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L'Orchestra di Piazza Vittorio
Educativo esempio di sintonia plurietnica
L'Orchestra di Piazza Vittorio“Si dice che tutte le strade portano a Roma”: è con questo detto che inizia il film, perché è da questo punto di partenza che si basa la storia raccontata nel documentario musicale di Agostino Ferrente, ed è sicuramente un modo azzeccato, visto che Roma è un grande esempio di multiculturalità, grazie alle numerosissime persone provenienti da ogni parte del mondo, della quale, per particolari motivi, la maggior parte si concentra proprio a Piazza Vittorio. In questa piazza però, ci sono anche italiani con tanta volontà e ingegno: un gruppo di artisti allestisce un comitato, l’Apollo 11, per salvare un vecchio cinema che stava diventando un bingo, e che si organizza per sviluppare un vario lavoro culturale che avrebbe coinvolto anche gli immigrati del quartiere Esquilino. Così nasce l’idea dell’Orchestra di Piazza Vittorio, forse la prima orchestra internazionale d’Europa, che raggruppa a Roma cantanti e musicisti di svariate nazionalità, fortemente voluta in particolare dal direttore dell’orchestra, Mario Tronco (tastierista degli Avion Travel).
Ferrente ha, sin dall’inizio del progetto (2001), filmato tutto il percorso di formazione dell’orchestra e non solo, riprendendo le difficoltà nel trovare musicisti, sale prove, denaro, tempo, solo per cominciare; il tutto, montato e messo a posto, è un documentario-film che inquadra bene le paure, i timori, le insicurezze, la spensieratezza, di immigrati impegnati nella quotidiana lotta di sopravvivenza nell’Italia dei pregiudizi, e degli organizzatori, impegnati invece nel difficile compito di realizzare al meglio un bellissimo progetto che esula dalla politica e dalle differenze, ma che abbraccia un’idea di unione mondiale di vite e stili, sulle onde di colorate note musicali.
Durante la visione il pubblico si rende conto della bravura di questi musicisti, dell’originalità delle loro composizioni ad alto trasporto emotivo, ma anche della fatica che Tronco ha dovuto affrontare per far coesistere così tanti musicisti insieme, fatica peraltro abbandonata una volta ottenuti i primi sorprendenti risultati.
Premiato con il Nastro d’Argento 2007 come miglior documentario ed il premio Il Sesterzio d’Argento 2007.

Questo docufilm non è quasi più nelle sale, ma è stato riproposto al Cinestar Ferrara nell’ambito della rassegna “Accadde domani 2007”, dedicata al cinema italiano.

Massimiliano Uccellatori
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