INTERVISTE \ Ingannevole è il mondo della musica

Foo Fighters VS/ J.T. Leroy

di Ilaria
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E' una cosa strana quella che leggerete qui di seguito, ma è una cosa che a me ha fatto venire i brividi.

E' un' intervista quasi interamente copiata da Musica il settimanale di Repubblica.

I protagonisti sono la voce/batteria dei Foo Fighters, Dave Grohl, e J.T.Leroy, giovane scrittore (23 anni) entrato nell'olimpo dei libri cult in America.

Dave Grohl è stato anche il batterista dei sempre più compianti Nirvana.
J.T.Leroy ha pubblicato due libri Sarah e Inagannevole è il cuore più di ogni cosa(Fazi Editore n.d.r.), in cui racconta la sua tormentatissima, terrificante, impressionante, e a volte oscena, vita. Tuttora nemmeno lui, sa definire la sua sessualità, non si sente ne uomo ne donna. Ma per chi non ha letto i suoi libri, o per chi non ha mai sentito parlare di lui, risulta tutto incomprensibile.E' stato definito un personaggio borderline, o drop out, ha vissuto sevizie dagli uomini di sua madre Sarah, che era una lucertola. In gergo americano, le lucertole sono le prostitute per i camionisti che si trovano nei bistrot lungo le infinite strade di provincia. Quelle dei motel. Leroy, ha fatto uso di qualsiasi tipo di droga, si è trovato suo malgrado, catapultato in una vita orrenda proprio grazie a sua madre, quando lui aveva solo 4 anni. E finchè un bravo dottore, non ha deciso di curarlo, di farlo uscire da quel baratro, la sua vita è stata così. Quel dottore gli aveva consigliato di scrivere, per sprigionare quel universo che aveva dentro, per raccontarsi da spettatore, ma senza tralasciare le emozioni da protagonista. Questo è J.T. Leroy.Magico e noir...

testo alternativo


J.T.: Mi sento come la ragazza su MTV che suonava con voialtri.

DG: Chi? La fanatica?

JT: Si, oppure come la ragazza nel video di "learn to fly", che poi saresti tu..

DG Oh cavolo...quella con i codini!

JT: Ora sono io ad avere i codini...

DG: Andiamo, su! Ma tu JT da dove vieni?

JT: West Virginia

DG: Anch'io sono della Virginia, Come te la passi?

JTIl miuo cuore funziona. Quest'estate sono stato in tourneée.

DG: Sul serio?

JT: Abbiamo suonato non-stop le vostre canzoni. A zonzo per la fottuta italia dove tutti avevano accanto qualcosa che moriva. Guardavamo le loro piccole, fottute macchine e pensavamo: moriremo anche noi. Per fortuna avevamo la vostra musica ed era fantastico: di tutto il resto non me ne poteva importare di meno. Riuscivo a raggiungere quelle vette di esaltazione in cui ti convinci che c'è vita dopo la morte. Il rock'n'roll ti deve aver fatto più o meno lo stesso effetto, immagino.

DG: Qualcosa del genere. Entri in contatto con la musica per un motivo preciso. Credo che la musica possieda un'energia largamente inspiegabile. Proprietà traumaturgiche. La musica va a toccarti in un punto dove non arriva altro. E' portatrice di nostalgia, di positività. Ne hanno sempre parlato tutti di queste facoltà curative della musica. Ti racconto un fatto: da giovane stavo ascoltando la radio a onde medie : qualcuno parlava, credo fosse Joni Mitchell, di come fosse possibile posizionare la chitarra sul proprio corpo, malato, e di come queta chitarra riuscisse a guarirlo. Io ci credo a queste cose.

JT: E' esattamente questo che adoro in voi Foo Fighters. Il vostro modo di arrangiare e di aumentare la tensione.: si arriva sempre ad un punto in cui non si riesce a trattenere l'emozione. Con la musica salgo senza fermarmi più.

DG: Io non ho mai preso lezioni di composizione. Mai preso lezioni di chitarra e nessuno mi ha mai insegnato a suonare la batteria.

JT: Un talento innato.

DG: Sono guidato dal lato emozionale dellamusica. Mi accorgo quando una canzone è copmpleta, ma non so spiegartelo all'infuori di così: che quella canzone è teminata, pronta. E non perchè quella canzone ha un senso sulla carta: il senso di una canzone prescinde dal "senso". E' un senso interiore. E tieni conto che non ho mai avuto niente a che fare nè con la letteratura, nè con la poesia. Chiudo gli occhi e lascio che l'emozione si impossessi di me. Questo cerco. Non mi interessa l'abilità tecnica. Non mi preoccupo di suonare più o meno velocemente la chitarra o la batteria. Quello che conta è la pelle d'oca che spunta sulle braccia quando arriva la nuda emozione. La musica ha un solo valore: emotivo. E' l'unica priorità.

J.T.: Sembra che tu sia ben consapevole del business che si muove dietro le quinte. E che abbia imparato molto da Holliwood, dall'industria discografica e dal circo del pubblico di fan che la nutrono. Usi molto sarcasmo, e trovo ciò molto intelligente, oltre che divertente. Ma al tempo stesso mi pare anche di capire che hai sviluppato una sensibilità per cui non riesci a fregartene abbastanza.

