LIVE \ Un urlo

Vasco canta De Gregori

di Guido e Ila
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Un accordo di MIm distorto, un boato in sottofondo, una frase veloce di clarino, poi l’entrata di tutta la band con una cadenza che sembra conclusiva, poi si ferma quasi sospesa su un RE, ancora più distorto.
La distorsione in pochi secondi si dissolve e lascia il posto a un accordo ribattuto di SOL al pianoforte e adesso comincia il canto : “generale dietro la collina… “ questa è la famosissima canzone di De Gregori, ma la voce e lo stile non sono del cantautore romano, questo è Vasco, inconfondibile.
Ormai da una settimana o poco più, le radio, trasmettono questa vecchia-nuova canzone, e ormai saranno rimasti in pochi quelli che ancora non l’ hanno trovata on air girando per le stazioni.

A cosa dobbiamo tanto onore ? perché questa canzone, perché proprio Vasco e perché adesso ?
Le ragioni sono tante e diverse: quelle ufficiali sono legate alla prossima uscita di un album doppio del rocker di Zocca chiamato Tracks, prima antologia ufficiale che conterrà 24 brani ( tracks appunto ) presi dagli ultimi prodotti discografici, da Liberi Liberi a Stupido Hotel, più qualche chicca inedita, come la storica Generale.
testo alternativo Questa canzone che Vasco ha cantato solo una volta, in un’occasione peraltro speciale : il concerto Rock sotto l’assedio del 7 luglio 1995, organizzato per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dalla guerra nella ex-Jugoslavia— ha significato e significa tuttora molto per il nostro cantante.
Più volte, nel corso di alcune interviste ha avuto modo di affermare, di sentire questa canzone in modo speciale, di sentirla quasi come fosse sua, o da un altro punto di vista, di aver desiderato scriverla lui.

Oltre a motivazioni strettamente personali e affettive, la performance di questa canzone (di questa e non di altre), ha anche altri significati, più pubblici, più politici se vogliamo, allargando il nostro sguardo al contesto di allora e a quello di oggi.
In quell’anno, ancora non si vedeva una via d’uscita, per quel sanguinoso conflitto etnico che aveva luogo solo a pochi kilometri da casa nostra. E così nacque l’idea, prima di quel concerto speciale, poi di aprire proprio con quella canzone che dal lontano 1976, quando venne scritta, ci ricorda cosa significa la guerra, che ce la racconta in modo poetico dal punto di vista degli effetti che ha sulle persone comuni, senza nasconderci i lati più duri ma anche quelli più inaspettati.

Il senso e il significato di allora, farci aprire gli occhi verso questa cosa buia e assassina che sentiamo di solito lontana e invece ci riguarda da vicino, dietro la collina, si ritrova e si rispecchia in quelli di oggi, cioè farci capire che ancora una volta soffiano venti bellici e che la minaccia incombe ancora una volta, perché la storia si ripropone anche negli errori che dovrebbe imparare a evitare e che invece continua e ripetere, che sia penisola Balcanica o golfo Persico, il risultato non cambia.
Vasco dunque, con un’ interpretazione emozionata ed emozionante, ha voluto ancora una volta urlare il suo no alla guerra, questa volta da un disco, ma chi può sapere se la rifarà in concerto? ancora una volta il Blasco non si è tirato indietro quando si è trattato di lanciare un segnale forte e chiaro : chi lo sa, magari arriverà un altro mega-concerto come quello del 1995, e ancora una volta Generale verrà suonata, questa volta però per festeggiare la scampata guerra, perché siamo ancora in tempo per evitarla, basta volerlo, ma con tutto noi stessi, facendo sentire la nostra voce, sennò si va poco lontano.

01-02-2006 - visite: 10688

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