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Dogma
Il film inedito di Kevin Smith
Religione e profeti
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CATEGORIA: Film da grande pubblico(Ah si?), con stile(beh...)


Pare che finalmente, dopo circa due anni dalla distribuzione negli Stati Uniti, stia per uscire il penultimo film di Kevin Smith, il geniale e controverso autore di Clerks. Le ragioni che hanno impedito al film di uscire sono imperscrutabili: da un lato l’anno giubilare che ne ha arginato la distribuzione per i presunti toni provocatori in materia religiosa, dall’altro un assetto distributivo dell’industria cinematografica italiana che pare un incubo kafkiano, e perdonatemi la metafora stantia, ma non c’è altro modo di definirlo.

Per chi conosce il nostro amato regista/interprete questo film non rappresenterà certo una novità, per chi, invece, si è perso la creatività fumettistica dell’autore originario del Jersey forse è necessaria una piccola introduzione. Il suo film d’esordio mostrava in bianco e nero la giornata di un commesso in uno store della provincia americana, i suoi amici, gli spacciatori, i tormentoni sessuali, i suoi amori e la sua vita, il tutto con uno stile povero di soldi ma ricchissimo di idee e veramente poco ortodosso. Assolutamente osceno, ripetutamente volgare era un film vivo, molto più vivo di moltissimi altri polpettoni spacciati per vita reale. La sua natura di amante delle opere pop di questo secolo, poi, conferiva al lavoro un aspetto di fumetto e caricatura assolutamente interessante. I seguiti di quel Clerks, malamente tradotti in Italia con i nomi di Generazione X, In cerca di Amy e il recente Jay e Silent Bob fermate Hollywood, confermavano le doti del giovane e improbabile autore, pur perdendo via via parte della sua carica dirompente e fieramente anarchica.

Questo Dogma è forse un’eccezione, è un film colorato dalla fiera volgarità, ormai esibita come marchio di fabbrica e da un’officina di idee costantemente in progress, una galleria di personaggi non sempre riusciti ma sempre curiosi. Un gruppo di amici come attori e un copione stralunato come un fumetto rendono il film estremamente divertente e altrettanto pop.
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La trama è quanto di più complicato si possa dire: due angeli, interpretati da Matt Damon e Ben Affleck, scacciati dal paradiso di seguito ad una sconfitta nella battaglia con Dio, cercano di rientrarvi in modi poco ortodossi, mentre una donna, contatta da una sorta di novello Gabriele dall’improbabile nome di Metatron, parte in missione per salvare il mondo, accompagnata da due profeti inconsapevoli, Jay e Silent Bob, presenze costanti nel cinema di Kevin Smith, coppia composta da uno spacciatore ciarliero, Jay e da una spalla silenziosa, Silent Bob ( da notare poi che Bob è interpretato dal regista stesso, al quale, a vederlo, non affidereste nemmeno la vostra macchina fotografica giocattolo, altroché un film da dirigere). In tutto questo compare poi un messia di colore, Chris Rock, notevole comedian americano ancora poco noto in Italia, venuto per annunciare la mondo che Gesù era nero, e, nel pirotecnico finale, compare una divertita Alanis Morissette nella parte di Dio e senza dire una parole ruba la scena a tutti gli altri.

Tutto questo e molto altro succede in Dogma, una girandola di avvenimenti e situazioni comiche, che personalmente troviamo divertenti al di là di ogni considerazione. Sarà l’amore estremo che abbiamo per un cinema mai considerato dalle fonti ufficiali, sarà per la simpatia per i prodotti a basso budget, sarà per l’aspetto giovanilistico e fumettistico di tutta la sua opera, ma a noi i film di Smith piacciono, moltissimo. Il ritmo è piuttosto veloce e la parlantina degli attori sciolta. Le stelle del film, Afflek e Damon, appaiono qui come non li avete mai visti, divertenti e divertiti, il che non è poco.

Si può obiettare certamente che le battute hanno origine da stereotipi magari non eleganti o raffinati, ma siamo lontani anni luce dall’umorismo, se così si può chiamare, di marca televisiva alla Vanzina. Qui c’è creatività, inventiva e cattivo gusto, miscelati sapientemente da un artigiano, cresciuto a pane e Guerre Stellari, come il regista del Jersey. C’è l’impietosa rappresentazione della provincia americana, della sua stupidità e della sua ignoranza, punto d’origine che il regista non rinnega e a cui guarda con affetto. Ma sotto sotto c’è la consapevolezza che il mondo raffinato ed elegante dell’intelligenza metropolitana non si poi così diverso.

Non un film per tutti i gusti, certo. Non è detto che se non siete già fan di Kevin Smith con questo Dogma lo diventerete, ma gettateci uno sguardo quando finalmente uscirà nelle sale; in fondo se lo merita.



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