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Spider
Il ragazzo che diventò un ragno...
di David Cronenberg
testo alternativo CATEGORIA: Beoo, beooo. Capio un caz...ma beeooo!

Strani titoli di testa per il nuovo David Cronenberg. Il regista canadese inizia su una serie di macchie di Rorschac, quelle strane macchie di colore su fogli che vengono mostrate ai malati di mente per analizzarli, e lo stesso sembra fare il regista con lo spettatore. Infatti questi si domanda cosa possano essere, finchè il tema del film non si concretizza. E’ infatti la follia, presenza costante in tutti i minuti della pellicola. Dennis “Spider” Clegg è il protagonista, un folle che uscito dal manicomio, viene indirizzato verso una casa di cura che si trova nel quartiere dove è cresciuto. E tutta la trama è sviluppata su due piani: quello del presente e quello del passato, un passato filtrato dalla mente distorta del protagonista, un passato che vede il padre uccidere la madre e andare a vivere con una donna di facili costumi, odiata dal piccolo e difficile Spider. Miranda Richardson è assolutamente perfetta nell’interpretare entrambe le donne, rendendo l’immagine della Sophia della cultura classica, la prostituta e la santa, l’eterno femminino che pervade l’intero film. E la scelta di Cronenberg di focalizzare il film su un Ralph Finnes che mai trova normalità, ma rimane costantemente sospeso nel dramma della follia, è una scelta coraggiosa, che non da mai allo spettatore una tregua e lo aiuta a scendere negli inferi della malattia mentale.
Nemmeno lo scioglimento finale, che per una volta, fatto strano per il cineasta canadese, arriva, rende a Finnes la guarigione, anzi. Ma è lo il pubblico che vede realizzate le proprie previsioni, e riesce a dissolvere una tensione narrativa che non dava punti di riferimento.
David Cronenberg è un regista liminale, sempre sul confine tra il cinema d’avanguardia e il mainstream, capace di non scivolare mai nell’uno o nell’altro estremo, e gli esempi sono molteplici: da Videodrome a ExZistenz, passando per La mosca e Inseparabili, attraverso gli estremi de Il Pasto Nudo (vero e proprio capolavoro) e Crash. E’ inoltre un grande traduttore di libri in immagini in movimento, è riuscito a vincere la sfida di tradurre Il Pasto Nudo, capolavoro della letteratura beat in acido in un film difficile, complesso e assolutamente affascinante. Anche qui si cimenta con una traduzione di un racconto, ma il lavoro iniziale ha meno fascino e meno possibilità dell’opera massima di Burroughs.
E il canadese è anche uno scienziato, più precisamente un entomologo, studia gli insetti. E il suo modo di fare cinema è simile alla scienza, astrae massimamente le immagini rendendo impossibile l’immedesimazione dello spettatore nei suoi protagonisti, dandogli però una possibilità di analisi che una messa in scena tradizionale non consente. Inoltre Cronenberg trasporta la sua passione per gli insetti in tutta la sua filmografia, dal suo film più commerciale, La Mosca, agli scarafaggi de Il Pasto Nudo, per arrivare ai ragni di Spider. Ragni mai mostrati ma presenti, nei racconti della madre, racconti che trasformano il protagonista stesso in un ragno. Clegg tesse la sua tela allo stesso modo del regista, costruendo la propria prigione mentre crede di costruirla per altri, come Cronenberg imprigiona il suo pubblico in una litania folle, trasformando Finnes in un ragno esso stesso, che parla come un insetto e allo stesso modo scrive il proprio racconto, la propria vita.
Insomma il cinema del nostro è un cinema dialettico: tra la ragione e la follia, tra una razionalità quasi cartesiana della messa in scena, dando la sua immagine di scienziato, e la follia costante e pervasiva delle storie che racconta; ci rende così l’immagine compiuta dell’uomo: il conflitto tra razionalità e irrazionalità, l’immagine di un cinema filosofico se mai ve n’è stato uno.
Ma sia chiaro, Spider non è il miglior film di Cronenberg. Non è probabilmente ottimo il racconto da cui è tratto. Non è invaso da perversioni e passioni come altri, non è allucinato, ossessivo, straniante. Il suo cinema si nutre di suggestioni, come avrete potuto intuire, ma Spider non riesce mai ad essere suggestivo fino in fondo. Certo è ben più interessante della media, ci mancherebbe. Ma ha fatto ben altro in nostro amato irregolare del cinema. Irregolare per la sua capacità costante di resta nel grande mondo della settima arte, pur con un piglio decisamente autonomo e profondo.
In conclusione ve lo consigliamo se e solo se:
1. Siete dei grandi fan di Cronenberg
2. Avete voglia di pensare andando al cinema
3. Siete perfettamente riposati nel corpo e nella mente.
Evitatelo se andate solo per svagarvi, vi assicuro che arrivare impreparati ad un film di Cronenberg è una bruttissima esperienza.

Voto: ** 1/2



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