana. Ma l’Italia di tipi come il tuo amico è l’Italia degli albanesi e degli slavi. Quella dove basta un po’ di polizia e tutti credono che così si mantiene l’ordine e tutti sono orgogliosi, ché gli basta la partita della domenica pomeriggio e la segretaria che gli fa i pompini. Questo è il paese non è la patria. La patria è un’altra cosa”.

petrella
 “Più vicino ai marciapiedi, dove è vero quel che vedi” direbbe Loredana Bertè avvolta in un corpetto di pelle sadomaso. Angelo Petrella invece toglie lo zucchero dei versi cantati da quella canzone e non è più la luna a cercare un posto dove andare, ma un’ideale, quello nazifascista, che è più forte e vivo di quanto noi possiamo pensarlo. È in mezzo ai marciapiedi, in un dopopartita, durante una manifestazione comunista, in cerca di pestaggi, lotte di cani clandestine, computer da craccare e santi da maledire.

È alla seconda prova Petrella, e, se è vero che il secondo libro determina la consacrazione o la fine della carriera di uno scrittore, qui ci troviamo davanti alla prima delle due conclusioni: Nazi Paradise, edito dalla casa editrice Meridiano Zero, è la continuazione ideale di quello che era stato l’anno scorso Cane Rabbioso. Siamo sempre a Napoli, in una Napoli che nemmeno i giornali hanno il coraggio di mostrare, e se Roberto Saviano vi aveva reso meno sicuri di quanto pensavate di essere, leggere Petrella vi renderà inermi. Perché nemmeno chi dovrebbe garantire quel minimo di giustizia che tutti sperano, è il primo ad essere corrotto dallo sporco potere.

nazi paradiseLa voce narrante, quella debordante voce che in Cane Rabbioso era di un poliziotto, qui invece è di uno skinhead, di un nazifascista per intenderci, pronto solo a picchiare duro e a fare paura agli indifesi. Ma un complotto organizzato alle sue spalle lo incastra, e lui, che tra le tante cose illegali di cui si “occupa”, c’è anche l’hakeraggio, si trova a dover collaborare con due poliziotti corrotti, in un circolo vizioso in cui veniamo condotti con maestria dalla scrittura di Petrella.

Una scrittura che non lascia nemmeno una virgola ad un intento consolatorio: c’è tutta la durezza delle parole dentro e un’etichetta ben visibile sulla copertina lo avvisa, come a dire, se siete deboli di cuore, forse è meglio leggere un armony. Solo che dentro un armony c’è il miele di fatti irreali, dentro Nazi Paradise c’è invece la verità, quella che ci ostiniamo a non vedere, meglio, a non capire. E finché la rifiuteremo, la scacceremo da noi, ci farà sempre paura e non morirà mai.

Con questo romanzo Petrella ci ha dimostrato che la verità non deve fare paura, ma che deve essere conosciuta fino alle sue radici. E non si ferma alla dura realtà degli skinhead, ma va oltre, parlandoci di droga, lotte di cani clandestine, scippi, scontri agli stadi, rapporti sessuali via chat, computer, potere corrotto, soldi, sesso, mafia…

Ci viene da pensare che Petrella non si fermerà qui, perché di cose ne ha ancora molte da raccontare. E chissà, presto uscirà quello che potrebbe essere il terzo volume di un’ideale trilogia, che ci viene da chiamare sotterranea, perché parte e si eleva (narrativamente parlando) dal basso, negli strati più sconosciuti e bui delle città e, soprattutto, della mente umana.
 


Scritto da: Matteo Musacci

Data: 22-04-2007

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