DG: Ho cominciato a suonare per dei gruppi punk e allora si suonava per il solo piacere di suonare. In pratica, non c'era una sola possibilità che al mondo ci fosse qualcunoche potesse apprezzare quello che facevamo e di diventare famosi. Ma a nessuno importava. Contava solo la musica. Persino i Nirvana - ed eravamo già popolari - ebbero a lungo una bassa considerazione di sé: nessuno di noi, almeno fino ad un certo punto, si sognava di diventare altro da ciò che eravamo. Eravamo figli dell'underground, e così quando cominciammo ad essere apprezzati dalla grande massa, là fuori in realtà ci sembrava quasi ridicolo. Del tipo: come facciamo a prenderla sul serio?

JT: Ho letto che è stato il tuo psicoterapeuta a consigliarti di continuare a fare i concerti dopo i Nirvana. Lo chiedo perchè a me scrivere ha salvato la vita. Il mio terapista mi ha detto: scrivi. Ed eccomi qui.

DG: La musica per me è un viaggio impegnativo. Quando si interrompe, come è avvenuto quando Kurt se ne è andato, è come se qualcuno cancellasse dallamia vita la colonna sonora, o attivasse il tasto "mute". Dopo, qualunque musica fa male. Il solo ascoltarla fa male. Accendere la radio, prendere la chitarra.

JT: La sensazione è che sei un tipo di cui ci si può fidare. Sembri un Kurt con un pò più di senso dell'umorismo. Ma non è tosta? Di solito essere rock'n'roll e avere della sensibilità non si combinano...

DG: Vero, ma a volte possono anche procedere mano nella mano. Il punto è stabilire a cosa si vuol tendere: l'obiettivo è ciò che conta, perchè alla fine tutto converge lì. Ed è per questo che mi porto dietro sempre una copia del nostro disco...c'è una canzone, Halo, un ritornello, poi la strofa, poi un altro brandello di ritornello, e alla fine ti porta dove non avresti mai immaginato. E' come Surrender dei Cheap Trick, per caso te la ricordi? Un'esperienza bizzarra..poi la pelle d'oca: nella nostra succede la stessa cosa.

JT: Hai avuto la pelle d'oca?

DG: Esatto, l'ho avuta quando l'ho scritta, quando l'ho cantata e quando l'ho registrata. Poi però bisogna lasciare tutto all'ascoltatore. A volte ascolto una canzone dopo averla registrata e ho dei mancamenti:Walking after you del nostro secondo disco, Tired dell'ultimo. La mia voce è spezzata e si capisce che sto facendo uno sforzo per non crollare e mettermi a piangere davanti al microfono. Ascolta Aurora: non ho pianto solo perchè mi vergognavo di farlo davanti al mio amico Adam che la stava registrando. Anche tu suoni. Potrai capirlo. Ma come va la tua band, i Thistle?

JT: Ma come fai a conoscerci? Stiamo aspettando notizie dal management degli U


testo alternativoDG:Dici sul serio?

JT: E' tutto molto eccitante. abbiamo mixato i pezzi nello studio dei Third Eye Blind. Abbiamo fatto tutto velocemente.

DG: Ma tu che fai, canti?

JT: Loro sono i miei coinquilini. E' un'esperienzache volevo fare. Anche perchè devo trovare un modo per guadagnare qualcosa. Scrivere è durissima. Ho cominciato a fare casini prestissimo, così mi sono fregato.

DG: Veramente?

JT: Si, non capivo un cazzo. Mi facevo di tutto e non conoscevo niente di quello che prendevo.

DG: Va sempre così

JT: Adesso ho un nuovo agente e un nuovo contratto editoriale.

DG: Se i Thistle dovessero sfondare, potresti rinegoziare tutto. Dammi retta. A anni anch'io firmavo contratti capestro. Non sapevo quello che facevo.

JT: E' vero che ti sei fatto le groupies?

DG: Certo

JT: Ma come funzionava? C'era uno che smistava il traffico per te oppure tornavano di loro spontanea volontà?

DG: Era un mutuo, tacito accordo. sapevano quello che volevano. E la band sapeva quello che voleva. Alla fine è semplice.

JT: Cos'è, avevi bisogno di qualcuno che ti tenesse per mano?

DG: No, avevo bisogno di qualcuno da incolpare.

JT: In realtà, ho sentito dire che sei un tipo che cerca di sistemarsi: famiglia, bambini, una casa grande.

DG: Per me la vita non è vagabondaggio.

JT: Hai una missione futura nella vita, oltre alla famiglia?

DG: Diventare il batterista dei Led Zeppelin che si riformano.

JT: Sempre che non accetti Zak Starkey, il figlio di Ringo.

DG: Non accetterà. E' bravo, ma non accetterà. Quel posto deve essere mio. Ho tre tatuaggi di John Bonham, due sulle spalle e uno sul polso ed è la prima volta che lo confesso pubblicamente. E' come se avessi venduto da ragazzino la mia anima ai Led Zeppelin

JT: Cosa c'è dopo la morte?

DG: Credo nei fantasmi, quindi sono convinto che oltre la vita qualcosa ci sia. Non che lo capisca ma ci credo. E credo anche che ci sia vita in altri pianeti, in altre dimensioni.

JT: Parli mai con Kurt?

DG: No, ma lo sogno in continuazione. Almeno una volta al mese.


Questo è quello che riesce a fare la musica...e io nemmeno li ascolto i Foo Fighters...


01-02-2006 - visite: 16080

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