sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > pARanOiD pArK
pARanOiD pArK
Non so se mi sento pronto per Paranoid Park.Nessuno è mai pronto per Paranoid Park.
Il nuovo film di Gus Van Sant
locandina paranoid parkTra la vasta scelta di film contemporanei, ogni tanto escono anche dei capolavori.
Tra un film d’azione e una cazzata americana, possiamo fermarci e riflettere. Gli sterminati abissi della mente offrono spunti molto interessanti, solo se dietro la macchina da presa opera un genio.
Paranoid Park è una esplorazione della mente umana, un’indagine sulle reazioni, una perlustrazione dei comportamenti.
Prima di parlare del film in sé, devo spendere qualche parola su uno dei registi più geniali del nostro tempo, un ribelle, un poeta dei sentimenti, uno che nei suoi film raccoglie, contorce, crea e inverte. Gus Van Sant prende le cose invisibili dentro di noi e ne conferisce forme e suoni, come in Last Days, ispirato agli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain, riuscì a ricomporre con immagini, confusione e irrequietezza, nelle ore precedenti al suicidio.
Nei pressi della città di Portland, un giovane skater, trascorre le sue giornate immerso in una nube di mistero e solitudine, immagazzina sensazioni, osserva gli skater più anziani in un piccolo paradiso che per lui è Paranoid Park, scoperto grazie ad un amico che lo convince ad andarci. E’ uno skate park, punto di ritrovo malfamato, ma per questo affascinante, dove ci si può fermare a scrutare diverse tipologie di persone seducenti, agli occhi di un ragazzo.
Alex, il sedicenne protagonista, sarà immerso in un vortice di pensieri: il regista è fantastico nell’usare suoni che riconducono a continui flash-back, lo spettatore capisce che Alex è con la testa sempre da un’altra parte, delle grida ci riportano indiscutibilmente a Paranoid Park, anche se lui si trova a casa o a scuola. Effetti visivi, immergono chi guarda in un processo di immedesimazione costante, un aumento di tensione e irrequietezza continuo e persistente. Lunghi primi piani ci mostrano le reazioni dei personaggi coinvolti, canzoni enfatizzano o distorgono situazioni o momenti, prolungati rallentamenti delle sequenze conducono ad un viaggio introspettivo, che non riguarda più soltanto il protagonista del film.
Mi ha colpito molto l’utilizzo della musica, oltre che degli effetti sonori, veri e propri personaggi invisibili, in particolare all’inizio del film, le musiche sono quasi inquietanti, fragili, composte da effetti elettronici ipnotizzanti, sembrano rappresentare i piccoli e tortuosi processi della mente, le infinite inversioni e rotture delle riflessioni, la meditazione elastica e rallentata, così come le immagini al rallentatore, ad esempio di uno skater che compie evoluzioni e trick. Il titolo non poteva essere più centrato, perché dopo alcuni minuti di visione, non lo intendiamo più semplicemente come un luogo in cui avvengono i fatti della storia, ma ci rendiamo conto che è la parola paranoid il centro di tutto, la vera essenza del film, e solo uno come Van Sant, poteva amministrare in una pellicola, una parola così tortuosa.
La sceneggiatura è contorta e intricata, cronologia sfasata priva di andatura lineare. Il regista ci parla, ancora, di adolescenti, in una larga veduta del loro complicato mondo, molto probabilmente più interessante di quello così lontano degli adulti: padre e madre nel film, stanno per divorziare, vengono sempre inquadrati senza mai rivelarci il volto (a parte il padre ma solo per alcuni secondi). La sua è quindi anche una riflessione sui comportamenti genitoriali, che oggi spesso influenzano negativamente la crescita e lo sviluppo dei figli; il silenzio e l’apatia di Alex, portano a pensare che abbia bisogno di genitori uniti, a lui vicini e che lo possano consigliare per il meglio, nei momenti di reale bisogno.
Il film è stato premiato alla 60a edizione del Festival di Cannes, con il premio della giuria.

Massimiliano Uccellatori
visite: 11525

Condividi questa pagina:



>> torna alla home di OA
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css