SEGNALAZIONI \ Una giornata al MEI

Tra musica, stand e un po' di sfiga

di Antonio Di Cecca
home oa > Musica > Segnalazioni > Una giornata al MEI

In una giornata in cui l'umidità si taglia a fette, in cui il sole sembra solo un bel ricordo, mi dirigo verso Faenza per vedere il MEI. Mi avvio verso la stazione, privo di amici che non avevano ancora superato la fase post sabato sera. In stazione incontro una vecchia conoscenza, che si accoda a me diretto anche lui a Faenza. Tra le chiacchiere scopro che fa parte di una radio universitaria: “radio zammù”, una radio musicale dell'Università di Catania, per la quale conduce una trasmissione sulla musica “adrenalinica”. In meno di un'ora, parlando di musica, giungiamo a Bologna per cambiare treno. Prima di partire alla volta di Faenza, ci accorgiamo che al binario accanto c'era il conduttore di “Turisti per caso”, Patrizio Roversi con una bella ragazza. Pochi minuti di attesa e si riparte. Le aspettative non erano molte, ma tutto poteva essere diverso dai film fatti prima di arrivare. Arrivati a Faenza attendiamo la navetta, che per sentito dire sembra gratuita, almeno una bella notizia. Nella navetta risuona una canzone di Venditti, che non promette molto di buono. Ed ecco il famoso MEI. Dopo la fila per entrare, mi marchiano il dorso della mano e sono dentro. Si sente musica ovunque, gente non molta, ma tutti sembrano impersonare il prototipo del musicista, per abbigliamento e capigliature. Con il mio compagno di viaggio decidiamo di visitare il padiglione “A”. La porta con vetri a specchio non lascia intravedere ciò che ci aspetta. Entrando la vista viene sovraccaricata dalle decine di stand, dopo un po' anche l'udito l'accompagna per colpa di brusio e mescolanza di brani musicali provenienti da tutti gli stand. La visita comincia con la visione interessata di tutti gli stand uno per uno, con annessa raccolta di gadget, tra spillette, cd, giornali, volantini e anche una maglietta, che man mano diventava sempre più difficoltosa per problemi di spazio nello zaino. Tutti gli standisti erano molto disponibili, inoltre vorrei spendere due parole in favore delle case discografiche presenti, impegnate, tra le tante cose, dalla raccolta di demo dei musicisti in cerca di pubblicità e di eventuali contratti dando loro una speranza. Dopo tre quarti d'ora mi avevano ubriacato, per questo sono fuggito all'aria aperta a prendere una boccata d'aria. Smaltita la sbornia sono andato alla volta del padiglione “B”, grossomodo simile al precedente. Ed infine accanto ai due padiglioni, c'era un tendone stile fiera pieno di bancarelle. All'interno vendevano di tutto, dai cd, lp, dall'abbigliamento frik, e anche chitarre e bassi, ma la bancarella più singolare e meno pertinente con la manifestazione, rilasciava finti diplomi o lauree con titoli goliardici. Al termine della visita degli stand ho girato tra i tre tendoni di musica live, dove avevano luogo le esibizioni delle band emergenti. Con mio rammarico il genere più gettonato era l'indie rock, per questo ho evitato tutte le band di questo tipo, e come un pazzo ero alla ricerca di qualcosa che potesse avvicinarsi ai miei gusti oppure bravi musicisti che mi colpissero per lo stile. Per caso mi sono imbattuto in una premiazione di una band soul-rock: i “Dr Brown”, alla quale hanno assegnato il premio originalità e premio live. Erano musicalmente perfetti, ma cantante e coriste particolarmente, di quelli che con la voce riescono a spettinare (in senso positivo), caratterizzati anche da una buona presenza scenica. Dopo questo gruppo pochi altri sono riusciti a colpirmi. Prima di pranzare ho seguito una parte di una noiosissimo convegno sulla legge in materia di musica e territorio. Annoiato mi sono rifocillato con piadina e birra.
Con coraggio mi ributto nel salone congressi, stracolmo nel corridoio antistante, e a una distanza di pochi metri, avvolta come da un guscio di fan e giornalisti, Carmen Consoli con la sua guardia del corpo. Sembrava una fragile ragazzina indifesa. Quando la folla si smaltisce un po’ assisto anche all'arrivo di Frankie Hi Nrg, subito intervistato, ovviamente, da alcuni giornalisti pronti a ghermire la preda.
Frankie hi nrgCon l'arrivo del rapper è il momento dell'assegnazione dei premi ai videoclip. Inizia con un nostalgico ricordo dei “cinebox” anni ‘50 ad opera del signor Vito Molinari con relativa contestualizzazione storica. Dopo la parentesi storica del videoclip musicale, si ritorna a quelli dei giorni nostri. Dopo un ora lì attendendo qualcosa che catturasse la mia attenzione scappo via. Privo di una motivazione per rimanere al MEI scopro che in centro, al palazzo delle esposizioni, le case discografiche mostravano strumenti musicali facendoli anche provare. Senza farmelo dire due volte mi dirigo alla fermata della navetta per farmici condurre. Nell'attesa, colpisce la mia attenzione, una band in un pulmino, con la scritta “musica in bus”, che eseguiva egregiamente “So lonely” dei Police. Con il sorriso prendo la navetta e arrivato al salone delle esposizioni, con grande rammarico, vedo gli espositori indaffarati a riporre gli strumenti lasciando i piedistalli vuoti. Con po' di irritazione decido di chiudere la parentesi MEI, abbandono Faenza tagliando la nebbia della pianura padana con un “velocissimo” regionale e solo il mio fedele compagno di viaggio Dylan Dog riesce a rimettermi di buon umore.

05-12-2007 - visite: 6215

Condividi questa pagina:

Newsletter:addio CartaGiovaniProtagonisti.Benvenuta youngERcard!
di

Leggi l'articolo

Sapere e Fare 7
di redazione

Leggi l'articolo

Newsletter: Cosplay Party ad Area Giovani
di

Leggi l'articolo

Newsletter: nuovo Occhiaperti.net
di Newsletter

Leggi l'articolo

Incontri sulla Costituzione
di Comunicato Stampa

sala del Consiglio comunale a cura dei costituzionalisti Veronesi e Bergonzini Leggi l'articolo

Luci della scrittura, le parole di Stefano Tassinari
di Comunicato Stampa

tra giornalismo e narrativa Leggi l'articolo

Selezioni tirocini formativi: pubblicati i calendari
di Redazione

Leggi l'articolo

Valid CSS 2 Valid XHTML 1.0 Strict