SEGNALAZIONI \ Dopo 10 anni scopro il MEI

Basta poco (o un palco) per divertirsi

di Emma Ambrosone
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Concerto durante il mei
Sabato io e la mia socia dei mille concerti e concertini siamo andate a Faenza e il MEI ci ha accolte bene fin dal parcheggio, comodo comodo davanti all’ingresso. Entrata vip con gli accrediti occhiaperti.net e via libera al disorientamento musicale con i suoi 3 tendoni dove ruotavano i palchi gestiti di gran lusso da bravi fonici e i suoi 3 padiglioni brulicanti di banchetti, flyer, cd e chi più ne sa più ne ascolti!
L’aspettavamo da tempo e nemmeno il meteo avverso è riuscito a fermare la nostra voglia di scoprire il magico mondo dei gruppetti musicali alternativi. E la magia è arrivata fin dai primi passi incerti dentro la fiera: sono arrivati i volti noti di amici suonatori e sono arrivati anche i cd gratis (o poco più) che Elisa tanto sognava. Si è girato e rigirato, si è parlato con gli addetti ai lavori delle etichette indipendenti e di rubriche a me care come i mitici di Musicplus.it, si son visti vip del calibro del bassista degli Afterhours e uno stivale e due all starder Piotta, si sono presi mille opuscoli, biglietti informativi, pins e stikers che la borsetta quasi scoppiava…e si è ascoltata musica, tanta musica, che arrivava da ogni dove: abbiamo saltellato da un tendone all’altro come 2 bimbe al parchetto dei giochi, che se le altalene non emozionavano più si correva verso lo scivolo e poi ancora a dondolarsi come se non fosse mai abbastanza.
Ci è piaciuto, ci siamo divertite e ci torneremo. Ma voglio parlare di me che, seduta per terra per mancanza di sedie, mi chiedevo chi c’era dietro tanto meticoloso lavoro, e mi meravigliavo ad ascoltare Syria cantare le Perturbazioni, poi guardavo ‘sti ragazzini sorridenti ballonzolare ai ritmi ska, infine mi divertivo a far finta di essere la critica denoattri e dare giudizi zuppi di bionde medie ai gruppi che si susseguivano veloci veloci come i tempi che stiam vivendo: che se non ci stai dietro ti scappa tutto e certe cose, come la musica, non la si può eludere.
Quindi bravo MEI e brava Faenza che nel suo piccolo ha creato un posticino dove, senza troppe manie di grandezza, si fa ancora cultura musicale.

05-12-2007 - visite: 6233

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